Futuribili: distopie e utopie

Posted: febbraio 21st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Futuribili: distopie e utopie

Proiezioni immaginative, tendenze avveniristiche, progettazioni futuribili. Ricerca e viaggi negli spazi prossimi venturi, coi loro baratri, stimolazioni desideranti e precipizi esistenziali.

Dal sito di Andrea Papi:

http://www.libertandreapapi.it/futuribili–distopie-e-utopie.html


Arte e creatività

Posted: febbraio 21st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Arte e creatività

Sguardi, immagini, produzioni creative, critica, impressioni… Quando qualcosa ti colpisce e senti il bisogno di parlarne… per esaltare, criticare, rifiutare, per dire che ne sei affascinato, per esternare il bisogno di esternare…

Dal sito di Andrea Papi:

http://www.libertandreapapi.it/arte-e-creativita.html


“Se proprio mi volete bene, non desiderate che diventi il vostro tiranno…”

Posted: febbraio 1st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su “Se proprio mi volete bene, non desiderate che diventi il vostro tiranno…”
 post facebook di Stefano Depetris.
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Il 21 gennaio del 1924 morì il dittatore bolscevico Vladimir Lenin, a capo del Partito Comunista Russo e fautore del cosiddetto socialismo di stato a partire dall’assimilazione della dottrina marxista.
Oggi ricorre l’anniversario della sua morte, e lo voglio “ricordare” con un estratto del testo di Luigi Fabbri pubblicato post-mortem nel 1951: si tratta dell’edizione della vita di un rivoluzionario anarchico piuttosto amato e conosciuto, e si intitola “Malatesta, l’uomo e il pensiero” (Vida y pensamiento de Malatesta).
Di seguito la parte nella quale Errico Malatesta, nel 1920 (ovvero un anno dopo il ritorno in Italia), si ritrovò invitato da anarchici locali nel quel di Voghera, in un salone delle scuole elementari, a rispondere garbatamente all’azzardata presentazione di Aldo Aguzzi, militante da poco uscente dal partito socialista, che lo salutava come il “Lenin d’Italia”. Ecco quale fu la sua pronta risposta, descritta dallo stesso testimone di allora, nonché presentatore durante l’incontro:

«Il ragazzo che mi presento’ dev’essere sincero ed entusiasta e forse ha creduto di farmi piacere dicendo che sono il vostro Lenin. Credo ch’egli non sia anarchico, come non lo saranno di sicuro quanti di voi hanno raccolto il suo grido. Lui e voi siete dei rivoluzionari, capite che i vecchi metodi riformisti non valgono più, forse siete sfiduciati dei vostri capi socialisti, e allora cercate un uomo che vi ispiri fiducia e vi porti alla rivoluzione. Grazie tante per la fiducia, ma vi sbagliate. Ho tutto il desiderio di fare il bene vostro che è anche mio, però io sono un uomo come tutti gli altri, e se diventassi il vostro capo non sarei migliore di quelli che ora voi ripudiate. Tutti i capi sono uguali e se non fanno quel che voi desiderate, non è sempre perché non vogliono, ma anche perché non possono. Trattandosi poi della rivoluzione, questa non è uomo che può farla: dobbiamo farla tutti insieme. Io sono un anarchico, non voglio ubbidire, ma soprattutto non posso comandare. Se diventassi il vostro Lenin come quel «ragazzo» desidera, vi porterei al sacrificio, diventerei il vostro padrone, il vostro tiranno; tradirei la mia fede, perché non si farebbe l’anarchia, e tradirei voi, perché con una dittatura vi stanchereste di me, ed io, fatto ambizioso e magari convinto di compiere un dovere, mi circonderei di poliziotti, di burocrati, di parassiti, e darei vita ad una nuova casta di oppressori e privilegiati dalla quale voi sareste sfruttati e vessati quanto oggi lo siete dal governo e dalla borghesia. Se proprio mi volete bene, non desiderate che diventi il vostro tiranno. (…)
Ma molti dettagli e frasi sue ora mi sfuggono. Subito dopo spiegò come si doveva «fare» la rivoluzione. Ricordo fra l’altro che parlò di «occupare le fabbriche», di armamento del popolo, di costituzione di bande armate, ecc. esprimendosi calmo, più degli stessi riformisti del paese… A dir il vero, il pubblico restò alquanto deluso (e un po’ anch’io, lì per lì) perché Malatesta non rispondeva al «tipo» immaginatoci. Ma il fatto è che, dopo quella conferenza, io avevo capito cos’era l’anarchia e cosa vogliono gli anarchici, e lo ero diventato anch’io…»


Ancona, 7 febbraio. La solidarietà non si processa!

Posted: febbraio 1st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Ancona, 7 febbraio. La solidarietà non si processa!

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Solidarietà ad Aldo Milani e ai lavoratori in lotta!

Posted: febbraio 1st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Solidarietà ad Aldo Milani e ai lavoratori in lotta!

La respinge con decisione la gravissima montatura messa in atto contro, coordinatore del sindacato SI-Cobas e contro il .

Crediamo che non sia un caso che questa operazione sia avvenuta proprio nella patria delle cooperative “rosse”, oggi diventate il regno dello sfruttament
o senza regole, e in un momento in cui al governo, come ministro del lavoro, c’è appunto l’ex capo delle cooperative .

I padroni, in questo caso i Levoni di Modena, ditta che si occupa della lavorazione delle carni, gli sciacalli delle cooperative, la polizia e la magistratura hanno tentato con un’azione meschina e criminale di distruggere anni di lotte della logistica cercando di infangare un militante sindacale con un’accusa risultante da un’evidente montatura. Cercando di far passare Aldo Milani per un corrotto, uno che intascava soldi alle spalle dei lavoratori, l’obiettivo evidente era quello di insinuare il dubbio che chi lotta per i diritti dei lavoratori sia uguale a quella classe politica corrotta che governa e ha governato questo paese succhiando risorse, che sia uguale a coloro che hanno venduto per un piatto di lenticchie alla Confindustria, ai padroni di tutto il pianeta, i diritti e la dignità dei lavoratori.

Perciò oggi viene colpito Milani, militante del Si-Cobas, sindacato di base che opera nel comparto oggi più agguerrito, la logistica, nella riconquista dei diritti dei lavoratori di tutto il paese, con la logica di screditare e azzerare tutto il settore del sindacato di base.

I lavoratori della logistica, i solidali non si sono fatti intimorire: i compagni che hanno lottato, con tutte le differenze, ma che hanno condiviso le aspirazioni degli e delle operaie in lotta non hanno dubitato neanche un attimo della montatura che è stata messa in atto per azzerare le lotte e il conflitto.

La questione su cui la montatura è stata costruita – estorsione e corruzione – è riconducibile solo alla miseria di chi l’ha costruita, incapace evidentemente di concepire che ci possa essere chi lotta con passione e senza interessi per un mondo senza sfruttati e sfruttatori,

La nostra solidarietà è senza se e senza ma, con tutte le lavoratrici e lavoratori del Si-Cobas, ad Aldo Milani e tutti i proletari del mondo intero.

Federazione Anarchica –

Solidarietà ad Aldo Milani e ai lavoratori in lotta!


Livorno, 18 febbraio. CORTEO CITTADINO CONTRO IL NUOVO GOVERNO

Posted: febbraio 1st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Livorno, 18 febbraio. CORTEO CITTADINO CONTRO IL NUOVO GOVERNO

LIVORNO 18 FEBBRAIO

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VERSO IL CORTEO CITTADINO DEL 18 FEBBRAIO
CONTRO IL NUOVO GOVERNO
CONTRO LE SOLITE POLITICHE DI SFRUTTAMENTO
23 MILIARDI PER LE SPESE MILITARI
20 MILIARDI PER IL MONTE DEI PASCHI
TAGLI ALLA SCUOLA E ALLA SANITÀ
NIENTE SOLDI PER I LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE E IN MOBILITÀ
RISPONDIAMO ALL’ARROGANZA DEL GOVERNO
RILANCIAMO LE LOTTE E RAFFORZIAMO LA SOLIDARIETÀ

SCENDIAMO IN PIAZZA SABATO 18 FEBBRAIO A LIVORNO ORE 15 DAVANTI ALLA PREFETTURA (P.ZZA UNITÀ D’ITALIA)
CORTEO CITTADINO
di seguito il comunicato:
_______________________________________
Contro il nuovo governo
contro le solite politiche di sfruttamento
scendiamo in strada!

CORTEO A LIVORNO
SABATO 18 FEBBRAIO
ORE 15 IN PREFETTURA (Piazza Unità d’Italia)

Disoccupazione, licenziamenti, precarietà, emergenza abitativa, un generale peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, questa è la situazione in cui viviamo a Livorno come in molte altre città. Negli ultimi anni i vari governi che si sono succeduti non hanno fatto che ripetere che per uscire dalla crisi erano necessari dei sacrifici, che i soldi non ci sono. Ma i soldi ci sono sempre per gli industriali, per le banche, per le spese militari, mentre per la scuola, per la sanità, per la casa ci sono solo tagli su tagli. Le spese militari quest’anno ammonteranno a 23,4 miliardi, 64 milioni al giorno, il 10% in più rispetto allo scorso anno, mentre altri miliardi sono pronti per salvare il Monte dei Paschi di Siena. Per gli ammortizzatori sociali invece i soldi sembrano non esserci mai, chi riesce ad accedervi non può sperare in più di qualche centinaio di euro mensili per pochissimi mesi. Lo sappiamo bene pure nel nostro territorio, infatti tra Livorno e Piombino sono molti i lavoratori che perderanno entro l’anno anche queste minime briciole. Questo aggraverà ulteriormente la situazione sociale in città, segnata da una profonda crisi occupazionale e da un’emergenza abitativa che l’amministrazione locale tende ad aggravare.
Il nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni, che si è formato dopo le dimissioni dell’ex presidente del consiglio Renzi in seguito all’affermazione del No al referendum costituzionale, si pone in continuità con i governi che lo hanno preceduto. Molti ministeri chiave, in particolare quelli legati alle politiche economiche e sociali, sono guidati dagli stessi personaggi: la conferma di Poletti, Lorenzin, Padoan e Pinotti significa una conferma delle politiche di sfruttamento selvaggio sul lavoro, di tagli e privatizzazione dei servizi dal sociale alla sanità, delle politiche di guerra, riarmo e spese militari. Il nuovo ministro dell’interno Minniti, rispolvera le politiche razziste del governo Berlusconi, annunciando l’apertura di nuovi CIE, veri e propri lager per persone che non hanno i documenti in regola. Anche questo nuovo governo, come quello che lo ha preceduto, è formato sull’accordo centrodestra/centrosinistra, una conferma dell’unità dei diversi schieramenti politici nel portare avanti politiche antipopolari. L’opposizione fatta dai partiti che siedono in parlamento è rappresentata in gran parte da forze politiche che quando hanno avuto modo di governare hanno portato avanti le stesse politiche di rapina e sfruttamento che caratterizzano l’attuale governo.
Proprio i partiti responsabili del peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro vogliono poi far credere che la colpa della disoccupazione o dell’emergenza abitativa sia degli immigrati.
Molti partiti e partitini infatti trovano sponda nella politica razzista del governo e, utilizzando una propaganda populista, autoritaria e razzista, se non apertamente fascista, strumentalizzano e deviano il malcontento sociale per guadagnare consensi alle elezioni, dividere i lavoratori e sostenere le politiche di sfruttamento e di oppressione.
In ogni caso è evidente che nessuna di queste forze politiche può segnare un reale cambiamento delle condizioni in cui ci troviamo a vivere, perché la stabilità di qualsiasi governo sarà legata alla difesa degli interessi, dei privilegi e dei profitti della classe dirigente.
Contro l’arroganza di questo “nuovo” governo pronto ad imporre le vecchie politiche di sfruttamento c’è quindi bisogno di dare una risposta forte da subito.
Per questo e per rafforzare un tessuto di lotta e solidarietà abbiamo organizzato un corteo a Livorno il 18 febbraio, l’appuntamento è alle ore 15 di fronte alla Prefettura, in Piazza Unità d’Italia.

Assemblea verso il 18 febbraio


Cesena. Febbraio al Sole e Baleno

Posted: febbraio 1st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Cesena. Febbraio al Sole e Baleno

FEBBRAIO HxC!!!

…allo spazio libertario “Sole e Baleno”

DOMENICA 5 FEBBRAIO

ore 20:30 –  Cena vegan

ore 21:30 –  COMBATTIAMO IL SESSISMO CHE È IN NOI

chiacchierata informale su machismo e ruoli di genere.

MARTEDÌ 7 FEBBRAIO

ore 20:00 – Assemblea organizzativa aperta.

Avresti voglia di proporre qualche iniziativa al “Sole e Baleno”?

Ti va di trascorrere qualche ora in compagnia? …Raggiungici!

MARTEDÌ 14 FEBBRAIO

ore 20:30 –  Cena vegan

ore 21:30 –  Proiezione del film documentario “ITALIAN PUNK HARDCORE 1980-1989”.

Una testimonianza concreta della prima ondata di hardcore-punk in Italia.

Interviste inedite a più di 100 band!

VENERDÌ 17 FEBBRAIO

ore 20:30 –  Cena vegan

ore 21:30 –  Presentazione del fumetto “IO SONO SAHARAUI”

Un’appassionante storia al femminile che racconta la vita di Mariem Hassan, tra musica e resistenza civile. Ne parleremo con l’autore Gianluca Diana.

MARTEDÌ 21 FEBBRAIO

ore 20:00 – Altra chiacchierata organizzativa. Ti aspettiamo!

DOMENICA 26 FEBBRAIO

ore 20:30 –  Cenone vegan con polentata fino al tracollo dei sensi!

ore 21:30 –  Ritorna la grande TOMBOLATA BENEFIT!!!

Con l’invito a portare fantastici oggetti da mettere in palio… risate assicurate!

per tutto il mese

mostra fotografica: “TEN YEARS ON STAGE” di Stefano Belacchi.

Se non visualizzi le locandine clicca qui sotto:

https://spazio-solebaleno. noblogs.org/files/2017/01/ FEBBRAIO_WEB-3.jpg

https://spazio-solebaleno. noblogs.org/files/2017/01/Io- SONO-SAHARAUI_web.jpg

www.spazio-solebaleno.noblogs. org

spazio.solebaleno@ bruttocarattere.org                      

in subb. Valzania 27 – Cesena (FC) zona porta Santi



Solidarietà a DAF, al prigioniero anarchico Umut Firat e a Huseyin Civan, direttore di Meydan

Posted: febbraio 1st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Solidarietà a DAF, al prigioniero anarchico Umut Firat e a Huseyin Civan, direttore di Meydan

comunicato dell’APO in solidarietà a DAF, al prigioniero anarchico Umut Firat e a Huseyin Civan, direttore di Meydan.

Comprende l’appello a manifestare davanti alle ambasciate turche di Atene, Salonicco e Patrasso il 2 febbraio.
SOLIDARITY TO THE ANARCHIST COMRADES – MEMBERS OF DAF AND TO THOSE WHO STRUGGLE AGAINST THE STATE OF EMERGENCY IN TURKEY

Anarchist prisoner Umut Firat Suvariogullari, writer of the newspaper Meydan, who has been confined for the last 23 years, is on hunger strike since the 13th of December 2016 in the prison type T in Yenisakran of Smyrna, denouncing the State of Emergency declared by the Turkish state and the inhuman conditions of imprisonment imposed to all political prisoners. A prison within prison through debarment of visitation, deprivation of all their rights as prisoners and continuous torture. 

In the 23rd of December 2016, the court of Istanbul convicted Hüseyin Civan, editor-in-chief of the anarchist newspaper Meydan, of “terrorist propaganda” and in particular “of propaganda for the methods of a terrorist organization constituting coercion, violence or threats through legitimizing or praising or encouraging the use of these methods” and sentenced him to one year and three months in prison. The Chief Public Prosecutor’s office had ordered an investigation on the newspaper since December 2015, related to articles published in its 30th issue with the caption “Banning Everything”.

The imprisonment of Hüseyin Civan is part of the oppressive campaign of the Turkish state, which, during the last years, manifested itself through war in the Kurdish regions, mass persecutions and murderous attacks against movements of resistance and revolutionary organizations. This campaign has been further intensified after the unsuccessful coup d’état of last July and the extension of the state of emergency. The Erdogan regime uses the coup in one hand to purge all state mechanisms (army, judicial system, public services) by accusing its political opponents of attempt to overthrow it, and on the other hand to impose total war to the “internal enemy”, aiming to dissolve class and social resistance. At the same time, it provokes its supporters along with the Grey Wolves to attack the neighborhoods and the spaces of leftish and anarchist activists and organizations.

Towards this direction, anarchists, communists, trade unionists, teachers, reporters, artists and all those who question the omnipotence of the regime in every possible way, are facing prosecutions, torture and imprisonment. Moreover, in this same context, substantial basic rights are abolished, mobilizations and demonstrations are prohibited, the operation of newspapers, radio and tv stations is suspended, censorship is imposed and internet access is blocked, political parties and organizations are characterized as terrorist groups and activists’ houses are being invaded and politicians and social spaces are being attacked.

The form of state aggression in Turkey is defined both by its position in the arena of geopolitical alliances and antagonisms and by the long-term orientation of state and parastate terrorism against the revolutionary and political movements in the interior.

The iron fence of control and oppression that expands in every aspect of the social life in the interior is complemented by the strategy in the wider region of Middle East, which, based on the chauvinism of the Turkish state, includes war attacks against the Kurdish communities, military interventions of the Turkish army in Northern Syria and other regions, opportunistic collaborations with the EU in the context of NATO and even with ISIS itself. 

The EU-Turkey agreement on refugees, which characterized Turkey as a safe country at the same time as it imprisons thousands of refugees in concentration camps in its south-eastern and western borders and unfolds the strategy for the establishment of a totalitarian system in its interior, denotes what the bosses and states are preparing for all of us in the near future, especially in a period of intensification of intra-dominion antagonisms in the wider region but also globally.

As Anarchist Political Organization (APO), we express our solidarity with the anarchist comrades of DAF (Anarchist Revolutionary Action) and the Meydan newspaper and to everyone who fights against state totalitarianism, prosecution and imprisonment of those who are struggling to keep alive the vision of a world of equality, solidarity and freedom.

Against state and capitalistic brutality and modern totalitarianism, the sole hope of the repressed is to stand united against the common attack they face. The only prospect for the realization of the actual social needs for a free and equal society is through the flames of struggles and international resistance. From nearby Turkey to revolted Rojava, and from the slums of France to the struggles of Mexico, the resistance of indigenous people in Northern America and the mass demonstrations against the state in the US, no oppressed is alone as long as the struggle for freedom is alive.

Let us take our lives into our own hands, let us build a new, emancipated society based on dignity, equity, freedom and solidarity on the ruins of the world of power, state and capitalism, by fulfilling the vision of social self-governance.

FREEDOM TO ANARCHIST HÜSEYIN CIVAN
MEMBER OF DAF AND EDITOR-IN-CHIEF OF THE ANARCHIST NEWSPAPER MEYDAN
 

SOLIDARITY TO ANARCHIST PRISONER UMUT FIRAT WHO IS ON HUNGER STRIKE AND ALL THOSE WHO RESIST WORLD DICTATORSHIP OF STATE AND CAPITALISM 

AGAINST WAR, IMPOVERISHMENT AND MODERN TOTALITARIANISM STRUGGLE FOR GLOBAL SOCIAL REVOLUTION, FOR ANARCHY AND LIBERTARIAN COMMUNISM

Solidarity Gathering, Thursday 2 February:

Athens: Turkish embassy 18:00

Thessaloniki: Turkish consulate 17:00

Patra:  Central Square 18:30

 

Anarchist Political Organisation (APO) – Federation of Collectives
apo.squathost.com | anpolorg@gmail.com

January 2017