Assemblea Rimini Antifascista

Posted: agosto 29th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Assemblea Rimini Antifascista

Per discutere delle recenti notizie, questa sera assemblea pubblica antifascista alle ore 21 presso l’Istituto di Scienze dell’uomo (via Nigra 26, Rimini – zona Arco d’Augusto).


Revolution in the making – donne che tessono il futuro

Posted: agosto 3rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Revolution in the making – donne che tessono il futuro
 Il programma definitivo tradotto in italiano della conferenzaRevolution in the making – donne che tessono il futuro che si terrà ad ottobre a Francoforte
http://revolutioninthemaking.blogsport.eu/

NEWSCOMIDAD. SENZA MARCHIONNE MA SEMPRE CON PHILIP MORRIS

Posted: agosto 3rd, 2018 | Author: | Filed under: comidad | Commenti disabilitati su NEWSCOMIDAD. SENZA MARCHIONNE MA SEMPRE CON PHILIP MORRIS

NEWSCOMIDAD

Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la voce “Commentario”.

SENZA MARCHIONNE MA SEMPRE CON PHILIP MORRIS

Tra le innumerevoli versioni che ci sono state fornite sulla morte di Sergio Marchionne, una delle prime riguardava una malattia tumorale dovuta al suo abuso di sigarette. La versione è stata poi smentita, ma è certo che nella biografia di Marchionne le sigarette hanno avuto un ruolo centrale e non solo perché le fumava. Uno dei dettagli più importanti del curriculum di Marchionne, la sua appartenenza all’official board della Philip Morris, non è mai stato evidenziato dai media.

A sostituire Marchionne nel ruolo di executive nel consiglio di amministrazione della Ferrari è stato nominato Louis Camilleri, il boss dei boss della Philip Morris. Nel gennaio dello scorso anno il nome di Louis Camilleri però appariva già nell’official board della Ferrari. Il fatto che l’azienda madre di Marchionne mettesse un piede all’interno del gruppo FCA non costituiva un segnale di fiducia verso Marchionne. (1)

Nei confronti di Marchionne il metodo del “promoveatur ut amoveatur” è stato applicato nel modo più drastico, promuovendolo direttamente alla gloria degli altari. C’era però un inconveniente, cioè il fatto che Marchionne fosse già stato santificato in vita dai media otto anni fa. Come tutti i veri santi anche Marchionne aveva già una storia familiare di martirio (le “foibe”) e nella sua biografia non mancano neppure le “visioni”. Negli ultimi anni il termine “visionario” è stato sempre più utilizzato in un’accezione apologetica. Appena un amico dei potenti, un teorico delle aggressioni contro i deboli o un nemico dei lavoratori si affacciano sulla scena vengono subito nobilitati con l’attributo di “visionario”. Per la santificazione (anzi, per la divinizzazione) non si aspetta neppure che lascino questa valle di lacrime. Così è stato ad esempio per Steve Jobs, per Casaleggio e per Marchionne. Possibile sognare mondi ancor più schiavistici dell’attuale? No, in effetti le “visioni” si riducono alla riproposizione dei soliti schemi di sfruttamento, sempre quelli.

La santificazione assunse anche aspetti grotteschi, quando una Confindustria insultata, umiliata e delegittimata da Marchionne si distinse come uno dei soggetti più attivi nella celebrazione dell’eroe di turno. Marchionne ebbe dalla sua parte non solo il governo, ma anche l’opposizione, con un Partito Democratico che lo salutò come il possibile “papa straniero”. Per rimuovere questo dato di fatto occorreva l’apporto di un mentitore di professione, uno zelota della mistificazione: uno a caso, Pietro Ichino. La storia andava riscritta presentando Marchionne come una vittima ed un martire dell’incomprensione da parte dell’ingrato Paese che stava salvando. A fare le spese della falsa ricostruzione è stato il quotidiano “la Repubblica”, accusato da Ichino di non aver fatto autocritica circa le incomprensioni dimostrate verso Marchionne e la sua “epopea”. (2)

È probabile che “la Repubblica” si presterà al gioco dato che rientra nel suo ruolo di disinformazione; ma, per senso di giustizia, occorre precisare che il quotidiano è innocente dall’accusa mossa da Ichino. Nel 2010 e negli anni successivi “la Repubblica” diede un certo spazio alle posizioni critiche del sociologo Luciano Gallino, ma al mero livello di ospitare anche un’opinione diversa per rifarsi una verginità. La linea editoriale del quotidiano e delle firme di punta della sua pagina economica, come Alberto Statera, furono invece di plauso incondizionato alle gesta di Marchionne. Statera sciolse addirittura un entusiastico inno di lode al Marchionne giustiziere che rimetteva ordine nella “fabbrica anarchica” di Pomigliano d’Arco. (3)

La tecnica di Marchionne e dei media al suo seguito fu quella dell’aggiotaggio sociale, cioè presentare tendenziosamente un quadro degradato e disastrato per giustificare le aggressioni antioperaie e glorificare i presunti “risultati” dell’ennesimo salvatore dell’Italia. Più la situazione era rappresentata a toni cupi, più avrebbe potuto rifulgere l’opera salvifica del taumaturgo. 

La lucidità di Luciano Gallino consistette nel capire che il modello Marchionne non era soltanto iniquo socialmente ma che, dal punto di vista industriale, non portava da nessuna parte. È vero che il valore di Borsa della FCA è salito a dismisura, ma l’aumento di valore finanziario non corrisponde a valori industriali. E chi lo dice? Lo diceva qualche mese fa quell’acerrimo nemico di Marchionne e del capitalismo che è il quotidiano confindustriale “Il Sole-24 Ore”. Parlando dell’eventualità di una vendita della FCA a case automobilistiche sud-coreane, il quotidiano osservava che queste non avrebbero avuto nulla da guadagnare dal matrimonio quanto ad acquisizioni industriali e tecnologiche. Il vantaggio si riduceva all’acquisizione di marchi che hanno una popolarità ed un prestigio storici, cosa che avrebbe facilitato ai Sud-Coreani l’ingresso nel mercato europeo. L’appetibilità industriale di FCA si riduce quindi a ben poco. (4)

I valori finanziari di FCA si sono dunque gonfiati per operazioni puramente finanziarie. Qualche malevolo potrebbe ipotizzare che FCA sia usata da Philip Morris per riciclare il denaro proveniente dalle sue attività inconfessabili. Attività di contrabbando che l’avevano collocata nel mirino dell’Unione Europea all’inizio degli anni 2000, prima che il lobbying della stessa Philip Morris facesse finire tutto a tarallucci e vino, con una multa ridicola. (5)

2 agosto 2018

1)  http://corporate.ferrari.com/sites/ferrari15ipo/files/annual_report_ferrari_nv_12.31.2017_1.pdf

     2)  http://www.libertaeguale.it/su-marchionne-il-buon-giornalismo-progressista-non-capi/

     3)  http://www.repubblica.it/economia/2010/06/18/news/statera_pomigliano-4937700/

     4)  http://www.ilsole24ore.com/art/motori/2018-01-06/fca-vicina-big-deal-ecco-possibili-partner-125827.shtml?uuid=AEoEcHdD

    5)  http://www.repubblica.it/2004/d/sezioni/cronaca/contrbb/contrbb/contrbb.html


Effetto Governo: la violenza dai media alla piazza

Posted: agosto 3rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Effetto Governo: la violenza dai media alla piazza
Effetto Governo: la violenza dai media alla piazza
Il sangue ha bagnato la giornata inaugurale di “Effetto Venezia”, la kermesse estiva organizzata dal Comune di Livorno con il contributo dell’Autorità di Sistema Portuale.
Violente e ripetute cariche sono state compiute a freddo e senza alcun preavviso dalla Polizia di Stato intorno alle 1,30 di notte lungo gli Scali del Refugio. Per circa mezz’ora sono stati usati i manganelli sui presenti che protestavano contro la rimozione di uno striscione che portava scritto: “Effetto Pd e Lega-5Stelle: 11 aggressioni in 50 giorni. Il vostro razzismo è emergenza. Il vero cambiamento: casa, lavoro e reddito per tutt*. Lega fuorilegge”. Ogni anno, nel contesto del contro-evento Effetto Refugio viene affisso uno striscione sul muro dell’ex Carcere dei Domenicani, quest’anno la Questura ha deciso di usare anche la violenza per far rimuovere lo striscione.
Riteniamo gravissima questa vera e propria negazione della libertà di espressione, che dimostra come gli atteggiamenti violenti e sanguinari degli esponenti di governo non siano solo una posa da campagna elettorale. La censura attraverso la violenza è il primo atto del nuovo Governo Lega-5 stelle a Livorno, è il primo atto pubblico di Questore e Prefetto appena nominati.
Già lo scorso anno, sempre nel contesto di Effetto Refugio venne schierata l’antisommossa per rimuovere lo striscione, in quel caso giudicato troppo critico nei confronti di Marco Domenico Minniti, Ministro dell’Interno del governo guidato dal Partito Democratico e dal Nuovo Centro Destra. Lo scorso anno lo striscione venne rimosso con la forza, ma non vi furono cariche, perché l’intervento della Questura, nel pieno della festa, provocò grande indignazione e molti accorsero a portare solidarietà.
Questa volta invece la polizia è arrivata di notte, all’1:30 circa, mentre tutti stavano andando via, perché non ci fosse troppa gente a guardare mentre imponevano la censura coi manganelli, ma molte persone che rientravano a casa dopo la festa sono accorse dalle strade vicine, lungo i fossi della Venezia, per solidarizzare con chi aveva subito la brutale aggressione della polizia.
Sappiamo fin troppo bene che chi governa adopera spesso la violenza per impedire la libertà di espressione e la libertà di manifestare. Dopotutto anche le emergenze “immigrazione”, “sicurezza” e “decoro”, sono state create per promulgare leggi sempre più repressive, che impongono maggiore controllo e una restrizione della libertà per tutti coloro che manifestano il proprio dissenso, che si organizzano, lottano per estendere la solidarietà e ottenere migliori condizioni di vita, per coloro che fanno puntualmente controinformazione.
Quanto avvenuto non ha precedenti a Livorno. La scelta della Questura di rimuovere uno striscione, utilizzando anche le cariche di polizia, è un atto gravissimo, che colpisce non solo coloro che hanno esposto lo striscione, ma l’intera città. Sei anni fa, nel dicembre del 2012, la Questura negò in piazza Cavour la libertà di manifestare sciogliendo un presidio con delle cariche indiscriminate e violente che coinvolsero anche i passanti, stavolta ciò che viene impedito con la violenza è la libertà di esprimersi attraverso uno striscione. Un precedente pericoloso per tutte e tutti noi, per la maggior parte delle persone, che vivono le condizioni di sfruttamento ed oppressione imposte dalla classe dirigente e di governo.
La violenza è l’unico mezzo che conoscono le classi dominanti di fronte al precipitare della crisi economica. Il governo è incapace di fronteggiare la crisi economica e di sopperire ai molteplici bisogni sociali; per questo i suoi servi cercano di mettere a tacere ogni voce di protesta.
D’altra parte gli organizzatori di “Effetto Venezia” non vogliono dispiacere al governo, da cui aspettano un appoggio per le ennesime speculazioni che stravolgeranno Livorno. Nel contenitore-vetrina della kermesse livornese, l’alternativa di Effetto Refugio, organizzato dalle varie realtà di movimento cittadine, ha sempre rappresentato uno spazio di espressione critica a cui spesso si è tentato di mettere il bavaglio.
La Federazione Anarchica Livornese e il Collettivo Anarchico Libertario denunciano la gravità di questo atto repressivo, e sono al fianco di tutte e tutti coloro che hanno subito le cariche della polizia. Invitano le forze politiche, sindacali e sociali a far sentire la propria voce contro la violenza.
Federazione Anarchica Livornese
Collettivo Anarchico Libertario

Effetto Governo: la polizia carica sugli scali del Refugio per rimuovere uno striscione contro la Lega

Posted: agosto 3rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Effetto Governo: la polizia carica sugli scali del Refugio per rimuovere uno striscione contro la Lega

La prima giornata di Effetto Venezia si conclude con una violenta azione di polizia ai danni dello spazio del Refugio. Diversi i feriti

http://www.senzasoste.it/effetto-governo-la-polizia-carica-sugli-scali-del-refugio-rimuovere-uno-striscione-la-lega/


La lotta contro il MUOS non si ferma!

Posted: agosto 3rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su La lotta contro il MUOS non si ferma!

La lotta contro il MUOS non si ferma!

La sera del 29 luglio è stato colpito con un innesco incendiario il presidio NO MUOS di Niscemi, in Sicilia. Si tratta di un grave atto intimidatorio contro il movimento che si oppone alla stazione per le comunicazioni satellitari della marina USA a Niscemi, parte del nuovo sistema di comunicazione che collega tutte le unità militari USA a livello globale.

Di fronte a questo attacco confermiamo con forza la solidarietà e il sostegno della Federazione Anarchica Italiana al Movimento NO MUOS, che conduce da anni una grande lotta contro la militarizzazione e la guerra, contro la devastazione della salute e dell’ambiente. L’attacco al presidio avviene a pochi giorni da un’importante settimana di lotta, infatti il movimento ha organizzato per il 4 agosto una manifestazioneinternazionale proprio a Niscemi, nel contesto del campeggio NO MUOS che si terrà dal 2 al 5 agosto.

Come chiarito in una nota dal Movimento NO MUOS, il presidio che che è stato attaccato si trova in una zona a stretto controllo militare italiano e statunitense, l’innesco è stato lanciato da un’auto bianca simile a quelle utilizzate dalla marina militare USA, mentre sul luogo stazionavano i militari italiani dell’operazione “strade sicure”. Solo per l’intervento immediato degli attivisti l’incendio non si è propagato e non vi sono stati danni a cose o persone.

In questi stessi giorni nell’incontro tra il Presidente USA Donald Trump e il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, viene confermato il rapporto stretto con l’amministrazione statunitense da parte del governo italiano, specie su questioni chiave come frontiere e immigrazione, la missione di guerra in Libia, il gasdotto TAP.

Chi decide di mettersi in mezzo e di opporsi a questi piani non si lascia intimidire, le operazioni repressive condotte dagli apparati statali, così come le minacce e gli attentati perpetrati con metodi mafiosi mirano mettere a tacere chi resiste, ma il Movimento NO MUOS continua a lottare.

Facciamo appello a partecipare al Campeggio Resistente NO MUOS dal 2 al 5 agosto e alla manifestazione internazionale del 4 agosto in Contrada Ulmo a Niscemi, momenti importanti per la ripresa dell’iniziativa per fermare la guerra e il militarismo.

Sosteniamo tutte le iniziative di solidarietà, come il presidio No MUOS organizzato a Novara dal Circolo Zabriskie Point contro gli F-35 e la guerra il 4 agosto, in concomitanza con la manifestazione a Niscemi.

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana

1 agosto 2018