NEWSCOMIDAD. LE FILODRAMMATICHE DELL’ASSISTENZIALISMO PER RICCHI

Posted: settembre 30th, 2018 | Author: | Filed under: comidad | Commenti disabilitati su NEWSCOMIDAD. LE FILODRAMMATICHE DELL’ASSISTENZIALISMO PER RICCHI

NEWSCOMIDAD

Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la voce “Commentario”.

LE FILODRAMMATICHE DELL’ASSISTENZIALISMO PER RICCHI

Dopo i numerosi assist a Matteo Salvini, i media si sono decisi a dare una mano anche a Luigi di Maio, montando un caso su dichiarazioni “confidenziali” del portavoce del Presidente del Consiglio. Gli scontati attacchi al governo si sono espressi con le consuete sfide al buonsenso. Il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, è arrivato a parlare di “purghe staliniane”, come se le eventuali rappresaglie contro i burocrati del Tesoro prospettate dal portavoce consistessero in deportazioni in Siberia e non in semplici trasferimenti ad altri uffici. Esagerazioni che hanno ancora una volta giovato al governo, che ormai lucra da mesi su questa massiccia propaganda ostile per accreditarsi come assoluta novità. (1)

Che la dichiarazione contro i burocrati del Ministero dell’Economia e Finanze sia stata effettivamente diffusa violando gli accordi, oppure che il portavoce l’abbia “affidata” apposta confidando nella malafede di Lucia Annunziata, non è molto rilevante. È da notare invece che questo scontro tra governo e burocrazie corrisponde ad una certa narrazione “colta” sugli eventi contemporanei. I redattori della rivista “Limes” ci stanno intrattenendo sullo scontro tra gli eletti dal popolo e lo “Stato profondo”, il “Deep State”, con particolare riguardo alle sempre più tumultuose vicende dell’Amministrazione del cialtrone Trump. (2)

Anche se, ovviamente, la rappresentazione offerta da “Limes” è suggestiva, qualche dubbio potrebbe sorgere. C’è infatti anche la possibilità che alla fine più delle divisioni e della sceneggiata degli scontri, funzionino i legami lobbistici, soprattutto della lobby della mobilità dei capitali. Le lobby non sono sette granitiche e centralizzate, ma cordate affaristiche che funzionano come fluidi vischiosi che permeano tutto, perciò si possono scorgervi le confluenze di interessi più inaspettate.

Tra le altre cose, oggi CialTrump è sotto tiro mediatico per il sospetto di aver attuato riciclaggio di denaro (gli Anglosassoni dicono: “lavaggio di denaro”) a favore di oligarchi russi. Ma per uno speculatore edile come CialTrump il riciclaggio è pane quotidiano da sempre. Per un riciclatore le sanzioni economiche e finanziarie costituiscono una manna dal cielo, poiché rendono indispensabile e particolarmente remunerativa la sua funzione. La contrarietà di CialTrump alle sanzioni contro la Russia potrebbe quindi essere solo di facciata, un atteggiamento da amicone su cui imbastire rapporti personali e di affari senza violare la sostanza dello statu quo sanzionatorio. (3)

Di conseguenza anche lo scontro in Italia tra “rigoristi” e “spendaccioni” potrebbe essere un gioco delle parti. Non c’è bisogno di pensare a complotti, ci basta Pirandello. Se non ci fosse il costante ricatto dell’accusa di complottismo, chiunque si accorgerebbe che qualcosa non torna. Davvero i media sono così sprovveduti da pensare di poter screditare il governo opponendogli le icone desolanti di Tobias Piller e Carlo Cottarelli? E perché gli stessi media, se veramente vogliono far cadere il governo, non danno una manina al PD a liberarsi di Matteo Renzi? Perché anzi i media continuano a trattare Renzi come se fosse il padrone per diritto naturale del PD? Possibile che non si rendano conto di compiere in tal modo una pressione in un ambiente politico così influenzabile dal mainstream?

Potrebbe quindi darsi che la permanenza di un governo che faccia da capro espiatorio per l’aumento dello spread, non sia una prospettiva che dispiaccia a tutti gli operatori finanziari. Vi sono dei precedenti. Tra il 2010 ed il 2011 venne tenuto in piedi da Napolitano il governo di un Buffone di Arcore ormai in stato di avanzata decomposizione, solo per poterlo poi incolpare della schizzata in alto dello spread.

Per i semplici cittadini italiani il percorso all’acquisto di BTP è pieno di ostacoli, mentre il banchetto degli alti interessi è riservato soprattutto agli “investitori istituzionali”, cioè le banche, le assicurazioni ed i fondi di investimento, che mediano anche gruppi industriali. Tra gli investitori istituzionali in debito pubblico, il primato va a BancoPosta, come a dire Cassa Depositi e Prestiti, cioè lo stesso Tesoro, che di CDP è il principale azionista. L’ipotesi che le manovre sullo spread ed i relativi guadagni siano del tutto estranee ad un lobbying italiano, trasversale tra soggetti privati e soggetti istituzionali, non appare perciò molto realistica. (4)

La balla che ci viene propinata da decenni è che il debito pubblico si sia gonfiato per pagare i costi del welfare. In realtà la lievitazione del debito pubblico e dei relativi interessi costituisce uno strumento per trasferire ai ricchi i proventi fiscali estorti dai redditi dei poveri. Si dice spesso che anche il ceto medio partecipa ai vantaggi del debito ed è in parte vero, ma gli alti interessi si lucrano solo sui titoli a lunga scadenza, che rimangono appannaggio degli “investitori istituzionali”.

La musica cambierebbe se il debito pubblico diventasse un prestito forzoso, un mezzo per pagare i fornitori della Pubblica Amministrazione, offrendo ovviamente in cambio la reciprocità di poter pagare le tasse con quei titoli ricevuti. La polemica antigovernativa invece continua ad accentrarsi sulla questione delle risorse che mancano, mentre invece bisognerebbe chiedersi che fine fanno le risorse che ci sono. Il famoso Decreto “Dignità” si è concretizzato in un miliardo di sgravi fiscali e contributivi alle imprese: un ulteriore esempio di assistenzialismo per ricchi. Che questi sgravi si risolvano in maggiori investimenti e maggiori assunzioni, costituisce pura illusione o pura propaganda. È più probabile infatti che gli imprenditori investano in finanza ciò che risparmiano sul fisco. (5)

27 settembre 2018

1) https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/22/laudio-di-rocco-casalino-senza-reddito-cittadinanza-pronti-a-far-fuori-tecnici-ministero-economia/4642960/

2) https://www.youtube.com/watch?v=z6QshiuQamo

3) https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-07-14/la-torre-segreti-soldi-russi-dietro-grattacielo-donald-trump-141648.shtml?uuid=AEXy2xLF

4) http://www.repubblica.it/economia/2018/05/29/news/chi_detiene_il_debito_pubblico_italiano_30_anni_di_cambiamenti-197562983/

5) http://www.lastampa.it/2018/06/30/economia/cgia-con-il-decreto-dignit-le-imprese-risparmieranno-un-miliardo-di-euro-CFgtYf8kxZfkt5DnEPqYwL/pagina.html


Sta rottura de cojoni dei fascisti: L’ultima street poster action di CHEAP

Posted: settembre 30th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Sta rottura de cojoni dei fascisti: L’ultima street poster action di CHEAP

CHEAP ha aperto la sua nuova stagione di poster nei miglior modo possibile, il collettivo bolognese ha affisso in Via San Giacomo a Bologna una serie di poster antifascisti realizzati da Testi Manifesti.

http://ilgorgo.com/cheap-poster-fascisti-bologna/


Rimini 8 settembre. Mobilitazione antifascista

Posted: settembre 4th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Rimini 8 settembre. Mobilitazione antifascista

https://www.facebook.com/notes/rimini-antifascista/appello-per-una-mobilitazione-antifascista-verso-l8-settembre-contro-forza-nuova/1934111209943468/

Appello per una mobilitazione antifascista verso l’8 settembre contro Forza Nuova
Sabato 8 settembre il partito neofascista di Forza Nuova vorrebbe sfilare a Rimini con un corteo addirittura nazionale.
Si tratta dell’ennesimo attacco (benchè finora mai di questa portata) al nostro territorio, all’interno di un progetto politico che vede le nuove destre all’assalto delle cosiddette “regioni rosse”. Non a caso nello stesso weekend anche CasaPound avrà la sua festa nazionale a Grosseto.
Ora, quel rosso che consideriamo da tempo tradito è intriso di sangue partigiano e dal sacrificio di chi ne ha raccolto l’eredità. E non è tanto il passato, ma il presente che ci mette davanti la triste realtà classista di un paese in mano a una banda di sciacalli che ha nella guerra ai poveri e nella militarizzazione della società il proprio programma politico.
A noi il compito di segnare un solco oltre il quale non è concesso a fascisti e leghisti e accoliti vari di passare. La settimana che ci separa dall’8 settembre potrebbe essere un’ottima occasione per provarci.
In tutto questo c’è qualcosa che proprio non ci va giù.
A Rimini Forza Nuova è debole, diciamo che sono poche facce del circondario che per la città nemmeno ci girano, se non scortati. Evidentemente subiscono pressioni dall’esterno perchè Rimini e la Romagna sono viste dal loro partito come un luogo di richiamo dove fare passerelle e provare a insediarsi.
E come già a luglio con i nazisti polacchi, mettono in campo un livello di mobilitazione che poi, partiti gli ospiti, non possono proprio permettersi.
Questa dinamica da colonizzatori, tipica dello squadrismo, va rotta.

Se il loro “intento” è una calata nazionale sulla città di Rimini, la risposta deve saper superare i confini cittadini ed estendere l’azione antifascista ovunque questi personaggi vivono e fanno politica: consapevoli che contro i fascisti la miglior difesa è l’attacco, facciamo appello a tutte le forze sensibili, singole e collettive, per una settimana di mobilitazione in cui ognuno come più ritiene opportuno faccia sentire ai fascisti che vivono nei propri territori che fare gli squadristi oggi in Italia è una scelta sgradita e non priva di conseguenze.
Abbiamo un governo a trazione leghista che strizza di continuo l’occhio ai neofascisti, dando contemporaneamente sempre più strumenti e copertura alle forze di polizia. Ma la nuova forza politica con cui governa tradirà gran parte delle aspettative di cambiamento di buona parte della popolazione. Non si esce dalla dittatura liberista senza rottura rivoluzionaria…
La sinistra non sa che pesci pigliare e, come sempre, fa più danni della peste.
I fascisti continueranno a sgomitare per guadagnare terreno con il servilismo e l’arrogante opportunismo che li contraddistingue.
La grossa mobilitazione neonazista di questi giorni nell’est della Germania sta lì a dimostrarcelo. Ma dimostra anche che si possono fermare.
Il nostro tempo è qui e ora, non abbiamo scelta: se non riparte adesso un ciclo di lotte proletarie e antifasciste, verremo travolti da questa immondizia della storia.
Lavoro gratuito e polizia a scuola, sgomberi in vista per case occupate e spazi sociali, precarietà e carovita dilanganti, oltre 1000 morti sul lavoro all’anno e fascisti che vorrebbero prendersi le strade copiando slogan di chi quelle strade le vive davvero, grandi opere infrastrutturali che ci cadono sotto i piedi o in testa, e in tutto questo disastro il dibattito pubblico è schiacciato sull’immigrazione…rimbocchiamoci le maniche e diamo una spallata a questo mondo in declino.
L’autunno è alle porte, poi verrà una nuova primavera.
Chiediamo a chi ha a cuore il superamento di questo nefasto presente, e alle compagne e ai compagni che ci hanno conosciuto in questi anni di mobilitarsi.
Lottando insieme possiamo cambiare il corso della storia e vincere.
Vi invitiamo a una settimana di mobilitazione antifascista e ci vediamo a Rimini sabato 8 settembre 2018, dalle ore 16.30 (maggiori dettagli in seguito).
P.s.1
Mercoledì sera si terrà un’assemblea antifascista dove si discuterà della mobilitazione (seguiranno info).
P.s.2
La sera di sabato 8 si terrà il concerto nazirock dei Legittima Offesa al Bagno Levante di Cesenatico. Chissà che qualche abitante o turista non s’incazzi e gliele suoni per le feste, così magari anche la gita a Predappio della domenica successiva (officiata dal già candidato forzanovista bolognese Padre Tam?), sarà meno divertente del previsto.
Anche dal punto di vista musicale rilanciamo spostando a Rimini il grande concerto punk hc che era previsto per la sera del 8 settembre a Forlì. Il concerto si terrà dopo la giornata di mobilitazione e sarà benefit per la libertà di chi lotta per un mondo migliore.