Torino. Spezzare le ali alla guerra! Giornate antimilitariste

Posted: febbraio 15th, 2016 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Torino. Spezzare le ali alla guerra! Giornate antimilitariste

Sabato 13 febbraio ore 10
presidio al Balon

Sabato 20 febbraio ore 15 in via Garibaldi ang. XX Settembre
Zona di guerra

Venerdì 4 marzo assemblea

Sabato 12 marzo corteo antimilitarista a Caselle
ore 15 piazza Boschiassi

Le industrie belliche costruiscono le armi con le quali si controlla, si
bombarda, si uccide in ogni dove. Le università che orientano la ricerca
verso il settore bellico sono complici dei massacri.
L’industria bellica italiana fa affari con chiunque. I soldi non puzzano
di sangue e il made in Italy va alla grande.
Renzi è appena stato in Nigeria, accompagnato da uno stuolo di
imprenditori italiani, primo tra tutti Descalzi, l’AD di ENI, responsabile
dell’inquinamento del Delta del Niger, delle malattie e dell’impoverimento
delle popolazioni locali, le cui proteste sono represse nel sangue dal
governo nigeriano.
l governo italiano e l’UE appoggiano la Turchia, che ha mandato l’esercito
per cancellare le esperienze di autogoverno nel Bakur, il Kurdistan turco.
In queste settimane è in corso un massacro di cui i principali media
italiani non parlano. Il silenzio – oltre ad un bel mucchio di soldi – è
il prezzo imposto da Erdogan per blindare le frontiere e chiudere nei
campi i profughi di guerra in fuga da Siria, Iraq, Afganistan.
Il governo italiano protesta sommessamente per un giovane ricercatore
friulano torturato a morte dalla polizia egiziana, ma fa buoni affari con
la feroce dittatura militare che ogni giorno imprigiona, tortura e uccide.

Da decenni l’Italia è in guerra ma la chiama pace.
È una guerra su più fronti, che si coniuga nella neolingua del
peacekeeping, dell’intervento umanitario, ma parla il lessico feroce
dell’emergenza, dell’ordine pubblico, della repressione, della difesa
degli interessi delle imprese italiane.
La guerra diventa filantropia planetaria, le bombe mezzi di soccorso.
Presto 450 militari italiani andranno in Iraq per difendere gli affari
della ditta italiana che farà i lavori alla diga di Mosul.
Militari italiani sono in Libano e in Afganistan
L’Italia è pronta ad un nuovo intervento militare in Libia a sostegno di
chi garantisca meglio gli interessi delle ditte italiane e il controllo
delle coste.
L’Italia stessa è una portaerei gettata sul Mediterraneo, costellata di
aeroporti militari, poligoni, centri di controllo satellitare, postazioni
di lancio dei droni.
Le prove generali dei conflitti dei prossimi anni vengono fatte nelle basi
sparse per l’Italia. Le stesse basi da cui sono partite le missioni
dirette in Libia, Iraq, Afganistan, Serbia, Somalia, Libano…
L’opposizione alle missioni militari, che in altri anni ha riempito le
piazze di folle oceaniche, si è lentamente esaurita.
La rivolta morale non basta a fermare la guerra, se non sa farsi
resistenza concreta.
Negli ultimi anni sono maturate esperienza che provano a saldare il
rifiuto della guerra con l’opposizione al militarismo: il movimento No F35
a Novara, i no Muos che si battono contro le antenne assassine a Niscemi,
gli antimilitaristi sardi che lottano contro poligoni ed esercitazioni.
Anche nelle strade delle nostre città, dove controllo militare e
repressione delle insorgenze sociali sono ricette universali, c’é chi non
accetta di vivere da schiavo.

Le immagini dei profughi che premono alle frontiere chiuse dell’Europa, il
dibattito sull’accoglienza umanitaria, la retorica su chi muore in mare o
in fondo a un tir nascondono una verità cruda ma banale. Le guerre sono
combattute con armi costruite a due passi dalle nostre case.
A Torino e Caselle c’è l’Alenia, la sua “missione” è fare aerei militari.
Nello stabilimento di Caselle Torinese hanno costruito gli Eurofighter
Thypoon, i cacciabombardieri made in Europe, e gli AMX. Le ali degli F35,
della statunitense Loockeed Martin, sono costruite ed assemblati
dall’Alenia.
Un business milionario. Un business di morte.

In questi mesi una lieve brezza si è levata. Dalla Sicilia alla Sardegna
sono scesi in piazza antimilitaristi decisi a mettersi di mezzo. In
Sardegna per ben due volte sono riusciti ad interrompere le esercitazioni
della NATO.

Per fermare la guerra non basta un no. Occorre incepparne i meccanismi,
partendo dalle nostre città, dal territorio in cui viviamo, dove ci sono
caserme, basi militari, aeroporti, fabbriche d’armi, uomini armati che
pattugliano le strade.
Da anni gli stessi militari delle guerre in Bosnia, Iraq, Afganistan, gli
stessi delle torture e degli stupri in Somalia, sono nei CIE, nelle strade
delle nostre città, sono in Val Susa.
Guerra esterna e guerra interna sono due facce delle stessa medaglia. Le
questioni sociali sono affrontate come questioni di ordine pubblico.
Hanno applicato nel nostro paese teorie e tattiche sperimentate dalla
Somalia all’Afganistan.

Oggi ci vorrebbero tutti arruolati. Disertiamo la guerra! Gettiamo sabbia
nel motore del militarismo!

federazione anarchica torinese – fai
corso Palermo 46 – riunioni – aperte agli interessati – ogni giovedì alle 21
www.anarresinfo.noblogs.org


Cesena, Sole e Baleno, 4 marzo. “RIBELLI, SOCIALI E ROMANTICI! – FC St. Pauli tra calcio e resistenza”

Posted: febbraio 15th, 2016 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Cesena, Sole e Baleno, 4 marzo. “RIBELLI, SOCIALI E ROMANTICI! – FC St. Pauli tra calcio e resistenza”

VENERDÌ 4 MARZO 2016

allo spazio libertario “Sole e Baleno”

ore 20.00 – brinidisi e stuzzicherie vegane

ore 21.30 – presentazione del libro:

“RIBELLI, SOCIALI E ROMANTICI! – FC St. Pauli tra calcio e resistenza”

St. Pauli non è solo una squadra di calcio, non è solo un quartiere di Amburgo, grossa e potente città tedesca e “porta sul mondo”.

St. Pauli è un modo di vivere, è un modo di sentire lo sport e la vita quotidiana in maniera differente…

ne parleremo con l’autore Nicolò Rondinelli.

www.spazio-solebaleno.noblogs.org

spazio.solebaleno@bruttocarattere.org    

in subb. Valzania 27 – Cesena (FC) zona porta Santi

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GERMANIA: ST. PAULI IN CAMPO CON LA MAGLIA “NIENTE CALCIO PER I FASCISTI”

Il club di Amburgo è famoso per la sua lotta a ogni discriminazione: domani, in campionato, lo sponsor lascia libero lo spazio sulla divisa per un messaggio di sensibilizzazione.

Il calcio aggrega, il St.Pauli unisce. La società di Amburgo è unica al mondo. Nelle curve di tutte le altre squadre, per quanto unite, si trovano ideologie diverse, filosofie distanti. Al St. Pauli no. Lì da sempre si lotta contro le discriminazioni di qualsiasi tipo, si lotta contro il razzismo e l’antisemitismo. Tutti insieme, tutti uniti. Per questo il St.Pauli è un’ideologia, un modo di pensare e di interpretare la vita prima ancora che una squadra di calcio. Impensabile che i suoi tifosi siano di destra, impensabile siano omofobi o abbiano pensieri sessisti. Nella partita di campionato (2. Bundesliga, la seconda divisione) che si giocherà domani sera con la Red Bull Lipsia, il St. Pauli (col permesso della DFL) scenderà in campo con una scritta molto particolare che coprirà gran parte della maglietta: “Niente calcio per i fascisti”. Per far sì che la scritta fosse possibile e leggibile, la Congstar, sponsor principale del club, lascia libera la maglia. È solo l’ultima di una serie di iniziative per sensibilizzare la gente anche oltre il giorno mondiale della memoria (27 gennaio).

Coreografie mai banali per i tifosi del St. Pauli

INIZIATIVA — La scritta sarà presente sulle maglie del St.Pauli solo per la prossima partita di campionato, ma già nelle ultime settimane si sono tenute varie conferenze per parlare di nazismo, omofobia e razzismo. La frase “Niente calcio per i fascisti” non è nuova per il St. Pauli: da anni è presente su uno dei cartelloni che circondano il terreno di gioco allo stadio. Tanto che nel 2014, in occasione di una partita giocata dalla nazionale tedesca, la DFB decise, per tenersi lontana da slogan politici, di coprire tale scritta. Fu l’allora presidente della federcalcio Wolfgang Niersbach (poi coinvolto nello scandalo per le assegnazioni del mondiale 2006) a chiedere scusa ai tifosi del St. Pauli definendo la decisione “del tutto sbagliata”. Perché per il St. Pauli si tratta di una missione: discriminazioni, omofobia e razzismo non c’entrano col calcio che piace a loro. Un calcio che deve unire, non solo aggregare.


Libro. Memorie di un rivoluzionario, di Pëtr Alekseevič Kropotkin

Posted: febbraio 15th, 2016 | Author: | Filed under: libri | Commenti disabilitati su Libro. Memorie di un rivoluzionario, di Pëtr Alekseevič Kropotkin

“Educato in una famiglia di possessori di servi, come tutti i giovani del mio tempo fui abituato alla necessità di comandare, rimproverare, punire. Ma quando al principio della mia carriera dovetti dirigere imprese importanti e trattare con gli uomini, quando ogni errore avrebbe potuto avere serie conseguenze, incominciai ad apprezzare tutta la differenza che vi è fra l’azione fondata sull’autorità e la disciplina e quella fondata sul principio del mutuo accordo.
La prima dà ottimi risultati in una parata militare, ma non vale niente quando si tratta della vita reale e quando lo scopo può solo essere raggiunto per mezzo dello sforzo costante di molte volontà convergenti. Benché allora non formulassi le mie osservazioni nei termini della lotta politica, posso dire però che in Siberia persi tutta la fiducia che avevo avuto fino a quel momento nella disciplina dello Stato. Ero già pronto a diventare un anarchico…
…La schiavitù volgeva allora alla fine. È storia recente, pare solo ieri, eppure anche in Russia pochi si rendono conto di ciò che era la schiavitù. Si ha generalmente una vaga idea delle pessime condizioni che portava con sé, ma l’effetto morale e intellettuale che essa esercitava sulla persona umana è solo intraveduto. È davvero stupefacente osservare la rapidità con cui si dimentica una istituzione sociale e le sue conseguenze quando esse cessano di esistere, e quanto breve tempo sia necessario poi per mutare gli uomini e le cose.”

Pëtr Alekseevič Kropotkin (1842-1921) è stato un importante geografo, esploratore, zoologo e militante anarchico. Ha fornito importanti contributi a varie scienze come la geografia, l’etologia e l’antropologia. I studi sociologici e politici risentono della suaforma mentis scientifica e si basano, tra l’altro, sull’evoluzionismo e lo studio del mondo naturale.

http://www.immanenza.it/catalogo/riflessioni-libertarie/memorie-di-un-rivoluzionario.html?jjj=1455568848437

copertina-kropotkin,-memorie


numero 2 di Umanità Nova

Posted: febbraio 1st, 2016 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su numero 2 di Umanità Nova

Sul sito il numero 2 di Umanità Nova:

http://www.umanitanova.org/Anno/anno-96/numero-2-anno-96/