Milano. Venerdì 28 novembre. Gli ammutinati delle trincee

Posted: novembre 24th, 2014 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Milano. Venerdì 28 novembre. Gli ammutinati delle trincee

ammutinati trincee


Anarres-info. No Tav, Eternit, bolletta del gas, Lazzaro-ni, Grecia, sanità, Tor Sapienza, 14N….

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Anarres-info. No Tav, Eternit, bolletta del gas, Lazzaro-ni, Grecia, sanità, Tor Sapienza, 14N….

Appuntamenti

Sabato 22 novembre
Corteo No Tav a Torino
Ore 15 piazza Castello

Qui puoi leggere comunicati e appelli per la giornata di lotta.

Qui potete leggere il comunicato di solidarietà della CdC della Federazione Anarchica Italiana

Con Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò

Venerdì 14 novembre, a Torino, la pubblica accusa ha chiesto 9 anni e mezzo per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, in carcere dal 9 dicembre 2013. I quattro No Tav sono processati per l’azione di lotta al cantiere di Chiomonte della notte fra il 13 e 14 maggio 2013. Quella notte venne danneggiato un compressore, nessuno rimase ferito. La pratica del sabotaggio non violento è stata fatta propria dall’intero movimento, che l’ha discussa ed approvata in assemblea.

La Federazione Anarchica Italiana esprime la propria solidarietà a tutti gli attivisti No Tav, vittime della repressione e ribadisce il proprio impegno per la liberazione dei quattro compagni sotto processo e degli altri tre arrestati lo scorso luglio per la medesima iniziativa di lotta.
Il comportamento della Procura di Torino, col suo insistere con l’accusa di terrorismo, nonostante il pronunciamento avverso della Cassazione, assume sempre più le forme di una rappresaglia.

Il 14 novembre le piazze erano piene di lavoratori, precari, studenti, disoccupati combattivi in lotta contro lo Stato che impone i sacrifici, la disoccupazione, il restringimento degli spazi di libertà; mentre l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato lascia intendere che i costi dell’opera sono divenuti insostenibili, e lo stesso Governo è costretto a chiedere un’indagine sulla redditività del Tav.
Il governo cerca di imporre quest’opera inutile, dispendiosa e dannosa con l’occupazione militare della Val Susa, con la corruzione, la menzogna e la violenza in spregio alle ragioni della popolazione. Ma, a quasi venticinque anni dalle prime lotte, l’opposizione al Tav si è diffusa in tutta Italia. In queste settimane si sono aperte piccole crepe anche sul fronte istituzionale: si va dall’arresto per turbativa d’asta di un noto imprenditore segusino divenuto simbolo di propaganda “Sì Tav”, ai dubbi di RFI sulla convenienza economica dell’opera.
Malgrado queste ovvietà, lo Stato vuole esercitare la vendetta sui compagni che con più coraggio e decisione si sono opposti alla devastazione ambientale, allo sperpero delle risorse, ad un’idea di benessere che bada al profitto di pochi e sacrifica la vita, la salute e la libertà dei più.
Sperano di piegare un’intera valle schiacciando sotto il peso di quasi dieci anni di galera quattro No Tav. Sappiamo che non ci riusciranno. Oltre due decenni di lotta No Tav lo dimostrano.

La Federazione Anarchica Italiana rispondendo all’appello dei comitati No TAV per una settimana di lotta nei vari territori dal 15 al 22 novembre, si impegna a partecipare e ad organizzare iniziative pubbliche di solidarietà e invita tutti coloro, singoli e associazioni, che in questi anni si sono riconosciuti nelle lotte e nelle pratiche del movimento No TAV, a rispondere all’appello e a partecipare alle iniziative che saranno organizzate su tutto il territorio nazionale.

Qui la cronaca e le foto della serata di lotta ai cancelli della Centrale del 14 novembre

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Martedì 25 novembre
Educare per la libertà
Incontro su pedagogia libertaria e scuole autogestite
Interverrà Francesco Codello della rete delle scuole libertarie
ore 21 corso Palermo 46
Qui puoi ascoltare l’intervista di Anarres a Codello che presenta la serata

Anteprima. Domenica 23 – intorno alle 16,30 – incontro tra Francesco Codello e un gruppo di uomini e donne con figli per un workshop sulle possibilità di mettersi in rete per offrire ai bambini un’educazione libertaria. Chi fosse interessato chiami questo numero: 338 6594361

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Venerdì 28 novembre
Con i Venti in poppa!
Festa
per i primi vent’anni della FAT
ore 20 cena benefit a seguire concerto con i Suoni erranti dal Salento
in corso Palermo 46

Approfondimenti, articoli, interviste:

La strage dell’Eternit e un compressore bruciato
(…) Non possiamo non rilevare il trattamento differenziale che viene posto in atto dallo stato italiano tra chi, accusato di avere cagionato la morte di migliaia di lavoratori in nome del profitto viene assolto e chi, accusato di avere incendiato un compressore, rischia dieci anni di carcere e in carcere si trova già da un anno, tra l’altro in sezione di alta sicurezza e in isolamento.

Non ce ne stupiamo: i dirigenti della multinazionale Eternit hanno agito all’interno del sistema capitalista, di una società basata sullo sfruttamento del lavoro e la distruzione ambientale mentre i No Tav hanno agito coscientemente al di fuori da questo sistema affermando la necessità, qui e ora, di una società basata su rapporti tra liberi ed eguali e una diversa gestione del territorio.

Perché è il territorio, l’ambiente su cui viviamo, uno dei fulcri di queste due vicende: un territorio distrutto da decenni di politiche industriali deliranti, inquinato, sottoposto alla cementificazione e all’urbanizzazione selvaggia. Negli ultimi mesi abbiamo ben visto quali sono i risultati del dissesto idrogeologico causato dalla logica speculativa del guadagno a tutti i costi. E il movimento No Tav, come tutti i movimenti che dal basso si oppongono a queste politiche scellerate e criminali, ha messo in crisi la devastazione ambientale bloccando una grande opera inutile e dannosa.

É per questo che Claudio, Chiara, Mattia e Nicolò rischiano di passare i prossimi anni in galera: per avere difeso la libertà di tutti di vivere in un territorio non devastato, di non essere pedine da mandare a macello in nome del profitto.

Sappiamo benissimo che dietro il TAV si muovono gli interessi della grande industria e della grande finanza italiana, legale e non. Sappiamo benissimo che dietro alla strage dell’amianto si sono mossi gli stessi interessi.
Terrorista è chi devasta, bombarda e sfrutta

(da un testo della FAI Reggiana)

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Soggettività e conflitto
Lo sciopero generale del 14 novembre ha innescato un vivace dibattito sulle forme del conflitto, sul determinarsi delle soggettività, sulla territorializzazione delle lotte, sulla condizione precaria e sullo strumento stesso dello sciopero.
Vi rimandiamo alle cronache torinesi e ad un articolo uscito su Umanità Nova, che ha provato a tematizzare le questioni sul tappeto. Anarres, prendendo spunto dalle cronache e dalle riflessioni sul 14N, ha aperto un dibattito, che ci auguriamo il più possibile aperto, approfondito, plurale.
Un primo confronto si è aperto con Salvo Vaccaro docente di filosofia politica all’Università di Palermo.
Ascolta la chiacchierata

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Gas, ENI, Russia. Soldi e propaganda
L’inverno alle porte si è aperto con una campagna mediatica all’insegna della paura. Paura che la Russia chiuda i rubinetti del gas o alzi il prezzo, dopo le sanzioni dell’UE per la crisi Ucraina.
Un buon modo per scaricare sulla Russia la responsabilità delle bollette in continua crescita.
Ma come stanno davvero le cose? Se veramente c’é la crisi perchè tra le voci delle nostre bollette c’é l’ammortizzazione del rigassificatore di Livorno completato oltre un anno fa e mai entrato in funzione?

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Lazzaro-ne in Clarea
La scorsa settimana è stato arrestato ed è ai domiciliari Ferdinando Lazzaro. L’accusa? Turbativa d’asta. Era falsa la fidejussione con la quale l’ex titolare della fallita Italcoge, si comprò un ramo d’azienda, costituendo l’Italcostruzioni, che ereditò l’appalto per lavori al cantiere di Chiomonte. E’ lui l’anima nera del Consorzio Valsusa, costituito per mettere mano e bocca nell’affare TAV.
Lazzaro subì anche qualche sabotaggio ai mezzi della sua ditta. Era l’estate del 2013. Fu allora che Lazzaro divenne un’icona mediatica. Era sempre in TV a piangere e bussare per avere risarcimenti superiori a quelli che gli avrebbe dato l’assicurazione.
Per i No Tav l’imprenditore segusino era già salito agli onori delle cronache il 27 giugno del 2011. Era sua la ruspa scortata da migliaia di agenti che abbatté la barricata lungo l’autostrada, dando il via allo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena. (…)

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Grecia. L’ombra del fascismo
Il 17 novembre è la data simbolo della rivolta che portò alla caduta della dittatura dei colonnelli. Il 17 novembre del 1973 gli studenti del Politecnico di Atene insorsero: la rivolta venne repressa nel sangue e almeno 41 studenti furono uccisi dalla polizia.
L’episodio infiammò la Grecia ed il regime sponsorizzato dalla CIA e dagli Stati Uniti, venne spazzato via.
Ogni anno, in memoria di quell’episodio che ha segnato la storia del paese, gli studenti muovono dal Politecnico in direzione dell’ambasciata statunitense. Ogni anno ci sono scontri, quelli del 2014 sono stati molto violenti.
Quest’anno il governo Samaras ha voluto dare un segnale che l’aria è cambiata. (…)

Un altro segnale arriva dal fronte dell’immigrazione. Il 17 novembre è stato scelto anche dagli immigrati del centro di detenzione di Amygaleza per iniziare uno sciopero della fame. Protestano per la morte di Mohamed Asfak, un ragazzo pachistano di 26 anni. Mohamed è morto il 6 novembre, ma stava male da giugno. Nel  detenzione di Corinto dov’era rinchiuso scoppiò una rivolta. Mohamed subì un pestaggio che gli procurò gravi danni all’apparato respiratorio. Nonostante le sue proteste e quelle dei suoi compagni di prigione, non fu mai curato. La sua morte è un omicidio di Stato. (…)

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Sanità. La mannaia di Saitta

Tor Sapienza. Discariche sociali

Torino 14N. I vasi non comunicanti
Cronaca e riflessioni sullo sciopero del 14 novembre a Torino

Per info e approfondimenti:

www.anarresinfo.noblogs.org


Imola. Sabato 29 novembre. “IN PRIMA PERSONA AUTOBIOGRAFIA DI UN’ANARCHICO”

Posted: novembre 24th, 2014 | Author: | Filed under: libri | Commenti disabilitati su Imola. Sabato 29 novembre. “IN PRIMA PERSONA AUTOBIOGRAFIA DI UN’ANARCHICO”

CONVERSAZIONI ALL’ARCHIVIO

SABATO 29 NOVEMBRE 2014 ore 17:00

 Archivio Storico della FAI

Via F.lli Bandiera, 19 Imola

cortile interno, entrata dal parcheggio dell’ “Ospedale Vecchio

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Sarà presente l’autore

“IN PRIMA PERSONA AUTOBIOGRAFIA DI UN’ANARCHICO”

di RINO ERMINI

edizioni La Rivolta 2014

 “Ho scritto perché penso che ciascuno di noi che nella vita abbia lottato per un ideale e un mondo migliore debba lasciare memoria di sé.. Non importa quanto ha fatto: poco o tanto che sia, credo importante lasciarne traccia e farlo sapere”

Assemblea degli anarchici imolesi

Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana

Circolo Studi Sociali Errico Malatesta


Modena. Novembre a Libera Officina

Posted: novembre 19th, 2014 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Modena. Novembre a Libera Officina

Libera Sab 29 Nov

Libera 22-novembre 2014

-Venerdì 21 Novembre-
Ore 20.30 Cena Benefit Denunciati. Prenota.
Una grandiosa Cena con Lasagne Vegan con condimenti Vegan e Non,
più tanto altro a 6 euro+il bere.
A seguire non ci saranno più i Concerti, discuteremo eppoi chiusura max alle 2.

-Sabato 22 Novembre-
LIBERA HARDCORE FEST con:
+Attrito (Trento Hardcore)+Congegno (Trento Hardcore)
+My Own Voice (Milano Hardcore)+Protection Zero (Fanalini di coda della scena HC da Piacenza)
+First Brawl (Modena Hardcore)

-Domenica 23 Novembre-
Ore 15 Incontro con Coordinamento Migranti di Bologna ed il costituendo Coordinamento Migranti di Modena.

-Martedì 25 Novembre-
Mercatino Rossonero
Ore 18 “Il Miele in Tutte le Salse”+MercaBio+Birra Autoprodotta ecc ecc

-Venerdì 28 Novembre-
Nuovo obiettivo: 8120 euro per i processi dei centri sociali Libera, Rivoluzio e Soverte di Modena e provincia.
In solidarietà alle decine di persone denunciate suoneranno:
-Eco (Punk/hardcore da Saronno);
-Call The Cops (Raw Punk da Bologna);
-Dystopian Society (Dark Punk da Firenze);
-To Ashes (Hardcore da Bologna);-

-Sabato 29 Novembre-

Sabato 29 Novembre, alla Libera Officina, nella giornata organizzata da USI-MO,
alle ore 23 Grande Concerto dell’Orchestra Rosichino,
Spaghetti Samba da Bologna.

APPELLO APPELLO
Dopo l’arrivo delle spese per il processo dello Spazio Anarchico SOVERTE, 3.718 euro, il totale da raccogliere per i processi (LIBERA-RIVOLUZIO-SOVERTE) sale a 8.120 euro.
Lanciamo quindi un appello alle compagne, ai compagni, ai solidali, ai gruppi musicali, di Sottoscrivere, dare DISPONIBILITA’ alle serate (sia per autogestire che per suonare), ORGANIZZARE a Libera o Altrove iniziative Benefit, darci una mano a PUBBLICIZZARE e a DIFFONDERE quelle già in programma.

http://www.libera-unidea.org/home.htm


Senzapatria news

Posted: novembre 19th, 2014 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Senzapatria news

Senzapatria. Morire per la Patria… morire per niente!


Bologna. Dalla Palestina alla Rojava: resistenza e rivoluzione libertaria

Posted: novembre 19th, 2014 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Bologna. Dalla Palestina alla Rojava: resistenza e rivoluzione libertaria

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Dalla Palestina alla Rojava:
resistenza e rivoluzione libertaria

In questi ultimi anni il Medio-Oriente è stato attraversato da tensioni, insorgenze, conflitti sempre più diffusi.
Non da ultima, la resistenza di uomini e donne appartenenti alle tante comunità che compongono il Rojava (regione settentrionale della Siria con alta presenza kurda) ha colpito profondamente l’immaginario di tutto il mondo, rendendo visibile la costruzione di un’alternativa che coniuga libertà e giustizia.
Cosa che invece è stata fatta in quelle aree grazie allo sviluppo di un confederalismo dal basso, libertario. Grazie all’autogestione delle singole comunità federate tra loro, al processo di emancipazione delle donne, nonostante una cultura di fondo patriarcale, e anche alla partecipazione di tutti e tutte alla gestione dell’autodifesa.Proprio quest’utopia che si sta materialmente costruendo, attraverso la tenacia di tutti e tutte coloro che la difendono, è l’obbiettivo delle armate degli integralisti dell’ISIS, che da mesi assediano la città di Kobane.
Il cosiddetto Stato Islamico si avvale dei finanziamenti di Qatar, Arabia Saudita e Turchia. Fra l’altro il governo turco è il maggiore acquirente del petrolio prodotto nei territori occupati dall’ISIS e blocca i suoi confini affinché i/le combattenti kurdi/e che difendono Kobane non possano avere rifornimenti e i profughi dei corridoi di fuga.
A differenza degli inconcludenti raid aerei statunitensi, in questa situazione un ruolo importante è svolto dai gruppi radicali e anarchici turchi, che si sono esposti in prima persona per sostenere la resistenza del Rojava e permettere ai profughi civili di entrare in Turchia, tagliando le reti e facendo da scudi umani.
Questa situazione è strettamente interrelata al conflitto siriano e alle forze che in quel campo si muovono, ma parla anche all’esperienza della resistenza palestinese aprendo inedite prospettive e riflessioni.
Per approfondire il contesto e i movimenti sociali che oggi vi avvengono abbiamo organizzato tre iniziative:

  • Collettivo Exarchia – 20 novembre – ore 17 – Scienze Politiche, Strada Maggiore, 45
    Discussione con due compagni della Federazione Anarchica Livornese che hanno vissuto quei luoghi e conosciuto il contesto, e direttamente via internet con un compagno turco della DAF (Devrimci Anarşist Faaliyet – Azione Anarchica Rivoluzionaria).
  • XM24 – 26 novembre – ore 19 – via Fioravanti, 24
    Est Mediterraneo: “Dal conflitto in poi”. Confronto sulla vicenda siriana e palestinese attraverso l’incontro con Shadi, rifugiato palestinese nato in Siria che ora vive in Italia. La sua vita è raccontata nel documentario che verrà proiettato “Isti’mariyah – controvento tra Napoli e Baghdad” di Michelangelo Severgnini. Sarà presente anche il regista. Con la partecipazione di Produzioni dal Basso.
  • Circolo Anarchico “C. Berneri” – 28 novembre – ore 19 – piazza di P.ta S. Stefano, 1
    Proiezione di alcuni documentari sulla resistenza di Kobane e l’esperienza del Rojava, dibattito sul ruolo del movimento anarchico a sostegno e all’interno di questo percorso.

Circolo Anarchico “C. Berneri” – Collettivo Exarchia – Spazio Pubblico Autogestito XM24


Il “Piano aperto”. Carlo Doglio e Bologna

Posted: novembre 17th, 2014 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Il “Piano aperto”. Carlo Doglio e Bologna

IL “PIANO APERTO”

CARLO DOGLIO E  BOLOGNA

Giornata di studio, accompagnata da un’esposizione, in occasione del centenario della nascita di Carlo Doglio (1914-2014)

a cura di

Stefania Proli

Dipartimento di Architettura – Università di Bologna

 

@Auditorium Biagi/ Urban Center

(Sala Borsa – Piazza Nettuno 3, Bologna)

 

Data seminario: 27 novembre 2014 (ore 10:00-13:30 e 14:30-16:30)

Date mostra: 27 novembre – 7 dicembre 2014

(Inaugurazione mostra: ore 16:30)

 

In collaborazione con

Urban Center Bologna

Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” (BLAB)

 

 

Con il patrocinio di

Dipartimento di Architettura – Università di Bologna

Comune di Bologna

INU – Istituto Nazionale di Urbanistica

Cineteca di Bologna

IBC-Istituto Beni  Artistici, Culturali e Naturali

Note sulla mostra

A cura di Stefania Proli, la mostra “Il piano aperto”. Carlo Doglio e Bologna è composta da pannelli che ripercorrono la biografia intellettuale di Doglio – con particolare riferimento al suo legame con la città di Bologna – e da una selezione del materiale multimediale disponibile su di lui, fra cui: i documentari realizzati per la mostra di urbanistica alla X Triennale (1954), curata insieme a Giancarlo De Carlo, Ludovico Quaroni e Elio Vittorini; le puntate del programma televisivo “Tra ieri e oggi. La città” (1977), condotte con Giuseppe Samonà e trasmesse sulle reti della RAI; alcune interviste a architetti realizzate per la RAI in occasione del seminario internazionale “La rinascita della città” (Bologna, 1982). Molti dei documenti esposti alla mostra (fotografie, lettere, libri, riviste, etc.) provengono dal Fondo Carlo Doglio presso la BLAB di Castel Bolognese.

 

  1. Descrizione dell’iniziativa per il centenario

 

Ma che razza di piano, o meglio quale società, vogliamo? Piano rigido vuol dire società rigida, metafisicamente preordinata secondo schemi astratti che chiedono alle rilevazioni una conferma, e cancellano qualunque dimostrazione contraria. Il piano aperto, flessibile, continuamente ricontrollato e confermato dalla realtà, continuamente ricreato dall’azione degli uomini sulle cose e delle cose sugli uomini, è evidentemente l’ideale”

  1. Doglio, Come l’albero dalla terra e dalla roccia l’acqua e dall’uomo l’amore. Un dibattito sulla pianificazione regionale (I), in “Comunità”, 94, 1961, p. 41-42.

 

Questo progetto intende ricordare il centenario della nascita di Carlo Doglio, urbanista “sui generis” di cultura anarchica che ha contribuito a diffondere e sperimentare in Italia l’urbanistica “dal basso”, ovvero un progetto di organizzazione del territorio incentrato sui principi del decentramento e dell’autonomie delle comunità insediate, da costruire attorno a un piano aperto.

Nato a Cesena nel 1914, Doglio si trasferisce all’età di diciotto anni a Bologna, città in cui compie gli studi universitari e si laurea in Giurisprudenza nel 1936. Arrivato precocemente all’antifascismo, svolge attività clandestina contro il regime e prende parte poi alla Resistenza in Romagna e a Milano. Aderisce in quegli anni al movimento anarchico, di cui diviene negli anni del secondo dopoguerra un esponente di primo piano e un attivo militante e propagandista. Di vasti interessi culturali, in relazione con molti noti intellettuali (tra cui Antonio Banfi, Elio Vittorini, Franco Ferrarotti, Aldo Capitini, Giancarlo De Carlo, Franco Fortini), si interessa inizialmente di cinema ma presto orienta i suoi studi verso l’urbanistica, interpretata in senso marcatamente libertario attraverso il pensiero di autori come Kropotkin, Geddes e Mumford. Lavora a Milano per la Mondadori e poi a Ivrea per Adriano Olivetti. Dal 1955 al 1960 si trasferisce a Londra, dove tra l’altro collabora ai programmi della BBC e della RAI. Si allontana in quegli anni progressivamente dall’anarchismo, fino ad aderire al Partito socialista e poi al Psiup. Rientrato in Italia, trascorre alcuni anni in Sicilia collaborando con Danilo Dolci. Intraprende poi la carriera universitaria. Dopo avere insegnato nelle Università di Palermo, Napoli e Venezia, conclude la sua carriera di docente come titolare della cattedra di “Pianificazione e organizzazione territoriale” alla Facoltà di Scienze Politiche a Bologna, città in cui stabilisce definitivamente la sua residenza a partire dai primi anni Settanta. Si riavvicina in quegli anni all’anarchismo, su posizioni marcatamente nonviolente. A queste concezioni resta poi fedele fino alla morte, avvenuta a Bologna nel 1995.

Oggetto dell’iniziativa è tracciare l’eredità di Carlo Doglio all’interno dell’ambiente culturale della città di Bologna (con particolare riferimento al dibattito urbanistico che ha dominato gli anni delle grandi riforme amministrative e delle politiche per il decentramento), a partire dal concetto di piano aperto. Il piano aperto si presenta infatti come un’immagine che riflette la biografia di Carlo Doglio ed il suo approccio alla pianificazione urbanistica: un incontro caratterizzato da deviazioni di percorso, sconfinamenti nelle altre discipline Non a caso, prima ancora che nel mondo dell’architettura e dell’urbanistica, il nome di Carlo Doglio figura in altri contesti. Tra i protagonisti della Resistenza, la sua fama è legata innanzi tutto al mondo dell’anarchismo, ambiente cui tutt’ora viene prevalentemente associato.

Non si è infatti mai occupato di pianificazione urbanistica in senso stretto. “Pianificatore autobiografico”, “intellettuale umanistico”, urbanista “libertario”, “eretico” ed “eccentrico”, gli appellativi a lui associati si devono non solo ai suoi continui sconfinamenti nella sfera politica, ma anche alla molteplicità dei ruoli da lui ricoperti senza alcun tipo di pregiudizio del confine disciplinare: editore, segretario, traduttore, pubblicista, docente, sociologo, riformatore sociale, conferenziere, e uomo politico (nella sua accezione più letterale, in quanto attivista sociale e civile). In tutti i contesti in cui è coinvolto, Carlo Doglio dimostra una forte apertura nei confronti di tutte quelle forze (politiche, culturali, sociali) impegnate in un processo di trasformazione della società “dal basso”.

Condivide con tanti altri intellettuali della sua generazione quella incessante ricerca, tipica del dopoguerra, mirata allo studio e all’individuazione di possibili nuovi modelli sociali e degli approcci disciplinari più adatti ad interpretare il territorio e dar voce alle comunità insediate. In un clima urbanistico che si confronta con la ormai pienamente avvertita crisi del funzionalismo e che si misura in maniera allargata con tutte le tematiche necessarie per la ricostruzione di un’Italia uscita, dopo la guerra, dal lungo ventennio fascista, Doglio si avvicina all’urbanistica perché riconosce nei canali d’azione di questa disciplina l’opportunità di poter contribuire, attraverso l’enunciazione dei valori a lui più cari, all’edificazione di un nuovo sistema di relazioni sociali, e da qui costruire una città basata su solidarietà e cooperazione all’interno della prospettiva anarchica proposta da liberi pensatori come Kropotkin e Reclus. Attraverso la sua attività, Doglio contribuisce ad allargare e definire il campo della pianificazione urbanistica come un’attività non solo progettuale, ma anche processuale e dialogica, ridefinendo e ampliando il ruolo del sapere tecnico in una pluralità di compiti in cui il ruolo dei cittadini viene ad assumere una posizione centrale per l’attuazione del piano in azioni concrete.

 

L’idea di piano aperto suggerita da Doglio si presenta perciò come una fra le possibili riposte avanzate per interpretare l’esigenza di pianificazione decentrata del territorio che, a partire dal secondo dopoguerra, domina il dibattito urbanistico italiano, trovando nella città di Bologna un luogo di sperimentazione politica e sociale.

Denunciando con largo anticipo la crisi del piano “autoriale”, Doglio immagina il piano come un processo collettivo e pluralistico da costruire attraverso l’azione sociale degli abitanti. E il territorio come un sistema aperto in cui è ammesso il disordine e si negano i rapporti di dominio aprendosi alla benevolenza, alla simpatia, alla condivisione. La posizione assunta da Doglio si confronta in maniera diretta e indiretta con l’esperienza del decentramento bolognese (attraverso cui l’amministrazione comunale ricerca nuove forme, strumenti, modelli per rispondere alle esigenze dettate dal progetto di riforma dell’ordinamento regionale e, allo stesso tempo, interpretare le istanze di partecipazione del tempo), allargando il dibattito anche alla ridefinizione dei principi e delle finalità della pianificazione urbanistica.

Il centenario della nascita di Carlo Doglio si presenta perciò anche come un’occasione per riflettere su cosa significa oggi parlare di piano aperto. Carlo Doglio ci suggerisce che per arrivare al piano aperto l’urbanistica deve iniziare a ragionare in modo sistematico non sulla necessità di cambiare le regole, ma di riformulare la struttura organizzativa del suo pensare e agire. Attraverso la giornata di studio e la mostra si vuole riflettere sui percorsi intrapresi (e da intraprendere) in questa direzione.

Giornata di studio

SALA BORSA – AUDITORIUM ENZO BIAGI

 

10.00     Saluti

Daniele Doglio

Simona Tondelli UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Mario Piccinini INU–ISTITUTO NAZIONALE DI URBANISTICA

 

10.30     Apertura dei lavori

Imparare dalle biografie degli urbanisti?

 

Un approccio autobiografico all’urbanistica

Stefania Proli UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

 

La doppia faccia della biografia

Patrizia Gabellini ASSESSORE URBANISTICA, CITTÀ STORICA E AMBIENTE – COMUNE DI BOLOGNA

Doglio e la tradizione regionalistica e anarchica

Chiara Mazzoleni UNIVERSITÀ IUAV DI VENEZIA

 

11.30     Testimonianze

Carlo Doglio e la cultura bolognese degli anni sessanta e settanta

Chairman: Piero Secondini URBANISTA

 

Doglio sotto i portici

Andrea Emiliani STORICO DELL’ARTE

Qualche cosa di Doglio a Bologna, dalla fine degli anni ’60 al 1995

Raffaele Mazzanti ARCHITETTO E URBANISTA

 

Attualità della pianificazione dal basso: Carlo Doglio come traghettatore efficace

Franco La Cecla ANTROPOLOGO E SAGGISTA

 

12.30     Intrecci

Un approccio “irregolare” all’urbanistica

Chairman: Patrizia Bonifazio POLITECNICO DI MILANO

 

L’anarchismo di Doglio

Gianpietro Berti UNIVERSITÀ DI PADOVA

 

Carlo Doglio e l’esperienza dei Cineguf a Bologna

Roberto Chiesi CINETECA DI BOLOGNA

 

Il viaggiatore inquieto. Carlo Doglio dall’inchiesta sociale al piano della partecipazione

Pier Paola Penzo UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

 

13.30-14.30         Pausa pranzo

 

SALA BORSA – ALTELIER URBAN CENTER

 

14.30     Tavola Rotonda

Il piano aperto

Chairman: Gabriele Corsani UNIVERSITÀ DI FIRENZE

 

Intervengono:

Walter Vitali LABORATORIO URBANO, Pierluigi Cervellati ARCHITETTO E URBANISTA, Vittorio Capecchi UNIVERSITÀ DI BOLOGNA, Letizia Montalbano SOCIOLOGA, Mauro Bertagnin UNIVERSITÀ DI UDINE, Marzia Marchi UNIVERSITÀ DI BOLOGNA, Francesco Evangelisti COMUNE DI BOLOGNA

 

Dibattito

 

Inaugurazione mostra

SALA BORSA – SPAZIO ESPOSITIVO URBAN CENTER

 

16.30     Intervengono: Stefania Proli UNIVERSITÀ DI BOLOGNA, Gianpiero Landi BLAB, Giovanni Ginocchini URBAN CENTER BOLOGNA, Piero Orlandi IBC, Valentina Orioli UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Pieghevole_Doglio_CENTENARIO


Ancona, 19 novembre. “Autogoverno e resistenza popolare in Rojava”

Posted: novembre 16th, 2014 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Ancona, 19 novembre. “Autogoverno e resistenza popolare in Rojava”

iniziativa kobane an

Mercoledì 19 novembre, ore 21, presso la sede del Malatesta di Ancona (Via Podesti 14), incontro su “Autogoverno e resistenza popolare in Rojava”. Ne parliamo con Ferat e Ezel del MED – centro interculturale curdo di Torino e con Daniele Pepino, curatore dell’opuscolo “Dai monti del Kurdistan”


Rimini, 17 novembre. Il popolo kurdo tra Resistenza e Autonomia

Posted: novembre 14th, 2014 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Rimini, 17 novembre. Il popolo kurdo tra Resistenza e Autonomia

kobane-def

Kobane è sotto attacco da oltre due mesi.

Ma cosè Kobane e chi l’attacca e perché?

Kobane fa parte della confederazione autonoma del Rojava, un esperimento rivoluzionario di altra organizzazione economico-sociale e politica nel cuore del medio oriente infiammato da immensi interessi capitalistici e guerre imperialiste occidentali, sciovinismi religiosi, teocrazie e petromonarchie.

È in questo territorio che il popolo kurdo lotta per la propria autonomia, e quella di chi vuole liberarsi della presenza barbara dello sfruttamento capitalista e delle sue guerre, delloppressione dello stato e dei fanatismi religiosi. In Siria, sul confine turco, una sollevazione di uomini e donne sta dimostrando che si può vive re senza sfruttamento del capitale sulla popolazione, e senza oppressione delluomo sulla donna. Un esperimento vivo di comunismo meticcio, ecologista e femminista.

Per questo l’Isis, la Turchia e l’Occidente attaccano così pesantemente la rivoluzione del Rojava.
Perché la sua resistenza popolare armata sta dimostrando che non solo unalternativa ideale allideologia dominante è possibile, ma può concretamente applicarsi, resistere e ci auspichiamo vincere, qui e ora. Questa è la sua potenza.

Per sostenere questa forza rivoluzionaria dobbiamo mettere in moto processi virtuosi di informazione e solidarietà popolare.

Con il popolo kurdo, per l’autonomia

 


Sciopero 14 novembre. Esodo, conflitto, autogestione Senza servi, niente padroni

Posted: novembre 14th, 2014 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Sciopero 14 novembre. Esodo, conflitto, autogestione Senza servi, niente padroni

Esodo, conflitto, autogestione
Senza servi, niente padroni

Renzi ha calato le sue carte. Carte pesanti. A Torino i numeri dei disoccupati, dei precari, dei senza casa, dei senza futuro non sono statistica ma innervano il tessuto sociale.
Il gioco di Renzi è volgare ma abile. Dopo decenni di erosione di libertà, quei pochi che ancora ne godono possono essere dipinti come “vecchi” privilegiati. Chi è nato precario, chi a trent’anni ha una laurea e risponde al telefono, chi a 29 si ritrova ad essere un apprendista licenziato per sempre, non ha mai conosciuto le tutele dell’articolo 18.
Il PD targato Renzi cerca di contrapporre i figli disoccupati ai padri costretti a lavorare sino alla tomba.
È la fine di ogni finzione socialdemocratica. I figli della crisi stanno imparando ad attraversarla, agendo forme di conflitto che provano a di ri-definire un terreno di lotta che getti la questione sociale nel tessuto vivo delle nostre città. Una strada ancora in salita in cui la violenza della polizia si intreccia con la rassegnazione di tanti. Ancora troppi.
Il movimento di lotta per la casa, i facchini che bloccano i gangli della circolazione delle merci, ultimo nodo materiale, nella smaterializzazione e parcellizzazione delle produzioni e dei contratti, sono i segni – per ora ancora troppo deboli – di un agire che si emancipa dal piano meramente rivendicativo e scende sul terreno della riappropriazione diretta.
La crisi e la macelleria sociale che ci è stata imposta, la perdita irreversibile di un ampio sistema di garanzie e tutele, la fine dello scambio socialdemocratico tra sicurezza e conflitto, ci offre la possibilità di agire lotte che si emancipino dall’illusione della tutela statale.
Senza dimenticare che il rinnovato vigore della destra alimenta steccati e soffia sul fuoco della guerra tra poveri. Se non riusciremo a creare un ponte tra condizioni sociali separate da anni di frammentazione fisica e culturale, se non sapremo intrecciare le pratiche e i percorsi rischiamo – ancora una volta – una sommossa di piazza agita dalla destra.

Chi, dopo l’indizione dello sciopero generale da parte delle CGIL, nutrisse illusioni farebbe bene a ricordare che il precariato e il caporalato legale, sono stati sdoganati con gli accordi del 31 luglio 1993 e del 3 luglio 1994. I vent’anni di tabula rasa di diritti e tutele che sono seguiti l’hanno sempre vista complice.
La CGIL gioca una partita la cui posta è bloccare i tagli a distacchi e finanziamenti
, i lucrosi spazi di cogestione che Renzi sta attaccando.

Sul piano sociale si moltiplicano le reti territoriali, che intrecciano legami solidali nella pratica quotidiana, nella relazione diretta, nella costruzione di percorsi di esodo conflittuale dall’istituito.
La scommessa vera è costruire nel conflitto, fare della fuoriuscita dalla morsa delle regole del capitalismo e dello Stato, il punto di forza per l’estendersi delle lotte.
Uno spazio pubblico strappato alla delega democratica, che in alcune occasioni si è creato nelle lotte per la difesa del territorio, è stato laboratorio di idee e proposte radicali. Aumentano coloro che riconoscono l’incompatibilità tra capitalismo e salute, tra capitalismo e futuro, offrendo spazi all’emergere di un immaginario, che mette all’ordine del giorno, come necessità di sopravvivenza, la rottura dell’ordine della merce.
Le lotte contro gli sfratti e per l’occupazione di spazi vuoti spesso non si limitano a cercare di sottrarre alcuni beni al controllo del mercato, ma negano legittimità alla nozione stessa di proprietà privata.
La fine delle tutele apre uno spazio – simbolico e materiale – per riprenderci le nostre vite, sperimentando i modi per garantir(ci) salute, energia, cura degli anziani e dei bambini fuori e contro il recinto statuale. La scommessa è tentare percorsi di autonomia che ci sottraggano al ricatto del “peggio”, ai processi di servitù volontaria (leggi, ad esempio, lavori/tirocini/stage non pagati etc.), alla continua evocazione dell’apocalisse che abbatte chi non segue i diktat della politica nell’epoca del liberismo trionfante, della finanza anomica, della logica del fare per il fare, perché chi fa mette in moto l’economia, fa girare i soldi, “crea” ricchezza.
Sappiamo che questa logica “crea” solo macerie.
Lasciamo che Renzi e i suoi le spalino, noi abbiamo un mondo nuovo nei nostri cuori, nelle nostre teste, nelle nostre braccia.

testo diffuso dagli anarchici della FAT  Federazione Anarchica Torinese al corteo dei lavoratori in sciopero a Torino