La cultura dello stupro

Posted: maggio 17th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su La cultura dello stupro

Due anni fa a Pamplona alle due di una notte di festa, mentre si allontanava da un parcheggio, una ragazza è stata avvicinata da un branco di lupi, 5 uomini che dopo averla condotta nell’androne di un palazzo l’ hanno stuprata.

I 5 sono stati condannati per aver abusato (abuso sessuale, secondo la legge spagnola) della ragazza e non per averla stuprata (violenza sessuale). La legge in Spagna distingue tra queste due specie di reato: affinché possa essere riconosciuto il secondo, deve essere dimostrato che c’è stata violenza. In questo caso, così riportano le cronache e recita la sentenza: “non c’è stata violenza palese né intimidazione vera e propria, ma solo un «consenso viziato».”

Questo processo è stato seguito da molte organizzazioni femministe e leggendo le cronache se ne deduce che sia stato condotto giuridicamente dalla difesa secondo uno stile classico di becero patriarcato.

La condotta della ragazza è stata messa al centro per essere sezionata e giudicata: aveva accettato da bere da uno di loro, si legge in un articolo, aveva accettato un bacio, pare…cose di questo tipo, poco importa se poi era stata lasciata sconvolta e semi vestita nel punto in cui in seguito una coppia l’ ha trovata e soccorsa.

I giudici, leggiamo, hanno riconosciuto, unanimemente, il furto del cellulare, uno di loro non voleva riconoscere altro, e d’ altra parte si sa che «la proprietà è sacra ed inviolabile». (Mica come il corpo di un essere umano, feti esclusi, si intende, che quelli sono più umani degli umani, uomo, donna o bambino che sia ciò che importa è che «faccia cassa» ed allora può essere usato senza tanti problemi nei campi, nelle miniere, nelle fabbriche, nella logistica, nelle guerre…corpi resi proprietà altrui).

Uno degli avvocati difensori ha messo un’agenzia investigativa alle costole della ragazza e tra gli elementi portati a discarico della accusa di violenza compiuta dai suoi clienti, ha presentato alcune foto trovate in rete in cui la ragazza, qualche tempo dopo il fatto, sorrideva in compagnia di amici, come a dire che dato che non si mostrava depressa e devastata allora, tutto sommato, non aveva poi subito questo granché.

La sentenza ha provocato una vera e propria levata di scudi, migliaia di donne e non solo, sono scese nelle strade e nelle piazze delle principali città spagnole, sulla vicenda hanno preso posizioni nette di condanna politici e politiche di vario grado e diversi rappresentanti istituzionali tra cui la Procura generale della repubblica di Navarra che ha annunciato che farà ricorso… persino un gruppo di suore di clausura ha affidato a Twitter la propria solidarietà e la propria denuncia nei confronti di una mentalità maschilista inaccettabile.

Pare che superato il periodo elettorale la volontà sia, al momento da destra e da manca, quella di modificare la legge nelle parti in cui è inadeguata a comprendere casi come questo in cui l’ accusa non è riuscita a dimostrare che c’ era violenza a causa del fatto che la donna non urlava, non è stata massacrata di botte (spesso ahinoi le due cose sono consequenziali ma pare che ai giudici non lo si insegni…), non è morta ecc ecc… Questo sembra essere stato un elemento centrale a favore del «branco» tanto che tra gli elementi a supporto la difesa ha presentato alcune immagini di un video girato dagli stessi stupratori e ritrovato dalla polizia nei loro cellulari. I 5 uomini avevano infatti creato un gruppo Whatsapp nel quale si scambiavano commenti delle loro imprese. Il video di 96 secondi, mostra la ragazza con gli occhi chiusi immobile e muta mentre subisce lo stupro. Secondo i difensori del «branco», queste riprese, sarebbero la prova che la ragazza non si era ribellata alla presunta violenza. Ed è chiaro ad ogni «fine psicologo» che, dato che lei non si dimenava selvaggiamente urlando e piangendo, stava, evidentemente, esprimendo un suo «discreto dissenso» e non certo terrore paralizzante, che chiaramente, non poteva se non essere interpretato come un quasi consenso.

Al di là di una triste e cinica ironia, quello che si può leggere in questo drammatico episodio di violenza sessuale è tanto e molto è stato scritto e urlato, per fortuna, per una volta… anche nelle strade e nelle piazze in Spagna da tante donne.

Ogni donna sa che se può deve gridare al «fuoco» piuttosto che «aiuto», così come sa che più si dimena peggio sarà per lei. Quello che una donna impara ben presto è che o ha la prontezza d’animo e fisica di reagire immediatamente per procurarsi una via di fuga o è di gran lunga meglio per lei assumere un atteggiamento passivo. Molte donne per fortuna loro, producono secrezioni vaginali nel corso della violenza che subiscono, questo a livello fisico, è una difesa non indifferente che viene spesso interpretata dalla cultura patriarcale e bigotta, come il segno, tutto sommato, della mancanza di una vera violenza. La passività, la mancanza di una reazione o anche l’assecondamento generato dalla comprensione dell’impossibilità di una via di fuga sono strategie che la mente concepisce in casi di violenza; in quelle situazioni la paura unita o meno ad una comprensione razionale di ciò che sta accadendo, domina la testa e il corpo e tu cerchi il modo meno doloroso possibile nella speranza recondita che tutto possa finire al più presto, che chi ti sta di fronte possa velocemente scaricare la sua schifosa voglia masturbatoria (quando il sesso è preso senza consenso è chiaramente onanismo…di quello brutto però!), che chi ti sta di fronte possa stancarsi e abbandonarti…che ci possa essere comunque una via d’uscita.

Ogni strategia è buona in caso di violenza se ti fa sopravvivere, se non ti danneggia troppo il corpo, mentre lo spirito viene strappato e lacerato.

Secondo la Convenzione di Istanbul la mancanza del consenso è alla base della definizione di stupro e «il consenso deve essere dato volontariamente» questo per mettere in evidenza quei casi in cui ci sia incapacità di intendere e volere…quando una persona è in uno stato alterato di coscienza, ad esempio. Nonostante l’indicazione della Convenzione solo 7 dei 28 paesi dell’ Unione Europea prevedono il riconoscimento di uno stupro quando il rapporto sessuale non è consensuale di conseguenza, lo stesso episodio non sarebbe stato giudicato diversamente da quello che è successo in Spagna.

E’ per me ovvio dunque che ogni legge che non comprenda la questione del consenso è una legge che è stata fatta nell’ambito di una certa visione e di una certa prospettiva, quella della “cultura dello stupro».

Con questo non voglio certo affermare che basti avere leggi che comprendono questo aspetto del consenso, per essere garantite sulla sicurezza e libertà di vita ed espressione di sè, «i casi controversi … non mancano neanche nei sette paesi in cui lo stupro è associato all’assenza di consenso. Uno dei più noti è il processo di Belfast contro due giocatori della nazionale irlandese di rugby e due loro amici. I quattro, accusati di stupro, sono stati assolti da tutte le accuse, scatenando un accesso dibattito in Irlanda e nel Regno Unito, con manifestazioni in diverse città e campagne sui social media.» Questa sentenza si diede perchè, secondo i giudici non era stato provato che lo stupro era avvenuto.

E’ evidente che «la cultura dello stupro» emerge in tutta la sua più bieca brutalità nella vicenda di Pamplona, e le istituzioni, nelle figure del tribunale, dei giudici e del sistema legislativo in genere, non hanno fatto altro che riprodurla figli del tempo in cui sono immersi.

Le associazioni dei magistrati rivendicano il fatto che la legge è stata rispettata, che le sentenze in quanto atti istituzionali vanno a loro volta rispettate e che le proteste sono esagerate.

In quanto donna e in quanto anarchica non posso se non condividere questa affermazione, i giudici hanno compiuto il loro lavoro, il loro dovere, e questo non fa altro che ricordarmi una volta di più quali sono i meccanismi del Sistema che sto combattendo, ricordandomi le ragioni per le quali ho intrapreso il mio individuale personale e collettivo percorso di lotta e di libertà.

Ecco… ancora un ultima cosa: anche se capisco la potenza vendicativa e rivendicativa del coro che le compagne femministe che sono scese in piazza in questi giorni hanno cantato alla loro compagna ferita, un coro che diceva in una veloce traduzione «tranquilla sorella il tuo branco siamo noi» io a questo coro potente e liberatorio per certi versi, non riesco ad unirmi a cuore leggero, noi, donne, sorelle, compagne non siamo branco perchè i branchi hanno gerarchie e quindi sudditanze, noi siamo solidarietà, rete, comprensione, rispetto delle differenze e riconoscimento delle affinità, siamo qualcosa di ben più potente di un branco che parla a se e appena fuori dai suoi confini, noi siamo internazionaliste e sappiamo ascoltare chi è posizionata diversamente da noi…noi… se e quando mettiamo in campo la nostra volontà e azione, il nostro pensiero e il nostro corpo siamo come la marea lenta e travolgente che nulla può fermare, non un muro, non un terrapieno penetriamo come l’acqua superiamo le sponde, ci contagiamo e contagiamo nelle lotte, nella difesa e nell’offesa, siamo matrioske senza per questo avere capi, curiamo le ferite, lottiamo e ci organizziamo in modo orizzontale, siamo individue e collettive.

Argenide

http://www.umanitanova.org/Anno/98-2018/numero-15-98-2018/


25 aprile di lotta e di festa

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http://www.umanitanova.org/2018/04/29/25-aprile-di-lotta-e-di-festa/


Germinal, foglio anarchico e libertario di Trieste, Friuli, Isontino, Veneto, Slovenia e…

Posted: maggio 17th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Germinal, foglio anarchico e libertario di Trieste, Friuli, Isontino, Veneto, Slovenia e…

http://www.umanitanova.org/2018/05/02/e-uscito-il-n-127-di-germinal/


Stop Al Panico (Associazione di Mutuo Soccorso per il diritto di espressione)

Posted: maggio 17th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Stop Al Panico (Associazione di Mutuo Soccorso per il diritto di espressione)

L’associazione di  per il diritto di espressione (mutuosoccorso.noblogs.org) è lieta di annunciare di aver dato alle stampe “Stop al panico!”, la seconda edizione riveduta, aggiornata e ampliata di “, note per una maggiore consapevolezza”.

http://www.umanitanova.org/2018/05/06/stop-al-panico-associazione-di-mutuo-soccorso-per-il-diritto-di-espressione/

 


Anarres dell’11 maggio. Test e controllo sociale

Posted: maggio 17th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Anarres dell’11 maggio. Test e controllo sociale

Viaggio nel pianeta delle utopie concrete sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout.Il venerdì alle 10,45 alle 12,45. Anche in streaming 

Ascolta il podcast:

http://radioblackout.org/2018/05/anarres-dell11-maggio-test-e-controllo-sociale-cronache-e-riflessioni-sulla-lotta-alle-frontiere-il-sessantotto-provos-beatinicks-anarchici/ 

In questa puntata:

Test e valutazioni, il controllo e la disciplina. Abbiamo preso spunto dal libro di Angelique Del Rey “La tirannia della valutazione” per un discorso a tutto campo sul controllo e le sue frontiere. 
Che sia a scuola, nelle aziende o nella pubblica amministrazione, la valutazione si presenta oggi come una retorica dell’oggettività, come una modalità incontestabile che intende rapportare ogni cosa al suo valore e, pertanto, al suo costo. Ma di fatto questi sistemi si propongono di misurare ciò che non è misurabile, cioè di dare un valore quantitativo a una qualità.
Ne abbiamo discusso con Francesco Codello che ne ha curato l’introduzione 

25 aprile. La memoria di ieri nelle lotte di oggi: un filo che si intreccia per le strade dei nostri quartieri, dove soffia il vento della guerra sociale

Lotta alle frontiere: cronache e riflessioni. Ele, Theo, Bastien. La solidarietà non si arresta

Sessantotto. Provos, beatnick, anarchici e situazionisti. Influenze libertarie nel movimento degli studenti in Italia
Ne abbiamparlato con Giorgio Sacchetti, docente di storia contemporanea all’università di Padova, che su questi temi ha svolto una relazione ad un convegno che si è appena chiusoall’università di Parigi, dove, l’ultimo giorno, hanno preso parola gli studenti in occupazione. 

Prossimi appuntamenti:

Venerdì 18 maggio ore 18 presidio contro le frontiere alla stazione di Porta Nuova. In solidarietà a Eleonora, Theo, Bastien. 

Sabato 19 maggio Spezzone Rosso e Nero alla marcia No Tav da Rosta ad Avigliana. I razzisti e populisti si stanno alleando per la spartizione delle poltrone: il movimento No Tav sarà capace di svincolarsi dall’abbraccio a Cinque Stelle o si chiuderà in una logica lobbista?

Sabato 2 giugno. Presidio antimilitarista in via Garibaldi angolo piazza Castello. Contro tutti gli eserciti, gli stati, le frontiere

Sabato 16 giugno a Milano convegno antimilitarista al circolo familiare di unità proletaria di viale Monza 140

Le riunioni della Federazione Anarchica Torinese, aperte a tutti gli interessati, si fanno ogni giovedì dalle 21 in corso Palermo 46

www.anarresinfo.noblogs.org 


Memoria significa riscatto

Posted: maggio 17th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Memoria significa riscatto
Come ogni anno compagni e compagne anarchic* hanno ricordato l'omicidio del compagno , 
massacrato di botte nel 1972 a  dalla polizia mentre si opponeva ad un comizio fascista. 
Quello che riportiamo è il discorso tenuto da una compagna
durante l'iniziativa.
La redazione web
http://www.umanitanova.org/2018/05/16/memoria-significa-riscatto/

Solidarietà a Eleonora, Théo e Bastien! Abbattiamo le frontiere!

Posted: maggio 17th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Solidarietà a Eleonora, Théo e Bastien! Abbattiamo le frontiere!

Le compagne e i compagni della  riuniti in convegno a Livorno nei giorni 12 e 13 maggio 2018, sono solidali con Eleonora, Théo e Bastien arrestati ed accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in banda organizzata. Dopo una decina di giorni di carcere è stato loro imposto l’obbligo di dimora in Francia, firme quotidiane e il divieto di rilasciare dichiarazioni pubbliche.

http://www.umanitanova.org/2018/05/16/solidarieta-a-eleonora-theo-e-bastien-abbattiamo-le-frontiere/

 


19 maggio in Val di Susa: Contro il TAV, per l’azione diretta

Posted: maggio 17th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su 19 maggio in Val di Susa: Contro il TAV, per l’azione diretta

Il Convegno della  riunitosi a Livorno nei giorni 12 e 13 maggio 2018, promuove e sostiene la partecipazione alla manifestazione  che si terrà sabato 19 maggio da Rosta ad Avigliana.

http://www.umanitanova.org/2018/05/16/19-maggio-in-val-di-susa-contro-il-tav-per-lazione-diretta/

 


El huevo, la gallina y la teoría cuantitativa de la moneda

Posted: maggio 17th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su El huevo, la gallina y la teoría cuantitativa de la moneda

James Denham Steuart fue un economista mercantilista escocés que en el siglo XVIII publicó un tratado que por primera vez llevaba en el título la expresión “economía política”. Entre otras cosas, negó la validez de la teoría cuantitativa de la moneda, según la cual el nivel general de precios está determinado por la moneda circulante. Sostiene, de hecho, que la ecuación del cambio no se equilibra por las variaciones de la velocidad de circulación de la moneda, o sea de la acumulación. …..

https://www.nodo50.org/tierraylibertad/358articulo6.html