Contro le grandi opere e contro il TAV: azione diretta, autogestione!

Posted: dicembre 9th, 2018 | Author: | Filed under: General | No Comments »

Sosteniamo la giornata di lotta contro le grandi opere dell’8 dicembre che quest’anno assume un significato particolarmente importante. Sosteniamo le manifestazioni che si terranno l’8 dicembre in varie località: a Torino, a Niscemi, a Melendugno, a Udine. Tra le molte iniziative che ci saranno, la manifestazione convocata a Torino dal Movimento NO TAV sarà una tappa fondamentale per i movimenti che si oppongono alle nocività e alla devastazione dei territori.

In questi mesi il nuovo Governo sta dimostrando che, quando sono messi in discussione grandi interessi, i partiti che governano si schierano sempre a garanzia dei profitti e dei privilegi. Le grandi opere non possono essere dunque messe in discussione perché oltre ad essere affari enormi attorno a cui girano forti interessi economici, hanno una valenza politica ancora più importante. Infatti è in questi progetti che si realizza la spartizione clientelare e la definizione dei rapporti di potere interni alla classe dirigente, sono anche queste opere a costituire garanzie politiche a livello internazionale. Inoltre, la capacità di imporre questi progetti nonostante l’attivismo dei movimenti d’opposizione è divenuto uno dei terreni su cui il Governo dimostra la propria forza e stabilità. Per questo le lotte contro le grandi opere hanno un’importanza che supera la mera questione del progetto, perché possono favorire una rottura politica e sociale. Per questo in difesa del TAV si serrano i ranghi della classe dirigente: il Partito Democratico scende in piazza a Torino per sostenere il TAV con la Lega e Forza Italia, insieme ad industriali e confederazioni sindacali collaborazioniste, incontrando qualche prima apertura da un Movimento 5 Stelle che ha già deciso, tra l’altro, di abbandonare l’opposizione al TAP e al MUOS. Dopotutto anche le grandi opere – come le missioni militari – sono giustificate con la retorica dell’«interesse nazionale».

Sappiamo che non ci sono governi amici e che anzi, ogni governo è nemico dei movimenti di lotta e di opposizione sociale. Basti pensare che con il nuovo “dl sicurezza” si avrà una maggiore criminalizzazione dei movimenti, con l’inasprimento delle condanne penali per pratiche come l’occupazione o il blocco stradale, molto frequenti nelle azioni di resistenza dei movimenti popolari contro le grandi opere. È liberando la vasta capacità di esprimere autogestione e azione diretta che i movimenti hanno spesso dimostrato che sarà possibile non solo fermare le grandi opere, ma liberarci dalla devastazione capitalista.

Rilanciamo con forza l’appello della Federazione Anarchica Torinese per uno spezzone anarchico al corteo dell’8 dicembre a Torino:

«Contro il Tav e il suo mondo

Contro tutte le frontiere

Nessuna delega!

Azione diretta autogestione

Non ci sono governi amici: a fianco dei migranti, di chi occupa le case, dei lavoratori che bloccano le strade, delle popolazioni in lotta dalla Puglia alla Val Susa

8 dicembre 2018.
Spezzone anarchico al corteo No Tav di Torino
ore 14 piazza Statuto – Torino»

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana
5 dicembre 2018


Castel Bolognese, 8 dicembre 2018. Convegno su “Le organizzazioni nazionali del movimento anarchico nell’Italia repubblicana (1943-2018)”

Posted: novembre 18th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Castel Bolognese, 8 dicembre 2018. Convegno su “Le organizzazioni nazionali del movimento anarchico nell’Italia repubblicana (1943-2018)”

Biblioteca Libertaria “Armando Borghi”
In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Armando Borghi (1882-1968)

Convegno su “Le organizzazioni nazionali del movimento anarchico nell’Italia repubblicana (1943-2018)”
Castel Bolognese, 8 dicembre 2018

La Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” (BLAB), in collaborazione con la Biblioteca Comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese, organizza un Convegno di studi sul tema “Le organizzazioni nazionali del movimento anarchico nell’Italia repubblicana (1943-2018)”. Il Convegno avrà luogo a Castel Bolognese, nel Teatrino del Vecchio Mercato, via Rondanini 19. La giornata di studi si terrà sabato 8 dicembre 2018, con inizio alle ore 9:30 e termine verso le ore 18:30.

Sono trascorsi cinquant’anni dalla morte di Armando Borghi (1882-1968), noto esponente anarchico di rilievo nazionale e internazionale, nonché dirigente sindacale, oratore, scrittore e giornalista. Per celebrare degnamente l’anniversario e rendere omaggio alla sua vita e alla sua attività politica e sindacale, la Biblioteca Libertaria di Castel Bolognese, a lui intitolata, ha programmato di organizzare un Convegno di studi di una giornata sulle organizzazioni nazionali anarchiche italiane dal dopoguerra ad oggi. Il Convegno si terrà a Castel Bolognese, città che ad Armando Borghi ha dato i natali e dove è sepolto.

Il tema dell’organizzazione è sempre stato molto dibattuto all’interno del movimento anarchico. Nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, in particolare, l’anarchismo italiano si è confrontato per decenni con modelli organizzativi spesso diversi, che hanno contribuito a dare vita a reti associative e federazioni alternative tra loro e talvolta in conflitto, con lacerazioni e polemiche, pur all’interno di un “sentire comune” di fondo e di un riconoscimento reciproco, che faceva scattare regolarmente la solidarietà di fronte alle aggressioni esterne e alla repressione del potere istituzionale.

La recente pubblicazione di alcuni libri sulla FAI (Con l’amore nel pugno. Federazione Anarchica Italiana (1945-2012), Zero in Condotta, 2018), sui GAAP ( Gruppi anarchici d’azione proletaria. Le idee. i fatti, i militanti, l’organizzazione: Vol. 1. Dal fronte popolare alla “legge truffa”: la crisi politica e organizzativa dell’anarchismo ; Vol. 2. Dalla rivolta di Berlino all’insurrezione di Budapest: dall’organizzazione libertaria al partito di classe, a cura di Franco Bertolucci, BFS-Pantarei, 2017-18), sui GAF (il cui ruolo appare centrale nella ricostruzione tentata da Nico Berti nel suo volume Contro la storia. Cinquant’anni di anarchismo in Italia (1962-2012), Biblion, 2016), rende i tempi maturi per provare a tracciare un bilancio storiografico e politico di quelle esperienze.

Il Convegno si propone appunto di ricostruire più di settant’anni di vita dell’anarchismo in Italia, attraverso l’ottica privilegiata delle organizzazioni di estensione nazionale espresse dal movimento libertario. Buona parte delle organizzazioni di cui si parlerà non esistono più da tempo (GAAP, GIA, GAF…), ma esse hanno segnato in qualche modo un’epoca, una fase della vita del movimento anarchico di lingua italiana. Che cosa resta di loro e della loro esperienza? Quale eredità ci hanno lasciato? La stessa domanda, in qualche modo, andrebbe rivolta anche alle sigle ancora in vita (FAI, Alternativa Libertaria/FdCA, USI), rispetto alle quali ci si può porre anche il quesito del rapporto tra passato e presente, tra ciò che sono state in altre fasi politiche e ciò che sono ora.

Gli organizzatori del Convegno non hanno tesi precostituite da fare prevalere, e sono interessati a un confronto libero e ad ampio raggio. Ci si propone un livello di riflessione e di dibattito piuttosto alto, non una semplice celebrazione autoreferenziale. Fermo restando che uno degli scopi del convegno è anche quello di ricordare la figura di Armando Borghi, a cui sarà dedicato un intervento di ricordo e di riflessione. I nomi dei relatori che hanno accettato di partecipare al Convegno, per la particolare competenza rispetto agli argomenti sui quali interverranno, nonché per la pluralità e la diversità dei punti di vista e delle loro esperienze, dovrebbero costituire una garanzia rispetto al raggiungimento di questi obiettivi.

Il Convegno è aperto a tutti.

PROGRAMMA del Convegno.

Sessione del mattino (ore 9:30-13:00):

— Rosanna Ambrogetti, Presentazione del Convegno. Saluti di Giovanni Morini, Assessore alla Cultura del Comune di Castel Bolognese.

— Pasquale IUSO (Università di Teramo): Gli anarchici nella Repubblica dalla Resistenza al crollo del comunismo.

— Giorgio SACCHETTI (Università Roma Tre): Federazione Anarchica Italiana: fonti, metodi, periodizzazioni per un nuovo soggetto storiografico.

— Pietro ADAMO (Università di Torino): Cesare Zaccaria, il momento post-classico e la critica dell’organizzazione.

— Lorenzo PEZZICA (Centro Studi Libertari – Milano): Appunti per una storia dei Gruppi di Iniziativa Anarchica (1965-1975).

— Franco SCHIRONE (Associazione Culturale Pietro Gori – Milano): I gruppi giovanili anarchici del dopoguerra: tre esperienze.

Dibattito.

Sessione del pomeriggio (ore 14:30-18:30):

— Gianpiero LANDI (BLAB): Armando Borghi a cinquant’anni dalla morte.

— Franco BERTOLUCCI (Biblioteca Franco Serantini – Pisa): I GAAP (1949-1957): un’esperienza «revisionista» dell’anarchismo di lingua italiana? Problemi e interpretazioni.

— Francesco CODELLO (Filosofo e Pedagogista): Pensiero e azione: i Gruppi Anarchici Federati (1970-1978).

— Giulio ANGELI (Alternativa Libertaria/FdCA): Il movimento comunista libertario in Italia dagli anni ’70 del ‘900 ad oggi: una riflessione.

— Gianfranco CARERI (Archivio Nazionale USI): L’Unione Sindacale Italiana nel secondo dopoguerra.

Per ulteriori info contattare Gianpiero Landi: tel. 0546-55501.

E-mail: bibliotecaborghi1916@gmail.com

Sito web BLAB: http://bibliotecaborghi.org

RELATORI

Pietro Adamo: (1959) è professore associato di Storia delle dottrine politiche nell’Università di Torino. Si occupa della cultura politica del protestantesimo radicale, della storia della tradizione libertaria e del percorso delle controculture. Ha curato le edizioni italiane di opere di John Mitchel, Paul Goodman, John Goodwin, Thomas Jefferson, Camillo Berneri e John Stuart Mill. Tra i suoi ultimi libri, la curatela del catalogo della mostra Sex&Revolution (Skira, 2018); L’anarchismo americano del Novecento (FrancoAngeli, 2016); William Godwin e la società libera (Claudiana, 2017).

Giulio Angeli: (1954) lavora presso l’Università di Pisa con l’incarico di tecnico. Collabora con il Centro di Documentazione “Franco Salomone” di Fano. Militante comunista libertario fin dagli anni Settanta, svolge attività politica e sindacale. Collocato nelle componenti che hanno rivendicato la necessità dell’organizzazione politica degli anarchici ha partecipato, fin dalla fondazione nel 1986, all’attività della Federazione dei Comunisti Anarchici (FdCA) poi Alternativa Libertaria/FdCA, organizzazione politica di cui è tuttora esponente. Collabora con il «Foglio Telematico» di Alternativa Libertaria/FdCA. Tra i redattori di «Comunismo Libertario», è autore di documenti e saggi sul mondo del lavoro, la condizione operaia, la salute e l’imperialismo.

Franco Bertolucci: (1957) è bibliotecario e archivista presso la Biblioteca Franco Serantini, editore e libero ricercatore nelle discipline storiche. Ha collaborato a vari progetti nazionali come la «Rivista Storica dell’Anarchismo» (1994-2004), il Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani (2003-04) e ha curato alcuni saggi e volumi di ambito storico e biblioteconomico. Gli ultimi lavori sono dedicati alla storia dei GAAP: Gruppi anarchici d’azione proletaria. Le idee, i militanti, l’organizzazione, t. 1-2 (BFS-Pantarei, 2017-18) e al centenario della Rivoluzione russa: A Oriente sorge il sol dell’avvenire. La rivoluzione russa vista dagli anarchici italiani 1917-1922 (BFS, 2017).

Gianfranco Careri: (1952) dopo un periodo di militanza anarchica (dal 1969) è tra i riattivatori dell’USI dal 1977. Ricopre la carica di segretario nazionale dell’USI per due volte (1983-1985 e 2002-2005), di redattore di «Lotta di Classe» (1985-1992) ed altri incarichi nell’organizzazione anarcosindacalista. Fondatore e responsabile dell’Archivio Nazionale dell’USI (la cui sede e’ ad Ancona). Tra i suoi scritti i libri Il sindacalismo autogestionario: l’USI dalle origini ad oggi (USI, 1991) e Camillo Berneri, l’anarcosindacalismo, la guerra di classe (USI, 2008). Nel 2012 cura l’edizione dei due volumi sul centenario dell’USI che vedono la collaborazione di studiosi e militanti. Tra i suoi contributi all’opera le biografie di Alceste De Ambris e Umberto Marzocchi e saggi sui combattenti anarcosindacalisti italiani in Spagna e sulle fasi della riattivazione dell’USI dagli anni settanta ad oggi.

Francesco Codello: (1953) filosofo e pedagogista, è stato insegnante e dirigente scolastico. E’ membro dell’International Democratic Education Network, dell’EuropeanDemocratic Education Community, fondatore della «Rete dell’Educazione Libertaria». Già redattore di «Volontà», di «Libertaria» e ora di «Elèuthera», attivista nell’Ateneo degli Imperfetti di Marghera e nel Centro Studi Libertari/ Archivio G. Pinelli di Milano. È autore di numerosi saggi, prevalentemente su temi educativi, storici e sull’anarchismo, in diverse testate e pubblicazioni e dei seguenti libri: Educazione e anarchismo (Corso, 1995), La Buona educazione (FrancoAngeli, 2005), Vaso creta o fiore? (La Baronata, 2005), Gli anarchismi (La Baronata, 2009), Liberi di imparare, (con Irene Stella, Terra Nuova, 2011), La campanella non suona più (La Baronata, 2015); Né obbedire né comandare, lessico libertario (Elèuthera, 2009); La condizione umana nel pensiero libertario (Elèuthera, 2017). Ha curato la raccolta di saggi di Colin Ward dal titolo L’educazione incidentale(Elèuthera, 2018).

Pasquale Iuso: (1961) professore di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo. Autore di numerosi saggi di storia sindacale e di storia dell’anarchismo. Condirettore del Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani (BFS, 2003-04). Tra i suoi lavori più recenti: Gli anarchici nell’età Repubblicana (BFS, 2014); Esercito Guerra e Nazione (Ediesse, 2009); Le violenze di frontiera. Nazionalismo, regionalismo e identità nazionale (numero monografico di «Storia e Problemi Contemporanei», n.74, aprile 2017).

Gianpiero Landi: (1953) insegnante in una Scuola media superiore, si occupa da decenni di ricerca storica, in particolare sull’anarchismo e il socialismo, collaborando a «A» e ad altri periodici. Attivo fin dalla fondazione nella Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” di Castel Bolognese, è attualmente Presidente della Cooperativa che la gestisce. Si occupa inoltre del Centro Studi “Francesco Saverio Merlino” e del suo sito. Ha fatto parte della redazione della «Rivista Storica dell’Anarchismo» (2003-2004) e ha collaborato al Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani (2003-04). Ha pubblicato saggi e curato volumi su Armando Borghi, Andrea Caffi, F.S. Merlino.

Lorenzo Pezzica: (1965) archivista e storico, vive e lavora a Milano. Collabora con il Centro Studi Libertari /Archivio G. Pinelli e insegna “memoria e archivi digitali” al Master in Public History dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Si occupa di Gender history, Public history, storia dell’anarchismo e dei movimenti radicali. Ha recentemente pubblicato: Anarchiche. Donne ribelli del Novecento (Shake, 2013); Vivere il tempo della Grande guerra. Bergamo durante e dopo la Prima guerra mondiale (Lubrina, 2016); Le magnifiche ribelli 1917-1921 (Elèuthera, 2017).

Giorgio Sacchetti: (1951) professore associato abilitato in Storia contemporanea. Attualmente docente a contratto di “Didattica della Storia” presso il dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Roma Tre. Si occupa di Labour history, storia dell’anarchismo e del movimento operaio. Ultimi libri pubblicati: Carte di Gabinetto. Gli anarchici italiani nelle fonti di polizia (La Fiaccola, 2015); Vite di partito. Traiettorie esistenziali nel PCI togliattiano (ESI, 2016); Eretiche. Il Novecento di Maria Luisa Berneri e Giovanna Caleffi(Biblion, 2017); Con l’amore nel pugno. Federazione Anarchica Italiana, storia e documenti (1945-2012) (Zero in Condotta, 2018).

Franco Schirone: (1950) libero ricercatore su tematiche anarchiche e anarcosindacaliste. Autore de La Gioventù Anarchica negli anni delle contestazioni, 1965-1969 (Zero in Condotta, 2006). Nel 2012 alcuni suoi saggi sono pubblicati nei due volumi sul centenario dell’USI: Interventismo contro antimilitarismo, lo scontro interno e la scelta dell’USI; Il biennio rosso e l’occupazione di terre e fabbriche; L’Unione Sindacale Italiana tra esilio e clandestinità (1923-1945); Alibrando Giovannetti (biografia). Tra le ultime sue pubblicazioni I Provos, i Beatniks e l’Anarchia (1966-1967) (Bruno Alpini-Stella Nera, 2018) e, con Mauro de Agostini, Per la Rivoluzione Sociale. Gli anarchici nella Resistenza a Milano (1943-45) (Zero in Condotta, 2015).


Sabato 3 novembre Manifestazione antimilitarista, Gorizia, h.15

Posted: ottobre 20th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Sabato 3 novembre Manifestazione antimilitarista, Gorizia, h.15

Contro la retorica nazionalista, ricordiamo i disertori, i renitenti, i fucilati

Rilanciamo l’antimilitarismo

Rifiutiamo di unirci al coro nazionalista di chi celebra il centenario della vittoria della Prima Guerra Mondiale. Vogliamo invece ricordare chi quella carneficina provò a fermarla, chi rifiutò di sacrificarsi per i profitti e i fanatismi altrui, chi scese in piazza chiedendo pane e pace sfidando la prigionia e la deportazione.

Una guerra che ha portato a milioni di morti, mutilati, invalidi, dispersi, “scemi” di guerra, fucilazioni di massa, fosse comuni, devastazione ambientale, esplosione della furia nazionalista, manipolazione mediatica, mitizzazione di criminali in divisa come Cadorna e Graziani, Badoglio o Rommel che ebbero poi ruoli centrali nelle dittature nate sulle macerie di quel conflitto.

Ricordiamo che la Prima Guerra Mondiale è stata anche una storia di diserzioni. A Caporetto e a Vittorio Veneto migliaia di soldati delle due parti abbandonarono l’esercito: erano stati mandati a combattere una guerra voluta da borghesi, padroni e intellettuali fanatici. Innumerevoli e spesso dimenticate dalla storia ufficiale furono le rivolte, gli ammutinamenti, i sabotaggi.

Ora lo scenario mondiale è profondamente cambiato. Quella che non è cambiata (si è solo aggiornata) è la propaganda nazionalista e militarista volta a dimostrare l’utilità degli eserciti e delle sue missioni, sia all’estero che nelle nostre città. Le guerre vengono giustificate da mille motivi, ma continuano a essere causate da interessi capitalisti e portano – oggi come allora – morte e distruzione.

Per questo riteniamo importante in questa data sostenere le ragioni dell’antimilitarismo e discutere del ruolo degli eserciti oggi.

Quanto si spende oggi in armi e tecnologia bellica? Quanto vale l’export di armi per l’Italia? A quali paesi vengono vendute e a quanti conflitti partecipiamo direttamente e indirettamente? Cosa si muove in Europa con l’avvio della cooperazione militare con l’istituzione di una struttura di coordinamento permanente “Pesco” (un chiaro tentativo di dar vita al nuovo esercito europeo), che già beneficia di un finanziamento di 13 miliardi di euro? Quale è il peso della scuola nell’ “arruolare” i ragazzi e le ragazze a questa mentalità gerarchica e d’obbedienza tipicamente militarista mascherata da vuoto patriottismo? Quale è il ruolo della propaganda?
Gli eserciti stanno sempre più svolgendo un servizio di controllo interno. Con il pretesto del terrorismo, della crisi e dell’instabilità sociale, i governi che si sono susseguiti in Italia hanno utilizzato i vari corpi armati come deterrente contro le proteste e in particolare contro l’attivismo di settori popolari in rivolta contro le devastazioni ambientali (si veda il TAV in Val Susa o le discariche di rifiuti tossici in Campania). Possiamo parlare di una vera e propria sperimentazione di un fronte di “guerra interna”, una sorta di militarizzazione sociale dove, non ultimo, viene agitato lo spauracchio dell’”invasione etnica” per giustificare l’aumento di polizia e militari nelle strade e sui confini.

Questo, assieme ad un rinnovato ed esplicito interventismo bellico al di fuori dei nostri confini: operazioni di guerra sempre meno mascherate da “guerre umanitarie” e sempre più palesemente portate avanti “a difesa degli interessi nazionali” ovvero dei profitti delle multinazionali italiane che continuano a saccheggiare le risorse naturali dei paesi extraeuropei, in particolare dell’Africa.

Le retoriche nate dai nazionalismi di ieri alimentano quelli di oggi.

Rivendicare una memoria antimilitarista significa combatterle entrambe.

Sabato 3 novembre Manifestazione antimilitarista, Gorizia, h.15

Concentramento di fronte alla stazione dei treni.

Conclusione in piazza della Vittoria con intervento musicale di Alessio Lega

Coordinamento Libertario Regionale

infoactionfvg@inventati.org


Sta rottura de cojoni dei fascisti: L’ultima street poster action di CHEAP

Posted: settembre 30th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Sta rottura de cojoni dei fascisti: L’ultima street poster action di CHEAP

CHEAP ha aperto la sua nuova stagione di poster nei miglior modo possibile, il collettivo bolognese ha affisso in Via San Giacomo a Bologna una serie di poster antifascisti realizzati da Testi Manifesti.

http://ilgorgo.com/cheap-poster-fascisti-bologna/


Rimini 8 settembre. Mobilitazione antifascista

Posted: settembre 4th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Rimini 8 settembre. Mobilitazione antifascista

https://www.facebook.com/notes/rimini-antifascista/appello-per-una-mobilitazione-antifascista-verso-l8-settembre-contro-forza-nuova/1934111209943468/

Appello per una mobilitazione antifascista verso l’8 settembre contro Forza Nuova
Sabato 8 settembre il partito neofascista di Forza Nuova vorrebbe sfilare a Rimini con un corteo addirittura nazionale.
Si tratta dell’ennesimo attacco (benchè finora mai di questa portata) al nostro territorio, all’interno di un progetto politico che vede le nuove destre all’assalto delle cosiddette “regioni rosse”. Non a caso nello stesso weekend anche CasaPound avrà la sua festa nazionale a Grosseto.
Ora, quel rosso che consideriamo da tempo tradito è intriso di sangue partigiano e dal sacrificio di chi ne ha raccolto l’eredità. E non è tanto il passato, ma il presente che ci mette davanti la triste realtà classista di un paese in mano a una banda di sciacalli che ha nella guerra ai poveri e nella militarizzazione della società il proprio programma politico.
A noi il compito di segnare un solco oltre il quale non è concesso a fascisti e leghisti e accoliti vari di passare. La settimana che ci separa dall’8 settembre potrebbe essere un’ottima occasione per provarci.
In tutto questo c’è qualcosa che proprio non ci va giù.
A Rimini Forza Nuova è debole, diciamo che sono poche facce del circondario che per la città nemmeno ci girano, se non scortati. Evidentemente subiscono pressioni dall’esterno perchè Rimini e la Romagna sono viste dal loro partito come un luogo di richiamo dove fare passerelle e provare a insediarsi.
E come già a luglio con i nazisti polacchi, mettono in campo un livello di mobilitazione che poi, partiti gli ospiti, non possono proprio permettersi.
Questa dinamica da colonizzatori, tipica dello squadrismo, va rotta.

Se il loro “intento” è una calata nazionale sulla città di Rimini, la risposta deve saper superare i confini cittadini ed estendere l’azione antifascista ovunque questi personaggi vivono e fanno politica: consapevoli che contro i fascisti la miglior difesa è l’attacco, facciamo appello a tutte le forze sensibili, singole e collettive, per una settimana di mobilitazione in cui ognuno come più ritiene opportuno faccia sentire ai fascisti che vivono nei propri territori che fare gli squadristi oggi in Italia è una scelta sgradita e non priva di conseguenze.
Abbiamo un governo a trazione leghista che strizza di continuo l’occhio ai neofascisti, dando contemporaneamente sempre più strumenti e copertura alle forze di polizia. Ma la nuova forza politica con cui governa tradirà gran parte delle aspettative di cambiamento di buona parte della popolazione. Non si esce dalla dittatura liberista senza rottura rivoluzionaria…
La sinistra non sa che pesci pigliare e, come sempre, fa più danni della peste.
I fascisti continueranno a sgomitare per guadagnare terreno con il servilismo e l’arrogante opportunismo che li contraddistingue.
La grossa mobilitazione neonazista di questi giorni nell’est della Germania sta lì a dimostrarcelo. Ma dimostra anche che si possono fermare.
Il nostro tempo è qui e ora, non abbiamo scelta: se non riparte adesso un ciclo di lotte proletarie e antifasciste, verremo travolti da questa immondizia della storia.
Lavoro gratuito e polizia a scuola, sgomberi in vista per case occupate e spazi sociali, precarietà e carovita dilanganti, oltre 1000 morti sul lavoro all’anno e fascisti che vorrebbero prendersi le strade copiando slogan di chi quelle strade le vive davvero, grandi opere infrastrutturali che ci cadono sotto i piedi o in testa, e in tutto questo disastro il dibattito pubblico è schiacciato sull’immigrazione…rimbocchiamoci le maniche e diamo una spallata a questo mondo in declino.
L’autunno è alle porte, poi verrà una nuova primavera.
Chiediamo a chi ha a cuore il superamento di questo nefasto presente, e alle compagne e ai compagni che ci hanno conosciuto in questi anni di mobilitarsi.
Lottando insieme possiamo cambiare il corso della storia e vincere.
Vi invitiamo a una settimana di mobilitazione antifascista e ci vediamo a Rimini sabato 8 settembre 2018, dalle ore 16.30 (maggiori dettagli in seguito).
P.s.1
Mercoledì sera si terrà un’assemblea antifascista dove si discuterà della mobilitazione (seguiranno info).
P.s.2
La sera di sabato 8 si terrà il concerto nazirock dei Legittima Offesa al Bagno Levante di Cesenatico. Chissà che qualche abitante o turista non s’incazzi e gliele suoni per le feste, così magari anche la gita a Predappio della domenica successiva (officiata dal già candidato forzanovista bolognese Padre Tam?), sarà meno divertente del previsto.
Anche dal punto di vista musicale rilanciamo spostando a Rimini il grande concerto punk hc che era previsto per la sera del 8 settembre a Forlì. Il concerto si terrà dopo la giornata di mobilitazione e sarà benefit per la libertà di chi lotta per un mondo migliore.


Assemblea Rimini Antifascista

Posted: agosto 29th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Assemblea Rimini Antifascista

Per discutere delle recenti notizie, questa sera assemblea pubblica antifascista alle ore 21 presso l’Istituto di Scienze dell’uomo (via Nigra 26, Rimini – zona Arco d’Augusto).


Revolution in the making – donne che tessono il futuro

Posted: agosto 3rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Revolution in the making – donne che tessono il futuro
 Il programma definitivo tradotto in italiano della conferenzaRevolution in the making – donne che tessono il futuro che si terrà ad ottobre a Francoforte
http://revolutioninthemaking.blogsport.eu/

Effetto Governo: la violenza dai media alla piazza

Posted: agosto 3rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Effetto Governo: la violenza dai media alla piazza
Effetto Governo: la violenza dai media alla piazza
Il sangue ha bagnato la giornata inaugurale di “Effetto Venezia”, la kermesse estiva organizzata dal Comune di Livorno con il contributo dell’Autorità di Sistema Portuale.
Violente e ripetute cariche sono state compiute a freddo e senza alcun preavviso dalla Polizia di Stato intorno alle 1,30 di notte lungo gli Scali del Refugio. Per circa mezz’ora sono stati usati i manganelli sui presenti che protestavano contro la rimozione di uno striscione che portava scritto: “Effetto Pd e Lega-5Stelle: 11 aggressioni in 50 giorni. Il vostro razzismo è emergenza. Il vero cambiamento: casa, lavoro e reddito per tutt*. Lega fuorilegge”. Ogni anno, nel contesto del contro-evento Effetto Refugio viene affisso uno striscione sul muro dell’ex Carcere dei Domenicani, quest’anno la Questura ha deciso di usare anche la violenza per far rimuovere lo striscione.
Riteniamo gravissima questa vera e propria negazione della libertà di espressione, che dimostra come gli atteggiamenti violenti e sanguinari degli esponenti di governo non siano solo una posa da campagna elettorale. La censura attraverso la violenza è il primo atto del nuovo Governo Lega-5 stelle a Livorno, è il primo atto pubblico di Questore e Prefetto appena nominati.
Già lo scorso anno, sempre nel contesto di Effetto Refugio venne schierata l’antisommossa per rimuovere lo striscione, in quel caso giudicato troppo critico nei confronti di Marco Domenico Minniti, Ministro dell’Interno del governo guidato dal Partito Democratico e dal Nuovo Centro Destra. Lo scorso anno lo striscione venne rimosso con la forza, ma non vi furono cariche, perché l’intervento della Questura, nel pieno della festa, provocò grande indignazione e molti accorsero a portare solidarietà.
Questa volta invece la polizia è arrivata di notte, all’1:30 circa, mentre tutti stavano andando via, perché non ci fosse troppa gente a guardare mentre imponevano la censura coi manganelli, ma molte persone che rientravano a casa dopo la festa sono accorse dalle strade vicine, lungo i fossi della Venezia, per solidarizzare con chi aveva subito la brutale aggressione della polizia.
Sappiamo fin troppo bene che chi governa adopera spesso la violenza per impedire la libertà di espressione e la libertà di manifestare. Dopotutto anche le emergenze “immigrazione”, “sicurezza” e “decoro”, sono state create per promulgare leggi sempre più repressive, che impongono maggiore controllo e una restrizione della libertà per tutti coloro che manifestano il proprio dissenso, che si organizzano, lottano per estendere la solidarietà e ottenere migliori condizioni di vita, per coloro che fanno puntualmente controinformazione.
Quanto avvenuto non ha precedenti a Livorno. La scelta della Questura di rimuovere uno striscione, utilizzando anche le cariche di polizia, è un atto gravissimo, che colpisce non solo coloro che hanno esposto lo striscione, ma l’intera città. Sei anni fa, nel dicembre del 2012, la Questura negò in piazza Cavour la libertà di manifestare sciogliendo un presidio con delle cariche indiscriminate e violente che coinvolsero anche i passanti, stavolta ciò che viene impedito con la violenza è la libertà di esprimersi attraverso uno striscione. Un precedente pericoloso per tutte e tutti noi, per la maggior parte delle persone, che vivono le condizioni di sfruttamento ed oppressione imposte dalla classe dirigente e di governo.
La violenza è l’unico mezzo che conoscono le classi dominanti di fronte al precipitare della crisi economica. Il governo è incapace di fronteggiare la crisi economica e di sopperire ai molteplici bisogni sociali; per questo i suoi servi cercano di mettere a tacere ogni voce di protesta.
D’altra parte gli organizzatori di “Effetto Venezia” non vogliono dispiacere al governo, da cui aspettano un appoggio per le ennesime speculazioni che stravolgeranno Livorno. Nel contenitore-vetrina della kermesse livornese, l’alternativa di Effetto Refugio, organizzato dalle varie realtà di movimento cittadine, ha sempre rappresentato uno spazio di espressione critica a cui spesso si è tentato di mettere il bavaglio.
La Federazione Anarchica Livornese e il Collettivo Anarchico Libertario denunciano la gravità di questo atto repressivo, e sono al fianco di tutte e tutti coloro che hanno subito le cariche della polizia. Invitano le forze politiche, sindacali e sociali a far sentire la propria voce contro la violenza.
Federazione Anarchica Livornese
Collettivo Anarchico Libertario

Effetto Governo: la polizia carica sugli scali del Refugio per rimuovere uno striscione contro la Lega

Posted: agosto 3rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Effetto Governo: la polizia carica sugli scali del Refugio per rimuovere uno striscione contro la Lega

La prima giornata di Effetto Venezia si conclude con una violenta azione di polizia ai danni dello spazio del Refugio. Diversi i feriti

http://www.senzasoste.it/effetto-governo-la-polizia-carica-sugli-scali-del-refugio-rimuovere-uno-striscione-la-lega/


La lotta contro il MUOS non si ferma!

Posted: agosto 3rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su La lotta contro il MUOS non si ferma!

La lotta contro il MUOS non si ferma!

La sera del 29 luglio è stato colpito con un innesco incendiario il presidio NO MUOS di Niscemi, in Sicilia. Si tratta di un grave atto intimidatorio contro il movimento che si oppone alla stazione per le comunicazioni satellitari della marina USA a Niscemi, parte del nuovo sistema di comunicazione che collega tutte le unità militari USA a livello globale.

Di fronte a questo attacco confermiamo con forza la solidarietà e il sostegno della Federazione Anarchica Italiana al Movimento NO MUOS, che conduce da anni una grande lotta contro la militarizzazione e la guerra, contro la devastazione della salute e dell’ambiente. L’attacco al presidio avviene a pochi giorni da un’importante settimana di lotta, infatti il movimento ha organizzato per il 4 agosto una manifestazioneinternazionale proprio a Niscemi, nel contesto del campeggio NO MUOS che si terrà dal 2 al 5 agosto.

Come chiarito in una nota dal Movimento NO MUOS, il presidio che che è stato attaccato si trova in una zona a stretto controllo militare italiano e statunitense, l’innesco è stato lanciato da un’auto bianca simile a quelle utilizzate dalla marina militare USA, mentre sul luogo stazionavano i militari italiani dell’operazione “strade sicure”. Solo per l’intervento immediato degli attivisti l’incendio non si è propagato e non vi sono stati danni a cose o persone.

In questi stessi giorni nell’incontro tra il Presidente USA Donald Trump e il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, viene confermato il rapporto stretto con l’amministrazione statunitense da parte del governo italiano, specie su questioni chiave come frontiere e immigrazione, la missione di guerra in Libia, il gasdotto TAP.

Chi decide di mettersi in mezzo e di opporsi a questi piani non si lascia intimidire, le operazioni repressive condotte dagli apparati statali, così come le minacce e gli attentati perpetrati con metodi mafiosi mirano mettere a tacere chi resiste, ma il Movimento NO MUOS continua a lottare.

Facciamo appello a partecipare al Campeggio Resistente NO MUOS dal 2 al 5 agosto e alla manifestazione internazionale del 4 agosto in Contrada Ulmo a Niscemi, momenti importanti per la ripresa dell’iniziativa per fermare la guerra e il militarismo.

Sosteniamo tutte le iniziative di solidarietà, come il presidio No MUOS organizzato a Novara dal Circolo Zabriskie Point contro gli F-35 e la guerra il 4 agosto, in concomitanza con la manifestazione a Niscemi.

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana

1 agosto 2018