“Don’t let Afrin become another Kobane”

Posted: gennaio 23rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su “Don’t let Afrin become another Kobane”

Academics and international human rights activists launched a petition calling upon world powers to act against Turkish aggression against Afrin.

https://anfenglish.com/rojava/don-t-let-afrin-become-another-kobane-24280

 


Imola, sabato 27 gennaio. “Imola dal ’68 al ’77. Movimenti e gruppi extraparlamentari di sinistra”

Posted: gennaio 23rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Imola, sabato 27 gennaio. “Imola dal ’68 al ’77. Movimenti e gruppi extraparlamentari di sinistra”

Assemblea degli anarchici imolesi 

c/o Archivio Storico della FAI

Via F.lli Bandiera, 19 Imola

cortile interno, entrata dal parcheggio dell’ “Ospedale Vecchio

SABATO 27 gennaio 2017 ore 17:30

1968-1977, un “quasi decennio” che ha trasformato la società italiana a tutti i livelli.Una fase della nostra storia complessa da analizzare a causa delle sue molteplici sfaccettature e delle interconnessioni tra la dimensione locale, quella nazionale, e quella globale. Ma, anche un periodo storico spesso appiattito su definizioni troppo semplicistiche che ne colgono solo aspetti parziali, ancora appesantito da reticenze e segreti sia da parte di coloro che ne furono i protagonisti sia a livello istituzionale.

In occasione del cinquantenario dall’inizio di quella “era” una serata di dibattito su questi temi con la presentazione della tesi di laurea magistrale

Imola dal ’68 al  ’77.

Movimenti e gruppi extraparlamentari di sinistra

 presente l’autore

Filippo Servadei

Una occasione per una chiacchierata su questi eventi ormai relativamente distanti a livello temporale ma che ancora fanno sentire il loro peso. Se non altro per il fatto che spesso simboleggiano un “trauma” e che la conclusione di questa fase storica ha, sotto molti aspetti, comportato una frattura netta tra le generazioni che l’hanno vissuta, e quelle che sono venute dopo.


Davos. Ricchi e poveri

Posted: gennaio 23rd, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Davos. Ricchi e poveri

Si è aperto oggi a Davos il Word Economic Forum. Ieri Lagarde, presidente dell’FMI, il Fondo monetario internazionale, nell’aggiornamento del World Economic Outlook, commentando le previsioni di crescita dell’economia sino al 2019, ha nei fatti alluso ad una possibile fine del ciclo espansivo e ad una nuova crisi finanziaria. Inutile dire che le ricette dell’FMI sono sempre le stesse: riduzione del debito pubblico e privatizzazioni, come lievito per l’economia. 

Sempre ieri è stato diffuso il nuovo rapporto dell’ONG britannica Oxfam.
Ne emerge un pianeta dove i poveri sono sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi.
Il dossier per il quarto anno, restituisce la fotografia di un mondo in cui le disuguaglianze socio-economiche allargano sempre di più la forbice sociale.
I dati chiave del rapporto:

L’82% dell’incremento della ricchezza globale registrato nel 2017 è stato appannaggio dell’1% della popolazione più ricco, mentre il 50% più povero della popolazione mondiale non ha beneficiato di alcuna porzione di tale incremento.

L’1% più ricco della popolazione continua a detenere più ricchezza del restante 99%.

A metà del 2017 in Italia, l’1% più ricco possedeva il 21,5% della ricchezza nazionale netta. Una quota che sale a quasi il 40% per il 5% più ricco dei nostri connazionali.

Due terzi della ricchezza dei più facoltosi miliardari del mondo sono ereditati o frutto di rendita monopolistica ovvero il risultato di rapporti clientelari.

Nei prossimi 20 anni le 500 persone più ricche del pianeta lasceranno ai propri eredi oltre 2.400 miliardi di dollari, un ammontare superiore al Pil dell’India uno dei Paesi più popolosi del pianeta con 1,3 miliardi di abitanti.

Tra il 1995 e il 2016 il numero di persone che vivevano in estrema povertà con meno di 1,90 dollari al giorno si è dimezzato, eppure ancora oggi più di metà della popolazione mondiale vive con un reddito insufficiente che oscilla tra i 2 e i 10 dollari al giorno.

7 cittadini su 10 vivono in un Paese in cui la disuguaglianza di reddito è aumentata negli ultimi 30 anni.

Nel 2016 l’Italia occupava la ventesima posizione (su 28) in UE per il livello di disuguaglianza nei redditi individuali.

Nel 2015 il 20% più povero (in termini di reddito) dei nostri connazionali disponeva solo del 6,3% del reddito nazionale equivalente contro il 40% posseduto dal 20% più ricco.

Nel 2016 erano 40 milioni le persone “schiavizzate” nel mercato del lavoro, tra cui 4 milioni di bambini.

Solo nel 2016, le 50 più grandi corporation mondiali hanno impiegato lungo le proprie filiere produttive una ‘forza lavoro di 116 milioni di invisibili’, il 94% della loro forza lavoro complessiva.

A livello globale si stima che nel 2017 erano 1,4 miliardi le persone impiegate in lavori precari, oltre il 40% degli occupati totali.
Quasi il 43% dei giovani in età lavorativa a livello globale risulta disoccupato o occupato ma a rischio di povertà. In Italia il tasso di disoccupazione giovanile (18-24 anni) a novembre 2017 era del 32,7%.

A livello globale le donne subiscono in media un divario retributivo del 23% ed hanno un tasso di partecipazione al mercato del lavoro del 26% più basso rispetto agli uomini. Persino tra i ricchi si registra una sostanziale disparità di genere, 9 su 10 miliardari sono uomini.

L’Italia si è collocata all’82 posto su 144 Paesi esaminati dal World Economic Forum per il suo Global Gender Gap Index 2017. Per l’uguaglianza retributiva di genere (a parità di mansione) l’Italia si è collocata in 126esima posizione.

Nel 2016 tra i lavoratori dipendenti in Italia le donne prevalevano solo nel profilo di impiegato. Le donne rappresentavano appena il 28,4% dei profili dirigenziali nazionali.

Un AD di una delle 5 principali compagnie del settore dell’abbigliamento guadagna in 4 giorni ciò che una lavoratrice della filiera di produzione in Bangladesh guadagna nella sua intera vita lavorativa.

Questi dati rivelano che equità fiscale e aumento dei salari, le ricette indicate da Barbieri, il direttore di Oxfam italia, pur migliorando la condizione di chi lavora, non sono certo risolutive.
Non esiste alcun margine per un’ipotesi riformista.
Le insorgenze sociali vengono affrontate affinando i dispositivi securitari di controllo sociale.
La stessa industria 4.0 è al servizio di chi preferisce le macchine a lavoratori potenzialmente riottosi, specie in settori, come la logistica, dove le lotte sono in grado di mettere in difficoltà vera i padroni, facendo loro del male.

Ascolta la diretta dell’info di Blackout con Andrea Fumagalli, docente di economia all’università di Pavia, collaboratore di Effimera.

http://radioblackout.org/2018/01/davos-ricchi-e-poveri/


Nuovo sito del Centro Studi F.S. Merlino

Posted: gennaio 5th, 2018 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Nuovo sito del Centro Studi F.S. Merlino
Dal 1° gennaio 2018 è attivo il nuovo sito del Centro Studi F.S. Merlino. Per accedervi, si utilizza ancora il vecchio indirizzo:   http://www.centrostudifsmerlino.org/
Il nuovo sito risulta piuttosto simile (anche se non uguale) al vecchio nella grafica, ma è stato notevolmente potenziato nelle funzioni e arricchito nei contenuti.
Nel sito è riportato in evidenza, in un riquadro nella colonna a destra, il link diretto al sito della Biblioteca Borghi.