Turchia. Movimenti di piazza: dal Pride alla marcia per la giustizia

Posted: giugno 28th, 2017 | Author: | Filed under: General | No Comments »

Il Pride in Turchia si fa da 15 anni. Quest’anno, per la seconda volta consecutiva il governo ha vietato il corteo.
Anche quest’anno i manifestanti hanno sfidato il governo e sono scesi in piazza in barba ai divieti. D’altra parte il primo Pride fu una sommossa, da cui tanti percorsi di libertà presero avvio.

La polizia ha usato proiettili di gomma idranti della polizia pert disperdere il corteo arcobaleno.Diverse decine di attivisti sono stati feriti. 35 le persone, tra cui un giornalista dell’Associated Press, sono state arrestate. Probabilmente potrebbero essere rilasciate nelle prossime ore.

I manifestanti hanno provato ad entrare a Taksim, ma la piazza era chiusa dall’antisommossa, che appena la folla è cresciuta sono entrati in azione.

In questi stessi giorni ha preso avvio una marcia per la giustizia e la libertà, diretta a piedi da Ankara a Istanbul.
La marcia è stata promossa dal CHP, il partito socialdemocratico, per protestare per l’arresto di Enis Berberoglu, deputato del partito, arrestato nei giorni scorsi.
Berberoglu è stato arrestato dopo una condanna in primo grado a 25 anni per “rivelazione di segreto di stato”. La sua colpa è aver collaborato all’inchiesta del quotidiano Cumhuriyet che pubblicò un reportage sui tir dei servizi segreti turchi, che, nel 2014, trasportavano armi dirette agli insorti dell’ISIS in Siria.
Con lui salgono a 12 i deputati imprigionati in Turchia nell’ultimo anno. Gli altri 11 fanno parte del Partito Democratico dei Popoli, la formazione che in Turchia ha promosso, dall’interno delle istituzioni, il Confederalismo Democratico, ottenendo sia l’ingresso al Parlamento, sia un buon successo nelle regioni curdofone.
La repressione violentissima scatenata nel sud est del paese, ha portato alla destituzione e all’arresto di numerosi sindaci e cosindaci.

La marcia per la giustizia si sta allargando di tappa in tappa, crescendo giorno dopo giorno e raccogliendo adesioni ben oltre il bacino di consenso dei socialdemocratici turchi.
Ormai sono migliaia le persone in marcia che hanno affrontato anche il freddo e la neve, attraversando le montagne e poi proseguendo lungo l’autostrada.
Ora è diventata una spina nel fianco di Erdogan, che ha più volte minacciato i partecipanti.

Ascolta la diretta di Blackout con Murat Cinar, videomaker, giornalista di origine turca, che vive da molti anni a Torino.

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Ventimiglia. Nel fiume e per i boschi, per bucare la frontiera

Posted: giugno 28th, 2017 | Author: | Filed under: General | No Comments »

Quando arriva l’estate a Ventimiglia il flusso di migranti diretti alla frontiera chiusa, più lento in inverno, si fa più fitto.
Ogni anno sorgono gli accampamenti. Posti dove aspettare l’occasione giusta per provare a passare in Francia. C’è anche un campo della Croce Rossa, che può ospitare sino a 300 persone, controllate, schedate, sotto costante minaccia di essere rispedite alla casella di partenza. I più fortunati rischiano di tornare al posto dove sono approdati mesi, a volte anni, prima. Per gli altri c’è la deportazione in Africa, in Asia, in uno dei tanti posti da dove la gente si mette in viaggio.

Quest’anno l’accampamento informale è sorto sulle rive del Roja, sotto i piloni dell’autostrada.
Lontano dalla vista dei turisti. Ma tanta prudenza non è bastata: il sindaco Ioculano, lo stesso del divieto a portare cibo ai ragazzi di passaggio dal suo paese, ha deciso di fare “pulizia”.
I 400 che bivaccavano sotto al viadotto hanno subito capito che non era più aria. Con mossa a sorpresa hanno anticipato le grandi pulizie e si sono messi in marcia.
Quando sono arrivate le ruspe del comune hanno trovato solo venti persone. Si sono affrettati a buttare nel cassonetto sacchi a pelo, vestiti, piccole suppellettili lasciati lì per necessità di viaggiare veloci, senza pesi.
Nella notte tra domenica 25 e lunedì 26 luglio quasi quattrocento ragazzi, in buona parte sudanesi, sono partiti, usando il fiume come strada. Quando si sono affacciati sulla statale sono stati gasati ed hanno ripreso la marcia nel fiume, prendendo alla sprovvista la polizia, che li ha persi di vista. Troppo pericoloso seguirli nell’acqua.
Più tardi si sono divisi. Alla frazione Calvo una cinquantina si sono fermati a Torri, la maggior parte ha proseguito verso Olivetta San Michele e il valico di Fanghetto.

Molti hanno bucato la frontiera, circa 150 sono ancora nascosti nei boschi.

Martedì mattina è arrivato dalla Francia un pullman pieno di ragazzi rastrellati oltre l’impalpabile linea che divide il dominio degli uni e degli altri .

Ascolta la diretta dell’info di Blackout con Stefano Bertolino, videomaker freelance collaboratore di Fanpage, che sta seguendo i migranti.

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FestA 2017 – La festa di “A” rivista anarchica

Posted: giugno 28th, 2017 | Author: | Filed under: General | No Comments »

FestA 2017 – La festa di “A” rivista anarchica
Sabato 1 luglio
circolo Arci Cucine del Popolo – via Beethoven 78, Massenzatico (Reggio Emilia)

IL PROGRAMMA DELLA FESTA
ORE 16
NON E’ NECESSARIO CHE LE DONNE TENGANO SEMPRE LA BOCCA CHIUSA E LA VAGINA APERTA
Carlotta Pedrazzini parla di Emma Goldman. Dibattito su femminismo e anarco-femminismo

ORE 18
NON CI SONO POTERI BUONI
Paolo Finzi parla di Fabrizio De André, il suo pensiero anarchico, la loro amicizia, il suo sostegno ad “A”

ORE 20
CENONE EMILIANO (O VEGETARIANO) € 20,00
Mangiar bene, in buona compagnia e tirar su soldi per la rivista “A”
ORE 22
CONCERTO DI ALESSIO LEGA
Il cantastorie anarchico

DOVE
Circolo Arci Cucine del popolo
via Beethoven 78, Massenzatico (Reggio Emilia)

Promossa da “A” rivista anarchica arivista.org
e dal circolo Arci “Cucine del popolo” cucinedelpopolo.org
Per info: 347 3729676
Facebook: https://www.facebook.com/events/1713320885348030/?ref=br_rs

Editrice A
cas. post. 17120 – Mi 67
20128 Milano Mi

telefono 02 28 96 627
fax 02 28 00 12 71
sito arivista.org
twitter @A_rivista_anarc

+++ INFO LOGISTICHE +++

Per chi arriva in macchina:
al normale traffico estivo di inizio luglio, si aggiungerà anche quello legato al concertone di Vasco Rossi a Modena (per l’occasione, è prevista la chiusura del casello autostradale di Modena Nord) .
Vi consigliamo (caldamente) di partire con largo anticipo!!
La festa inizierà nel pomeriggio, ma chi arriva al mattino potrà pranzare alle Cucine del Popolo.
Nell’attesa della festa, si potrà dare un’occhiata ai banchetti, socializzare, leggere (la carta di certo non mancherà!), ecc.

Per chi arriva in treno:
come raggiungere Massenzatico dalla stazione di Reggio Emilia:
– dalla stazione di Reggio Emilia è possibile recarsi a piedi fino all’ex Caserma Zucchi (incrocio via Franchetti – via Monte Pasubio) e prendere l’autobus n.12 direzione Pratofontana – Chiesa (14 fermate).
Scendere alla fermata Massenzatico – Scuole medie e proseguire a piedi fino al numero 78 di via Beethoven.
Durata della corsa: 22 minuti

– se non si vuole camminare fino all’ex Caserma Zucchi, dalla stazione di Reggio Emilia è possibile prendere il bus n. 2 direzione S. Ilario – Parco Poletti (3 fermate).
Scendere alla fermata Caserma Zucchi.
Durata della corsa: 7 minuti
Proseguire con il bus n. 12 (vedi sopra).

I bus partono ogni ora. Il biglietto costa € 1,30 (a terra), € 1,50 (a bordo).
Qui il link per calcolare orario e percorso: http://www.setaweb.it/re/trova-percorso
In caso di problemi di mobilità o emergenze varie, telefonare al 347 3729676 (se avete problemi, veniamo in stazione a recuperarvi!)


“Mare Nero” di Alessio Lega

Posted: giugno 2nd, 2017 | Author: | Filed under: musica | Commenti disabilitati su “Mare Nero” di Alessio Lega


Roma. Alessio Lega presenta Mare Nero

Posted: giugno 2nd, 2017 | Author: | Filed under: musica | Commenti disabilitati su Roma. Alessio Lega presenta Mare Nero

https://www.facebook.com/events/1293928087392898/permalink/1293942250724815/

 


Casa Galeone. Azienda agricola comunitaria

Posted: giugno 2nd, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Casa Galeone. Azienda agricola comunitaria

https://www.facebook.com/casagaleone/


Ancona 27 maggio 2017: la rivoluzione spagnola, a 80 anni dall’assassinio di Berneri

Posted: maggio 25th, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Ancona 27 maggio 2017: la rivoluzione spagnola, a 80 anni dall’assassinio di Berneri

MAGGIO 1937 – MAGGIO 2017

Camillo Berneri, anarchico, uno dei maggiori intellettuali ed attivista dell’epoca, rappresentante dell’USI durante la rivoluzione anarcosindacalista spagnola, viene barbaramente assassinato a Barcellona, dai comunisti stalinisti (tra i responsabili Vidali e Togliatti) durante il loro tentativo controrivoluzionario.

 Altri anarcosindacalisti e comunisti non stalinisti vengono assassinati provocando uno scontro armato che verrà chiamato “il massacro di Barcellona”…

A cura dell’Archivio nazionale USI-AIT, promosso dalla sezione USI di Ancona e dal Gruppo anarchico “Malatesta” di Ancona il 27 Maggio (sabato) alle ore 17,30 presso i locali di via Podesti 14 b (Ancona)

incontro-dibattito, con filmati e documenti originali dell’Archivio su:

LA RIVOLUZIONE SPAGNOLA

– le collettivizzazioni anarchiche

– l’autogestione operaia

– l’antifascismo

– la controrivoluzione stalinista

– l’assassinio di Camillo Berneri

– l’Anarcosindacalismo oggi


NEWSCOMIDAD. IL VENTICINQUENNALE DI MAASTRICHT RIABILITA BREZNEV?

Posted: maggio 25th, 2017 | Author: | Filed under: comidad | Commenti disabilitati su NEWSCOMIDAD. IL VENTICINQUENNALE DI MAASTRICHT RIABILITA BREZNEV?

NEWSCOMIDAD

Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la voce “Commentario”.

IL VENTICINQUENNALE DI MAASTRICHT RIABILITA BREZNEV?

Chi si illudeva che il bombardamento della Siria potesse costituire un episodio circoscritto deve cominciare a ricredersi. Dopo i duecento miliardi di dollari di investimenti sauditi negli USA per i prossimi quattro anni, il viaggio di CialTrump a Riad è diventato l’occasione per l’annuncio di altri contratti giganteschi per la vendita di armi: centodieci miliardi subito e trecentocinquanta miliardi nell’arco di un decennio. (1)

Come si fa a non sostenere uno che ti allunga oltre cinquecento miliardi di dollari? L’Arabia Saudita, custode dei luoghi santi dell’Islam, ma soprattutto punto di riferimento finanziario del mondo sunnita, ha i suoi avversari strategici nell’Iran e nella Siria, quindi anche nella potenza che li appoggia, la Russia. I margini di manovra della politica imperialistica di CialTrump si riducono quindi al minimo. La coperta corta si è evidenziata particolarmente con la rinuncia ad imporre ad Israele lo Stato Palestinese. Israele è infatti un sicario indispensabile per tenere sotto aggressione la Siria e l’Iran. 

Il proposito di allentare le tensioni con la Russia per farne il principale fornitore di materie prime a bassissimo costo per la ripresa industriale statunitense, diventa pura retorica. Come era prevedibile, il problema di CialTrump non è più quello di realizzare il suo programma, bensì quello di arrivare giudiziariamente incolume alla fine del suo mandato. A noi Italiani ricorda qualcosa.

Si è detto che gli operai, o ex operai del Michigan, abbiano votato CialTrump nella speranza che mantenesse le sue promesse di reindustrializzazione. Ammesso che sia vero, le speranze sono cadute. Si è detto anche che l’Unione Europea è rimasta una costruzione incompiuta perché non ha realizzato quel sistema di trasferimento di fondi federali che garantirebbe la sopravvivenza agli Stati in difficoltà. Persino in questo caso i fatti hanno portato una smentita, dato che sono decenni che si parla a vuoto di piani di rilancio della ex capitale dell’auto, Detroit. In compenso Detroit è diventata un modello per studi di desertificazione urbana. (2)

Intanto quest’anno in Europa si è celebrato il venticinquennale del Trattato di Maastricht, la croce di quelli che sognano un’altra Europa. Il problema è che l’altra Europa non esiste, come dimostra appunto il fallimento della delizia dei federalisti europei, cioè la federazione USA, dove, quando si tratta di trasferire fondi federali, si apre il salvadanaio e non la cassaforte.

In questo periodo persino su “MicroMega” si sono potute leggere analisi realistiche su Maastricht. È stato però non sufficientemente sottolineato un dato storico, e cioè che il Trattato costitutivo della UE proclama dei principi economici come la libera concorrenza (cioè le privatizzazioni) e la stabilità dei prezzi (cioè la compressione salariale), principi che delegittimano ogni ipotesi politica di carattere socialdemocratico. La prima vittima della caduta del Muro di Berlino quindi non è stato il comunismo ma la socialdemocrazia, cioè l’anticomunismo da “sinistra”. Il Partito Comunista Italiano aveva addirittura anticipato i tempi e nel 1991 si era allegramente dimenticato della retorica eurocomunista per riconvertitisi in un partito che rifiutava il socialismo persino nel nome. La tappa successiva è stata di togliere definitivamente la sinistra dal nome. La recente scissione dei bersaniani del PD ha condotto alla formazione di un partito che continua a non dichiararsi di sinistra, strizzando quindi l’occhio al “centro”, eufemismo per destra.

Non che i vari rifondacomunismi abbiano avuto sorti migliori. Dopo decenni di balbettamenti, Fausto Bertinotti si è finalmente convinto che la UE è un edificio imperialistico, antioperaio e deflattivo, ma poi, quando si tratta di opporre alternative, si getta anche lui nel culto dell’attuale papa New Age.

Quando Breznev diceva che l’unico socialismo “reale” era quello sovietico e che il resto era solo propaganda, allora aveva ragione?

In effetti il social-realismo di Breznev sta incontrando una sconcertante ri-legittimazione a posteriori che i commentatori si guardano bene dal segnalare. Per decenni si è denunciato l’abominio della glaciazione economica brezneviana, salvo poi constatare che l’attuale Russia capitalistica ha prodotto migliaia di nuovi ricchi senza riscattarsi dalla perenne depressione economica, anzi facendo calare paurosamente le condizioni materiali della popolazione, segnalate dal calo della vita media. La Russia non può svilupparsi per le condizioni dell’economia mondiale, afflitta da una carenza cronica di domanda. La stagnazione mondiale, dovuta anche alla moneta unica europea,  ha infatti impedito che aumentasse la domanda di materie prime russe; in più la UE ha appoggiato il colpo di Stato della NATO in Ucraina ed ha colpito con sanzioni economiche una Russia che stava soltanto cercando di difendere la propria integrità territoriale. In una prospettiva di stagnazione secolare trionfano i business della povertà, perciò sono sorte addirittura delle multinazionali del lavoro “interinale, cioè del caporalato digitale, come Uber e Kelly Services. (3)

Un’altra delle critiche ufficiali dell’Occidente al “socialismo reale” consisteva nel denunciare l’assurdità di un’economia pianificata sin nei dettagli. Sennonché l’Unione Europea detta le regole di bilancio e impone persino le leggi di stabilità finanziaria. Per non parlare poi della miriade di normative che pongono regole  a bagni, termosifoni e ascensori. Per questo motivo si parla spesso di “Unione Sovietica Europea”. Ma c’è una sostanziale differenza, poiché nel caso della UE non si tratta affatto di semplice delirio di onnipotenza burocratica, bensì di lobbying occulto, oppure di vere e proprie “trappole” per i Paesi deboli. Nel caso della Grecia ci si è narrato che il governo greco avrebbe truccato i conti pur di entrare nella moneta unica; come se, per stimare le capacità produttive e finanziare della Grecia occorresse leggerne i bilanci. Tanto valeva che ci raccontassero che, per entrare nell’euro, i Greci si erano messi i baffi finti.

Breznev ed il “socialismo reale” ne escono quindi “riabilitati”, ma esclusivamente nel confronto con i loro detrattori di marca occidentalista. Anzi, il fatto che l’Unione Sovietica non possa essere imputata di un fallimento economico dimostra che l’oligarchia prodotta dal “socialismo reale” si è riconvertita al capitalismo esclusivamente in funzione del vantaggio personale, in base a quanto previsto da Bakunin: il privilegio è un corruttore insaziabile ed ogni privilegio parziale cerca di diventare assoluto.   

25 maggio 2017

1) http://www.repubblica.it/esteri/2017/05/20/news/trump_arriva_in_arabia_saudita-165912322/ 

2) http://reportage.corriere.it/esteri/2015/linterminabile-rinascita-di-detroit/ 

3) http://www.kellyservices.it/IT/Kelly-Services/


Modena, Libera

Posted: maggio 25th, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Modena, Libera

Libera-USI-Libera A palla-USI Dj

-Sabato 27 Maggio, ore 17 PRESIDIO ANTIMILITARISTA
Piazza Pomposa in centro a Modena (vicino Biblio Unidea),
organizzano Spazio Sociale Libera-USI Modena.

-Sabato 27 Maggio, Libera Officina, Tirassegno 7, Modena.
METAL AGAINST SHIT Fest! IL METAL FEST ANTIFASCISTA
Apertura porte 21:30
GRUMO 22:00 22:25, VERANO’S DOGS 22:40 23:05
AIRLINES OF TERROR 23:20 23:45. EKPYROSIS 00:00 00:25
HIEROPHANT 00:50 01:15, GRAVESITE 01:30 01:55
https://www.facebook.com/events/386010595105946/?fref=ts

-Venerdì 2 Giugno, a Granara, Parma
Congresso Settore Autogestione USI-AIT

-Sabato 3 Giugno, a Reggio Emilia
Partecipazione USI-FAI e USI-Dj al Gay Pride

-Domenica 4 Giugno, Libera A palla partecipa al
Torneo Gasparo presso i campi di Saliceta San Giuliano, Modena

http://www.libera-officina.org/


Libri. Lessico postdemocratico

Posted: maggio 20th, 2017 | Author: | Filed under: libri - download gratuito | Commenti disabilitati su Libri. Lessico postdemocratico

Lessico postdemocratico

a cura di Salvatore Cingari e Alessandro Simoncini

Dall’introduzione a Lessico postdemocratico, a cura di Salvatore Cingari e Alessandro Simoncini, Perugia Stranieri University Press, Perugia, 2016

Questo libro nasce da un’esperienza: L’università e il territorio. Otto seminari per capire il presente. Nato dentro l’Università, e quindi diretto in primo luogo agli studenti, questo ciclo di seminari è stato pensato per raggiungere e coinvolgere un pubblico ben più ampio, composto da docenti, studiose e studiosi, studentesse e studenti, cittadine/i italiane/i e straniere/i, migranti, istituzioni locali e diversi soggetti umbri coinvolti nel sistema socio-culturale ed educativo regionale. Con loro abbiamo tentato di mettere a fuoco le cause e i caratteri distintivi della crisi sociale, economica e culturale all’interno della quale tutti oggi ci aggiriamo. In particolare abbiamo cercato di co-costruire la comprensione di alcuni processi in corso legati alla globalizzazione e alla crisi dello Stato sociale o al passaggio da un’economia fordista ad un’altra post-fordista. Abbiamo cercato di rimarcare le tensioni gerarchiche persistenti all’interno di società nelle quali si intreccia una molteplicità di forme culturali: società che vivono una transizione non comprensibile con il ricorso a ideologie e a paradigmi unificanti.[…]

Lessico-postedemocratico (2016)