Settima vetrina dell’editoria anarchica e libertaria Firenze, 2-3-4 ottobre 2015

Posted: luglio 13th, 2015 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Settima vetrina dell’editoria anarchica e libertaria Firenze, 2-3-4 ottobre 2015

Settima vetrina dell’editoria anarchica e libertaria Firenze, 2-3-4 ottobre 2015

L’Ateneo Libertario di Firenze organizza la 7ª edizione della “Vetrina dell’editoria anarchica e libertaria” a Firenze, per i giorni 2-3-4 ottobre 2015, al Teatro Obihall (ex Teatro Tenda) Via Fabrizio De André (angolo Lungarno Aldo Moro).

La manifestazione avrà carattere internazionale e si svilupperà attorno ad una serie di eventi artistici e culturali. Si sollecita la presentazione di opere, pubblicazioni e produzioni che siano espressione del movimento anarchico e di area libertaria, senza limitazioni. L’invito è esteso a produzioni multimediali che documentino la storia, la cultura o l’attualità di eventi che esprimano aspirazioni e pratiche di autogestione e libertarie.

Queste presentazioni, con i dibattiti che seguiranno, faranno da supporto culturale, durante i tre giorni della manifestazione, alla mostra di libri, periodici, stampa in tutte le forme, materiali audio/video arte, grafica. Altri spazi saranno aperti alle performances di autori musicali e teatrali, auspicando che molti siano i nuovi titoli, le ricerche e le nuove proposte, con la presenza attiva di autori, curatori /editori e artisti per presentare o agire le novità più significative.

Chiediamo a tutti gli interessati di rispondere in tempi rapidi, definendo nei dettagli le modalità pratiche di adesione e presenza, per poter così preventivare senza problemi adeguati spazi e tempi per ogni partecipante, per la migliore riuscita dell’evento.

Chi non potesse essere presente nel proprio stand o settore, può inviare i propri libri o altri materiali, per i quali sono previste aree miste curate dall’Ate-neo Libertario di Firenze.

Il teatro Obihall (ex Teatro Tenda), con i suoi spazi attrezzati, è facilmente raggiungibile con mezzi pubblici e propri. L’Ateneo Libertario metterà a disposizione tutta la logistica necessaria.

È gradita ogni autonoma attività tesa a informare, veicolare, amplificare la conoscenza della prossima Vetrina, anche attraverso la circolazione della presente su siti web, mailing-list o con altri mezzi.

Vi invitiamo altresì a sollecitare amici, conoscenti e potenziali visitatori esterni al movimento.

Per comunicare le vostre adesioni che, ricordiamo ancora, dovranno corrispondere a realtà di area anarchica e libertaria, vi preghiamo di compilare l’apposita scheda (da richiedere a:vetrinalibertaria@inventati.org) e inviarla entro il 30 Maggio 2015.

Ateneo Libertario di Firenze


10 luglio, San Giorgio di Nogaro, UD. FESTA DEGLI INDIANI-TEPEE NEL PARCO

Posted: luglio 5th, 2015 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su 10 luglio, San Giorgio di Nogaro, UD. FESTA DEGLI INDIANI-TEPEE NEL PARCO

prima delle tre serate della FESTA DEGLI INDIANI-TEPEE NEL PARCO a san giorgio di nogaro(UD) parco canciani sotto il cavalcavia venerdi

10 luglio dalle 21 circa,mentre i due marò se ne stanno in india noi con gli indiani in italia ce la spassiamo alla grande…

MINORANZA DI UNO musica per disadattati http://minoranzadiuno.noblogs.org/

L’ORDEGNO musica coi baffi anti hipster https://www.facebook.com/pages/Lordegno/1645249789035295?fref=ts

LA HAINE musica col distorsore e le scarpe slacciate https://www.facebook.com/LaHaineWave?fref=ts

NORTH EAST REBELS oi core da Pordenone e dintorni https://www.facebook.com/NorthEastRebels?fref=ts

https://www.facebook.com/events/896507147051113/


Libri. Alessandro Affortunati. FEDELI ALLE LIBERE IDEE. Il movimento anarchico pratese dalle origini alla Resistenza

Posted: luglio 5th, 2015 | Author: | Filed under: libri | Commenti disabilitati su Libri. Alessandro Affortunati. FEDELI ALLE LIBERE IDEE. Il movimento anarchico pratese dalle origini alla Resistenza

Seconda edizione riveduta e (molto) ampliata
del libro di

Alessandro Affortunati
FEDELI ALLE LIBERE IDEE
Il movimento anarchico pratese dalle origini alla Resistenza

pp. 286 EUR 15,00
ISBN 978-88-95950-42-6

Prato non è stata “soltanto” la città di Gaetano Bresci. In realtà, nel periodo compreso tra la fondazione della prima sezione dell’Internazionale (1873) ed i mesi della lotta partigiana, la presenza libertaria nella città laniera, dove operò per circa un biennio anche un personaggio come Giovanni Domanico, non è mai venuta meno, attraversando senza soluzione di continuità gli ultimi anni del regno di Vittorio Emanuele II, il periodo umbertino, l’età giolittiana, gli anni della grande guerra, il primo dopoguerra e gli anni del regime fascista: non per nulla nel Casellario politico centrale figurano più di novanta anarchici nati e/o residenti nella zona. Questo lavoro, basato su ricerche d’archivio originali e sull’esame di numerose fonti a stampa, restituisce al movimento libertario pratese i suoi reali connotati, nella convinzione che i fenomeni storici debbano essere studiati senza pregiudiziali ideologiche di nessun tipo.

Richieste e prenotazioni vanno indirizzate esclusivamente a:
ZERO IN CONDOTTA
Casella Postale 17127 – Milano 67
20128 Milano
via e-mail:  zeroinc@tin.it
Per i contributi utilizzare il conto corrente postale n.98985831, intestato a “Zero in Condotta”, Casella Postale 17127 – Milano 67, 20128 Milano. Per il bonifico i dati sono
Bancoposta, coordinate IBAN IT14 P076 0101 6000 0009 8985 831, intestato sempre a Zero in Condotta.

Il catalogo aggiornato, con tutte le novità, è al sito:
www.zeroincondotta.org


Forlì, 8 luglio. ANCORA E ANCORA CONTRO OGNI FASCISMO!

Posted: luglio 1st, 2015 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Forlì, 8 luglio. ANCORA E ANCORA CONTRO OGNI FASCISMO!

ANCORA FOGLI DI VIA AGLI ANTIFASCISTI?
ANCORA E ANCORA CONTRO OGNI FASCISMO!
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

– INVITIAMO TUTTE E TUTTI LE/GLI AMANTI DELLA LIBERTÀ E LE/GLI
ANTIFASCISTE/I AL PRESIDIO DI MERCOLEDÌ SERA 8 LUGLIO:

_ORE 21:00 RITROVO PIAZZA SAFFI (pensilina);

_ORE 21:30 PERFORMANCE ITINERANTE IN CENTRO

CONTRO LE INTIMIDAZIONI DELLA QUESTURA DI FORLÌ, PER LA LIBERTÀ DI
MOVIMENTO, CONTRO RIGURGITI FASCISTI E NUOVI RAZZISMI !

Ancora una volta siamo qui a dover scrivere di due amici, di due
compagni, nella fattispecie di due anarchici che stanno subendo quella
che è una delle più vigliacche pratiche di polizia: il famigerato
“foglio di via”. Nato nell’800 e perfezionato durante la dittatura
fascista, il “rimpatrio con foglio di via obbligatorio e divieto di
ritorno” è uno degli strumenti assurdi a cui, sempre più spesso, la
polizia fa ricorso contro i movimenti sociali (ma anche contro migranti,
nuovi poveri, etc…). È una misura cosiddetta di “prevenzione”, di
natura amministrativa, con cui il Questore – a sua TOTALE discrezione –
decide l’allontanamento di una persona da un territorio in cui non
risiede. Tutto ciò in base ad un fantomatico quanto non ben specificato
indice di “pericolosità sociale”.

Negli ultimi mesi, destinatari di questa misura sono stati una ragazza
ed un ragazzo, vistisi recapitare il preavviso di “foglio di via” della
durata di 3 anni: dal comune di Forlì la prima, addirittura dalla
provincia di Forlì-Cesena il secondo.
Il loro crimine? Avere partecipato, nel febbraio scorso, ad una protesta
in piazza contro una manifestazione di “Casa Pound”; gruppo di
estrema-destra i cui membri si dicono “fascisti del terzo millennio”,
fomentando campagne d’odio contro gli immigrati e rendendosi
protagonisti di aggressioni e persino episodi di morti. Neofascisti
dichiarati, e non graditi, che hanno aperto una loro sede a Forlì nel
maggio 2014 (il circolo “Barbanera” di Via Donizetti).

Per quanto riguarda la compagna, questa è la seconda volta che subisce
il provvedimento per mano della Questura di Forlì, che contro di lei sta
dimostrando un vero e proprio accanimento. La prima volta, due anni fa,
per proteste contro lo sgombero del Maceria Occupato e per una serie di
cortei antifascisti (assieme a lei, allora, anche altri 3 compagni
anarchici avevano avuto il “foglio di via” dal Comune di Forlì, che
doveva durare tre anni ma era poi stato ridotto per tutti ad uno dopo
iniziative e proteste da parte di compagni e solidali).

Per il Questore di Forlì, Salvatore Sanna, che ha firmato i fogli di
via, non sono i fascisti il problema (ed infatti – lo abbiamo ben potuto
vedere – questi possono continuare nelle piazze ad esibirsi in saluti
romani e incitamenti razzisti). No, il vero pericolo per la tranquillità
pubblica, a 70 anni dalla “Liberazione” (e in un presente di nuovi
rigurgiti fascio-razzisti) sarebbero gli antifascisti! Ed infatti non è
la prima volta, in questi anni, che la questura forlivese se la prende
con l’antifascismo militante. Indice di un certo fastidio verso chi lo
pratica. Nell’interpretazione secondo cui è la pratica antifascista a
creare “pericolosità sociale” è chiara la volontà di espellere dal
territorio con “divieto di ritorno” l’idea dell’antifascismo militante
stesso! Un antifascismo non delegato agli organi istituzionali ma
attuato in prima persona, come è giusto che sia per chiunque conservi
ancora un briciolo di coscienza.
Ad oggi, della sessantina di antifascisti presenti a febbraio contro
“Casa Pound”, i due compagni sono gli unici di cui abbiamo conoscenza ad
essere sottoposti a questa misura repressiva. Non è da escludere, però,
che questa possa venire applicata anche ad altri antifascisti per
quella, come per altre occasioni di protesta contro le provocazioni
fasciste.
Una cosa è certa, gli anarchici come sempre sembrano essere i bersagli
privilegiati (in questi mesi si stanno celebrando, per altro, vari
processi che vedono coinvolti altri compagni – uno in particolare è a
carico di alcuni anarchici che si opposero due anni fa proprio ad un
banchetto di Casapound; anche recentemente, mercoledì 10 maggio sera, in
piazza Saffi a Forlì, vigili urbani e polizia sono interventuti in modo
violento – anche mettendo le mani addosso – verso una decina di
anarchici che stava denunciando pubblicamente il ricorso della questura
ai fogli di via, rei di aver attaccato ad un muro con delle corde uno
striscione, gravissima colpa per cui sono state minacciate nuove
denunce).

Ma una cosa deve essere detta e deve essere chiara: non importa di che
idee politiche sono i colpiti dalla repressione di oggi, perchè domani
questa potrebbe colpire altre persone. Quando colpiscono un compagno o
una compagna, un o una antifascista, colpiscono tutti! Perchè la libertà
è una e quando viene attaccata viene attaccata la libertà di tutti/e!
Dev’essere chiaro che, mentre ancora una volta si tenta di reprimere la
pratica attiva e diretta dell’opposizione ad ogni fascismo (sia quello
spicciolo dei pagliacci di “Casa Pound” che quello più ipocrita di chi
governa le città con ordinanze antidegrado, continue espulsioni di
migranti e sgomberi) sta ad ogni individuo che ha cuore la libertà, la
giustizia sociale e l’antifascismo non voltarsi dall’altra parte ma,
anzi, lottare contro la repressione e per un mondo più solidale, più
giusto e più libero.

L’ANTIFASCISMO È SEMPRE LEGITTIMO!

Assemblea Antifascista Forlivese


Libri. Antonio Senta. Utopia e azione, per una storia dell’anarchismo in Italia (1848-1984)

Posted: luglio 1st, 2015 | Author: | Filed under: libri | Commenti disabilitati su Libri. Antonio Senta. Utopia e azione, per una storia dell’anarchismo in Italia (1848-1984)

Se gli anarchici non se ne curano, la storia la faranno i loro nemici.
Gaetano Salvemini 

Dai moti del 1848 al neo-anarchismo post-’68, Senta delinea un’originale storia dell’anarchismo italiano che intreccia la grande Storia con le innumerevoli piccole storie di donne e uomini che hanno dato consistenza reale a quel cocktail unico di libertà e uguaglianza che è l’idea anarchica. Grazie a una narrazione serrata e avvincente, partecipiamo in diretta al fluire tumultuoso degli eventi che attraversano, influenzano e spesso modificano la storia d’Italia. Se non mancano i personaggi più noti, questa è soprattutto la storia corale dei tanti anonimi protagonisti che sono stati la carne viva del movimento italiano, la storia degli ideali politici e delle passioni umane che hanno messo in moto generazioni di militanti. Ne viene fuori la ricchezza di un’idea intrinsecamente plurale, sperimentale e antidogmatica che attraverso la storia si fa movimento concreto in una dimensione che lungi dall’essere solo politica è anche e soprattutto sociale ed etica.

Antonio Senta (Fiesole, 1980), ricercatore presso l’Università di Trieste, è membro del comitato scientifico dell’Archivio Famiglia Berneri-Chessa di Reggio Emilia e della collana OttocentoDuemila promossa dall’associazione Clionet.



La Storia altro non è che lo sforzo disperato degli esseri umani di dar corpo al più chiaroveggente dei propri sogni.
Albert Camus


Torino. No Tav Pride

Posted: luglio 1st, 2015 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Torino. No Tav Pride

No Tav Pride
Quattro anni. Quattro lunghi anni sono trascorsi dalle giornate della
Maddalena, quando l’area destinata a diventare cantiere venne liberata. I
giorni della Libera Repubblica finirono il 27 giugno: dopo ore di
resistenza le truppe dello Stato sgomberarono l’area, obbligandoci alla
fuga per i boschi della Ramat e per i sentieri verso Giaglione. Da quel
giorno il tricolore ha sostituito il treno crociato.
Sono stati quattro anni di lotta contro l’occupazione militare, segnati da
marce popolari e atti di sabotaggio, presidi e azioni notturne, proteste
alle caserme, assedi agli alberghi e ristoranti che ospitano le truppe,
blocchi di treni, strade e autostrade. A volte eravamo pochi altre volte
tantissimi, ogni volta ciascuno era forte dell’appoggio degli altri.

La mano dello Stato ha colpito con estrema violenza. Nel 2005 il movimento
aveva obbligato alla resa il governo. Un’onta che andava lavata ad ogni
costo: nessun esecutivo può permettere che i cittadini credano di poter
alzare la testa, costringendo lo Stato a fare marcia indietro.
Arresti, processi, condanne si sono abbattute su migliaia di No Tav. La
mannaia della Procura di Torino è calata più volte sulle nostre teste.

L’ultimo anno è stato durissimo. Sebbene il movimento abbia reagito con
intelligenza e coesione alle accuse di terrorismo, costruendo una campagna
contro la repressione di grande efficacia, tuttavia ha segnato una battuta
d’arresto sul piano delle lotte e, questione cruciale, della riflessione e
del confronto sul futuro. Ne è conseguita la rarefazione, se non la
sparizione, delle iniziative sparse sul territorio tra Torino e la
Valsusa. L’unica presenza costante sono stati i presidi bisettimanali al
cancello che a Chiomonte chiude strada dell’Avanà, una delle vie maestre
per truppe e ditte collaborazioniste.
Non ci si può accontentare di resistere perché la questione vera è
vincere, obbligare il governo a fare dietrofront, liberare le zone
occupate, far crescere i percorsi di autonomia dall’istituito, ancora oggi
ostaggio di persistenti illusioni elettorali.

L’offensiva mediatica dei nostri avversari ha costruito l’immagine falsa
di un territorio pacificato a forza, piegato dalla repressione, ridotto al
mero ruolo di testimone impotente dello scempio.

Era necessaria una risposta forte, chiara, popolare.
La manifestazione del 28 giugno nasce così.
Doveva essere ed è stata una giornata dell’orgoglio No Tav, una giornata
in cui si dimostrava nella pratica che il movimento non era sconfitto, né
impaurito, né sbandato.

Sapevamo bene che avrebbero vietato la circolazione nelle strade che,
dalla statale 24, scendono verso il cancello della centrale Iren, come
sapevamo che avrebbero dichiarato zona rossa sentieri e mulattiere.

Sapevamo che avrebbero piazzato jersey di ferro e cemento per chiudere le
strade nei pressi del ponte sulla Dora in località Gravella. Abbiamo detto
chiaro che non avremmo accattato blocchi e divieti.

Il 28 giugno l’alta Val Susa era vestita con i colori dell’estate. Un
lungo serpentone è sceso lungo la statale 24 e, senza esitare ha imboccato
la provinciale vietata dirigendosi verso i jersey. Le famiglie con
bambini, gli anziani, chi non se la sentiva si è fermato al bivio per la
Ramat, ma i più sono scesi, chi in prima fila, chi un poco più in là.
Quando i primi manifestanti si sono avvicinati, è partito un fitto lancio
di lacrimogeni che hanno reso l’aria irrespirabile per un lungo tratto di
strada.

Poi il corteo si è ricompattato ed ha guadagnato il centro di Chiomonte,
dove ci siamo rifocillati prima di imboccare via Roma, la strada che dal
paese scende verso la Dora. Anche via Roma era vietata, anche qui, dopo il
ponte, c’erano i jersey. Una lunga battitura, poi i jersey sono venuti giù
tra fuochi d’artificio e slogan: la polizia ha sparato grandi quantità di
gas nel bosco per investire i manifestanti anche durante la ritirata. Nel
frattempo un gruppetto di No Tav ha guadato la Dora ed ha beffato la
polizia violando l’area recintata infilandosi tra le vigne.
Il camion con l’amplificazione è stato fermato e due occupanti trattenuti
in questura e denunciati, altri due No Tav sarebbero stati denunciati per
resistenza aggravata.

I quotidiani del lunedì si sono scatenati, creando ad arte scenari
improbabili di Black Bloc che si sarebbero staccati dal corteo, di
divisioni tra buoni e cattivi ed altre logore favole. Chi ha coperto il
volto voleva solo difendersi da occhi e telecamere della polizia, non dal
nostro sguardo solidale, perché la scelta di violare i divieti e abbattere
gli ostacoli era stata fatta da tutti noi in assemblea.

Non abbiamo inceppato la macchina dell’occupazione militare che stringe in
una morsa un cantiere lontano chilometri. La nostra è stata un’azione
simbolica. Un gesto di orgoglio, la dimostrazione pratica, che non ci
siamo arresi né spaventati.

Un vero No Tav Pride.

Da oggi tuttavia sarà necessario riprendere i fili di un confronto a tutto
campo, per creare le condizioni perché ancora una volta il governo sia
obbligato alla resa. Se sapremo scegliere i nostri modi e i nostri luoghi
potremo rendere ingovernabile il territorio. Ovunque.
Serviranno coraggio e intelligenza. Per liberare la Maddalena, per
liberarci tutti.

Foto qui: www.anarresinfo.noblogs.org


Libri. “L’inquieta attitudine. Camillo Berneri e la vicenda politica dell’anarchismo in Italia”

Posted: luglio 1st, 2015 | Author: | Filed under: libri | Commenti disabilitati su Libri. “L’inquieta attitudine. Camillo Berneri e la vicenda politica dell’anarchismo in Italia”

Berneri_cover_solofronte

E’ uscito il Primo Libretto di “L’inquieta attitudine. Camillo Berneri
e la vicenda politica dell’anarchismo in Italia”. (pag.112), con cui si
avviano le Eizioni Kronstadt.

Chi fosse interessato, può conttattare:
: sclaudio65@gmail.com    oppure al 3489115008

PREZZI:
-1 COPIA EURO 5; ;
-DA 5 COPIE IN SU’ EURO 3,50;
-DA 10 COPIE  IN SU’ EURO 3

Qui di seguito ed in allegato si può vedere “Sommario” e “Copertina”

Sommario
Aiuti preziosi a questo primo libretto.    3
Nota editoriale    5
Note introduttive    7
PARTE PRIMA Cenni storici sull’anarchismo in Italia fino al 1914 15
1. Una questione preliminare    16
2. Dall’affermazione all’eclissi della dimensione politica    18
3. Propaganda del Fatto”, Malfattori, individualismo.    21
4. Il socialismo parlamentare.    27
5. Controtendenze e ragioni d’essere    29
6. L’impulso malatestiano e la questione “Merlino”.    33
7. La controversa età giolittiana.    37
8. Dalla nascita dell’USI alla Guerra Mondiale.    48
PARTE SECONDA Il giovanissimo Berneri nella fase ascendente
dell’anarchismo italiano    53
1. Sull’infanzia, sulle radici culturali.    54
2. Reggio Emilia socialista    57
3. Berneri nella fase socialista reggiana.    59
4. Prampolini e Berneri.    66
5. La Prima Guerra Mondiale    71
6. L’opposizione sociale alla guerra e gli anarchici.    73
7. Gli echi della rivoluzione russa.    80
8. I primi passi anarchici di Camillo Berneri    89
9. I primi scritti di Berneri anarchico    95
Elenco dei nomi    105


Reggio Emilia. Lunedì 6 luglio, prima nazionale del documentario Il sole contro

Posted: luglio 1st, 2015 | Author: | Filed under: cinema | Commenti disabilitati su Reggio Emilia. Lunedì 6 luglio, prima nazionale del documentario Il sole contro

Prima Nazionale del documentario

‘Il sole contro’

Arena Stalloni di Reggio Emilia

Via Samarotto10/e

Lunedi 6 Luglio 2015, ore 21,30

Reggio Emilia, 7 Luglio 1960, dedicato a: Lauro Farioli, Marino Serri, Emilio Reverberi, Ovidio Franchi, Afro Tondelli. Regia di Giuliano Bugani

Il collettivo Indygroundfilm e la casa editrice Bèbert Edizioni, annunciano la presentazione del documentario “Il sole contro. 7 Luglio 1960, Reggio Emilia” di Giuliano Bugani. Il documentario ricostruisce la strage del 7 Luglio 1960, avvenuta a Reggio Emilia, quando la Polizia di Stato uccise cinque manifestanti durante lo sciopero generale della CGIL contro il governo DC-MSI presieduto da Fernando Tambroni. Attraverso le voci dei presenti in piazza quel giorno, degli avvocati difensori, dei famigliari delle vittime e di alcune immagini inedite, questo documentario opera una ricostruzione della strage e una riflessione sull’accaduto. Il progetto nasce con la volontà di dare più ampio ampio respiro ai fatti del 7 Luglio che, nella loro tragica unicità, hanno segnato un momento cruciale nella vita di questo paese. Proprio per questo bisogna ricordare i morti di quel giorno, portarne avanti la memoria, chiedendo che giustizia sia fatta e vengano riconosciuti i colpevoli. Quest’anno, in occasione del 55° anniversario, il documentario verrà presentato a Reggio Emilia il 6 Luglio 2015 alle ore 21.30 presso l’Arena Stalloni.

 


Ancona. Cinema autogestito, tutti i mercoledì di luglio

Posted: luglio 1st, 2015 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Ancona. Cinema autogestito, tutti i mercoledì di luglio

CINEMA AUTOGESTITO

Piazza Palatucci (in fondo a Via Cialdini)

Tutti i mercoledì di Luglio

Vogliamo un quartiere libero e vivo..

Da mercoledì 1 Luglio alle ore 21,00 inizia il cinema autogestito, organizzato dal Gruppo Malatesta insieme ai cittadini in Piazza Palatucci con il film “Il pane e le rose”, di Ken Loach, Gran Bretagna 2001

…Maya è costretta a lasciare sua madre a Cuernavaca per emigrare clandestinamente negli Stati Uniti. Sfuggita alle mire di un rude cowboy raggiunge a Los Angeles la sorella Rosa con la quale va a vivere. Comincia con il lavorare presso un bar notturno e poi in un’impresa di pulizia. Ben presto Maya si rende conto dello sfruttamento a cui vengono sottoposti lei e i suoi compagni di lavoro e, al contrario di Rosa, vuole lottare. Grazie anche all’aiuto di Sam, un sindacalista statunitense che non ha rinunciato agli ideali. Ken Loach continua a proporci il suo cinema impegnato. Guardate il confronto duro, aspro ma carico di umanità ferita tra le due sorelle: è una pagina di impegno civile tradotto in cinema …

I successivi film saranno decisi e gestiti collettivamente dai presenti

Gruppo Malatesta Ancona

Via Podesti 14/b