Libri. CONTRO LE OMBRE DELLA NOTTE Storia e pensiero dell’anarchico tedesco Rudolf Rocker

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David Bernardini
CONTRO LE OMBRE DELLA NOTTE

Storia e pensiero dell’anarchico tedesco Rudolf Rocker
pp.148 EUR 12,00
ISBN 978-88-95950-36-5

Rudolf Rocker (1873-1958) costituisce un tassello fondamentale nella storia del movimento anarchico internazionale. Dalla Germania di Bismarck alla Francia della “propaganda del fatto”, dalla Londra degli anarchici di lingua yiddish, dove viene soprannominato “rabby goy”, ai campi di concentramento per “alien enemies” (stranieri di nazionalità nemica), dall’anarcosindacalismo della repubblica di Weimar alla colonia libertaria Mohegan nel Maine, dove finisce i suoi giorni, Rocker attraversa ottant’anni di storia senza mai rinunciare a lottare a fianco degli sfruttati ed a riflettere sulle possibilità di un avvenire libertario. Autore di una miriade di libri, opuscoli e articoli sparsi sulla stampa anarchica di tutto il mondo, la sua vita illumina scorci del passato spesso lasciati nell’ombra ed esperienze politiche poco conosciute, le sue riflessioni colgono le tensioni del tempo e cercano di coniugare teoria e azione. Questo libro si propone di costituire un primo approccio allo studio della figura di Rudolf Rocker, ricostruendo i differenti contesti nei quali si delineano il suo pensiero e la sua straordinaria parabola esistenziale.
Quella di Rocker  una storia poco conosciuta, eppure  bella come solo può essere quella di un uomo coerente, determinato, dotato di un pensiero acuto, originale e insofferente a qualsiasi tipo di dogma.
David Bernardini (1988) si  laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in Storia del pensiero politico contemporaneo. Attualmente frequenta il dottorato in Storia dell’Europa presso l’Università degli Studi di Teramo. Si occupa prevalentemente di storia del movimento anarchico e di estremismo di destra.

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Libri. LO SCIOPERO ARMATO

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E. Malatesta: Opere Complete

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LO SCIOPERO ARMATO
A cura di Davide Turcato. Saggio introduttivo di Carl Levy
pp. 320 EUR 25,00
ISBN 978-88-95950-38-9

L’alba del ventesimo secolo, che si apre con l’uccisione di Umberto I da parte di Gaetano Bresci, segna anche l’inizio del più lungo periodo di ininterrotta assenza di Malatesta dal suolo italiano. Sulle colonne della Rivoluzione Sociale, così come in tante altre pubblicazioni e nei discorsi, egli riafferma e sviluppa con coerenza in questi anni i due pilastri fondamentali della sua tattica: il movimento operaio come base irrinunciabile dell’anarchismo; e l’insurrezione come ineludibile passo, a cui è necessario prepararsi, verso l’emancipazione. Mentre nel decennio precedente era stato sul primo punto che Malatesta aveva dovuto insistere, l’ascesa del sindacalismo rivoluzionario, con la sua affermazione dell’autosufficienza del movimento operaio, rende ora necessario accentuare il secondo punto. In contrapposizione al concetto dello sciopero generale come arma rivoluzionaria, Malatesta compendia efficacemente la sua tattica nel concetto di «sciopero armato». In questa fase di estraniamento dal movimento anarchico in patria, da una parte Malatesta elabora le idee-guida che informeranno i suoi successivi ritorni in Italia, e dall’altra si afferma indiscutibilmente come la figura di maggior spicco del movimento anarchico internazionale, sia, suo malgrado, agli occhi della stampa mondiale, che lo bersaglia di interviste ad ogni evento di cronaca che abbia a che fare con l’anarchismo, sia soprattutto all’interno del movimento, con lo storico congresso di Amsterdam del 1907.

(coedizione ZIC – La Fiaccola)

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Libri. PER LA RIVOLUZIONE SOCIALE Gli anarchici nella Resistenza a Milano (1943-1945)

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Mauro De Agostini – Franco Schirone
PER LA RIVOLUZIONE SOCIALE

Gli anarchici nella Resistenza a Milano (1943-1945)
pp. 368 EUR 20,00
ISBN 978-88-95950-40-2

Per gli anarchici la battaglia contro il fascismo, che comincia a svilupparsi fin dalla nascita del movimento mussoliniano, prosegue durante tutto il ventennio e si dispiega con la Resistenza, costituisce un momento particolare della lotta rivoluzionaria; fascismo, democrazia borghese, totalitarismo staliniano vengono combattuti come forme diverse di oppressione statale in vista della creazione di una società di liberi ed eguali.
Questo studio ricostruisce, per la prima volta in modo organico e completo, le vicende del movimento anarchico milanese dagli anni della dittatura fino ai mesi immediatamente successivi alla Liberazione. Avvincente e documentata narrazione di un’esperienza resistenziale popolare ed “altra”, quella degli anarchici, in una città-chiave come Milano, crocevia dei destini della Nazione ma anche proscenio della duratura guerra civile europea.
Negli anni della dittatura la resistenza libertaria prosegue tenace nonostante l’occhiuta vigilanza della polizia, anche al confino e in carcere, ma è opera soprattutto di vecchi militanti che rimangono fedeli alla propria storia. Sono gli insuccessi della guerra fascista a incrinare il consenso al regime mentre la caduta del fascismo e l’8 settembre portano sulla scena politica una nuova generazione di giovanissimi ansiosi di creare un mondo nuovo. A Milano si realizza la non facile saldatura tra i militanti “storici” e centinaia di giovani animati da spirito spontaneamente libertario e rivoluzionario, portando alla nascita delle formazioni “Malatesta – Bruzzi”.  Ma le aspirazioni rivoluzionarie sono così radicate e diffuse che lo stesso PCI guarda con preoccupazione alle “tendenze anarcoidi e di sinistrismo” ampiamente presenti nelle formazioni partigiane.
Oggi, mentre la tradizionale vulgata nazional-popolare della Resistenza come “guerra patriottica” interclassista viene progressivamente soppiantata da un infame revisionismo storico che pone sullo stesso piano vittime e carnefici, risulta tanto più necessario riscoprire l’anima rivoluzionaria della lotta antifascista.
In appendice sono pubblicati diversi documenti in larga parte inediti, come gli elenchi completi degli appartenenti alle formazioni “Malatesta – Bruzzi”, le versioni integrali della relazione di Giuseppe Seregni e del diario scritto da Pietro Bruzzi dal 13 agosto 1943 al 3 maggio 1944, un mese prima dell’arresto che lo porterà alla fucilazione.

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Libri. STAGIONI INQUIETE – Immagini e poesie

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Autori Vari
STAGIONI INQUIETE – Immagini e poesie

Opere fotografiche di Roberto Pestarino. Poesie di Salvatore Corvaio e Raffaella Calorio. Reportage fotografico del meeting di Valter Ravera e Maria Vittoria Pigollo.
pp.76 EUR 20,00
ISBN 978-88-95950-41-9

Il 12-13-14-15giugno 2014 l’Associazione “Gli Scamiciati” organizzò nella città di Alessandria, presso i locali del Laboratorio Anarchico PerlaNera, un meeting multimediale di creatività a tema dal titolo “I Senza Stato”; in quell’occasione ci furono: esibizioni teatrali, poesia, cortometraggi, performances e ambientazioni che ebbero come contorno estetico quadri, sculture, opere grafiche e fotografie.
Questo libro è composto dalle foto che sono state esposte in quell’occasione; ogni coppia di foto è abbinata a dei componimenti poetici. I componimenti poetici sono tutti di Salvatore Corvaio a eccezione dell’ultima coppia che invece è opera di Raffaella Calorio.
Le ultime pagine sono dedicate poi alle poesie di Salvatore Corvaio parte della performance “SI GRATTA” rappresentata nella rassegna e ad alcune fotografie del meeting stesso a cura di Maria Vittoria Pigollo e Valter Ravera.

[Giugno 2015]

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documentario Fascism INC

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Fascism INC è un documentario prodotto dal team che ha realizzato Debtocracy e Catastroika, e parla della nascita del neo-fascismo in Europa e Grecia e il ruolo giocato dalle élite economiche.
Un film che per spiegare la crisi Greca, guarda al passato, alla seconda guerra mondiale e le cause scatenanti i movimenti fascisti di allora, che sono le stesse di oggi : gli appetiti smodati della classe confindustriale e bancaria europea. Un film che ricorda a tutti come è nato il fascismo in Italia e il Nazismo in Germania, con la novità inedita nei testi scolastici, dell’ attribuzione delle responsabilità alla borghesia europea. Il film che dimostra come il fascismo di ieri, e quello di oggi, altro non sono che uno strumento nelle mani di una ristretta cerchia di persone per attaccare la classe lavoratrice, i loro diritti, per puro profitto.Lo scopo principale dei fascisti di ieri,come quelli di oggi, è ottenere una classe lavoratrice docile, sottopagata ,senza diritti e senza sindacati.Una delle parti che attrae di più l’attenzione e che colpisce di più a livello emotivo è senz’altro quello dove l’autore sottolinea come la Grecia è l’unico paese europeo,dove i collaborazionisti Tedeschi,non hanno perso la guerra ma anzi sono stati premiati.Coloro che durante la seconda guerra mondiale, hanno trafficato e commerciato con i tedeschi a scapito del popolo greco, costituisce oggi l’estabishment politico ed economico del paese, e questo spiega molte cose. Ma anche in Germania e in Italia è così, le famiglie di industriali che hanno finanziato il fascismo e il Nazismo alla fine hanno ottenuto pene molto miti, quando non sono state condannate per nulla come in Italia.
Un film utile per capire meglio la crisi europea, chi l’ha creata, e perchè. Un film utile anche per aiutare molte persone a collocare politicamente personaggi come : Renzi e Grillo, (ma anche Bossi), che si sputano addosso spesso l’epiteto di fascista, avendo ragione entrambi, visto che entrambi rappresentano gli interessi dell’alta borghesia internazionale uno e italiana l’altro.
buona visione :

https://vid.me/15DU


Bollettino anarchico per-verso l’assemblea anarchica marchigiana, N. 46

Posted: giugno 15th, 2015 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Bollettino anarchico per-verso l’assemblea anarchica marchigiana, N. 46

ANNO IX^ N. 46 – BOLLETTINO A-PERIODICO E A-PODITTICO a cura del gruppo anarchico kronstadt ancona. In questo numero aggiornato al 14.6.2015 trovate:
1. l’altro giorno a Senigallia: no alle trivellazioni in adriatico …
2. l’altro giorno a Decimomannu: nessuna pace per chi vive di guerra ….
3. l’altro giorno a Spoleto: cittadini del mondo

https://www.facebook.com/nicola.sabatino.77/media_set?set=a.10206621255960506.1073742046.1545595451&type=3


Perugia, 19 e 20 giugno: FieraMente anticlericali; FieraMente antifascisti

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Perugia, 19 e 20 giugno: FieraMente anticlericali; FieraMente antifascisti

Il Comitato Pietro Castellini e il circolo ANPI di Perugia Bonfigli Tomovic presentano =
FieraMente anticlericali;FieraMente antifascisti= I due XX giugno di Perugia.

Programma

19 giugno 0re 17 presso il circolo Tempo Bono (Perugia via del Cortone 45-sopra via Ripa di Meana) dibattito sul Laicismo : di Stato o libertario? Introduzione di Tiziano Antonelli, e presentazione del libro di Federico Tulli Chiesa e Pedofilia, il caso Italiano. Sarà presente l’autore.
ore 20 incontro con i migranti del Gambia richiedenti asilo politico
A seguire cena con musica

XX Giugno Brindisi itineranti ai luoghi del risorgimento e della resistenza perugina.
Per i più coraggiosi il 1^ brindisi sarà alle ore 14,30 in via Ponte Vecchio a Ponte San Giovanni di Perugia luogo e ora del martirio di Pietro Castellini Anonimo Martire Fulgido Eroe Pessimo Tiratore incauto soggetto della città di Perugia umile cantiniere del possidente Angeletti.

Per aggiornamenti c’è la pagina facebook https://www.facebook.com/anpiperugia

e sempre su facebook https://www.facebook.com/groups/204532056262008/?fref=ts


da Silvia. Rojava, cantone di Cizire

Posted: giugno 15th, 2015 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su da Silvia. Rojava, cantone di Cizire

Con questo appello invitiamo singoli, organizzazioni, collettivi a partecipare alla nostra lotta di liberazione, liberazione non solo dei curdi per la propria terra, ma in primo luogo liberazione dal potere dello Stato e del capitalismo. Vi invitiamo a venire in Rojava, cantone di Cizire.

Il Rojava è un pezzo di terra in buona parte liberato dalla presenza dell’ISIS ma sotto embargo: un embargo portato avanti contro di noi non solo dalla Turchia ma anche dal Kurdistan iracheno, che non apprezza il modello di società differente che stiamo mettendo in pratica. Questo embargo ha effetti sulla scarsità di generi di prima necessità, ma soprattutto sulla carenza di medicine e attrezzature mediche necessarie per curare i feriti. Ci sono anche migliaia di martiri, di persone ammazzate dalla guerra: in molti hanno perso la famiglia e la casa.

Come in tutte le guerre del mondo, è la donna a portarne il peso più grande, perché è lei a perdere i suoi figli, è lei ad essere violentata, è lei ad essere venduta come schiava o costretta alla prostituzione; in più, in Siria e in buona parte del medio oriente, fino a prima della rivoluzione, la donna veniva considerata una persona di secondo livello. Ma qui in Rojava, la donna non considera più tutto questo una fatalità inevitabile: da molto tempo le donne hanno cominciato ad essere attive in tutti i campi (sociale, politico, militare) e questo sta riuscendo a cambiare la mentalità maschilista. Nel lottare contro il sistema patriarcale lottiamo anche contro ogni forma di oppressione e prevaricazione: lo stesso modo di pensare che pone l’uomo al di sopra della donna pone anche chi ha il potere al di sopra del popolo e l’essere umano al di sopra della natura, in una gerarchia di violenza e prevaricazione. Lottare contro il sistema patriarcale significa quindi per noi anche lottare contro la mentalità autoritaria e reazionaria.

Qui c’è sofferenza, certo, ma qui c’è anche gioia. C’è gioia ed orgoglio, perché un popolo ha alzato la testa contro le prevaricazioni. Abbiamo imparato di nuovo a scrivere nella nostra lingua, che prima era proibita in tutti gli edifici pubblici. Abbiamo messo in pratica un modello di autogestione democratica, per cui le decisioni partono e vengono discusse in assemblee nelle strade che coinvolgono tutti e tutte coloro che vogliono farne parte. Ci siamo organizzati insieme con tutte le minoranze ed etnie presenti in questo pezzo di mondo, perché ciascuno possa mantenere la sua identità completandoci a vicenda in una dinamica che ci arricchisce tutte e tutti.

La nostra è una legittima lotta di liberazione, come può essere quella palestinese o come lo sono state quelle anticoloniali; questa è anche una lotta per dare potere al popolo, mettendo come priorità la liberazione della donna; questa lotta cerca un rapporto armonioso con la natura in un divenire ciclico interconnesso di cui anche l’essere umano è parte; questa lotta vuole eliminare l’autoritarismo lottando contro la mentalità che lo genera. La nostra lotta provvede anche alla sua stessa difesa attraverso le YPG-YPJ, perché i mostri che la attaccano sono tanti e micidiali.

Quello che potete fare qui è molto, innanzitutto venire a vedere, per raccontare nei vostri Paesi quello che succede qui. E poi portare aiuto psicologico a chi ha subito traumi, aiutare nella ricostruzione, aiutare nei parchi naturali, nel campo profughi “newroz” dove sono ospitati yazidi in fuga da Shingal, oltre che prendere parte alle forze di difesa del popolo e delle donne (YPG-YPJ). La vostra solidarietà, ai nostri occhi, ha molto valore.

Vorremmo ascoltare le vostre storie, le lotte che hanno luogo in altre parti del mondo, e vorremmo condividere con voi questa nostra rivoluzione. Vi invitiamo perché possiate vedere con i vostri occhi che il modello che rende l’essere umano una macchina all’interno del sistema, e ne toglie l’umanità e la gioia perché ne fa pedina di meccanismi su cui non ha nessun controllo, non è l’unico modello possibile, e questa è una delle alternative. Nella storia e in tutti i luoghi del mondo ci sono sempre stati e sempre ci saranno movimenti che vogliono liberare l’essere umano dal Potere che vorrebbe renderlo morto e triste, crediamo sia importante unire questi movimenti perché solo insieme possiamo vincere il mostro contro cui, nelle sue diverse forme, lottiamo.

Per informazioni contattare: solidaritywithrojava@gmail.com

E poi, vi mando un paio di link dal blog:

uno riguarda l’apertura di un nuovo tabur internazionalista all’interno delle YPG-YPJ: http://libera-palestina.blogspot.com.tr/2015/06/tabur-internazionalista.html

ed il secondo riguarda alcune mie personali considerazioni rivolte in special modo ai compagni antimperialisti: http://libera-palestina.blogspot.com.tr/2015/05/lettera-agli-antimperialisti.html (commenti ed osservazioni costruttive sono benvenuti!)

Buona lotta!

Silvia


Bologna, Circolo Berneri

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Lunedì 22 giugno

Lunedì 22 il Circolo Anarchico Berneri sposterà il consueto appuntamento del lunedì presso Scienze Politiche (Strada Maggiore, 45)  partecipando all’iniziativa del collettivo Exarchia
http://exarchia.indivia.net/articolo/tu-la-chiami-guerra-e-non-ti-spieghi-il-perche


Inoltre, tutti i libri in distribuzione al circolo sono scontati del 20%! novità:
Enrico Malatesta, Lo sciopero armato a cura di Davide Turcato (Zic 2015)
Zerocalcare, Kobane Calling (Autoproduzione)
Francesco Benozzo e Fiabio Bonvicini, Disertori, migranti e cantastoie (CD)
Circolo Anarchico Berneri, Ovunque Kobane, ounque Resistenza (Autoproduzioni)
Clash city workers, Dove sono i nostri. Lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi (Volo publisher)
Pamela Galassi, Emma Goldman, la donna più pericolosa d’America (La Fiaccola)
Paul Avrich, Ribelli in paradiso. Sacco, Vanzetti e il movimento anarchico negli Stati Uniti (Nova Delphi)
Andrea Staid, I senza stato. Potere, economia e debito nelle società primitive (Bébèrt)
Chiara Gazzola, Fra diagnosi e peccato. La discriminazione secolare nella psichiatria e nella religione (Mimesis)


Azione diretta per la trasformazione sociale. Per dare un senso all’astensione.

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Lo Stato è come la religione, vale se la gente ci crede, e la gente ormai non ci crede più: lo dimostra il 48% degli elettori che si è rifiutato di recarsi alle urne il 31 maggio.
Le recenti elezioni amministrative testimoniano un ulteriore approfondimento del fossato che separa i ceti popolari da una parte e il ceto politico e le classi privilegiate dall’altra.
L’aumento delle astensioni conferma il più importante fatto politico nell’Italia degli ultimi anni: per la prima volta da quando le classi subalterne ebbero il diritto di voto, la maggioranza dei lavoratori dipendenti si astiene dalle elezioni, e fra gli astenuti i lavoratori dipendenti, e in particolare la classe operaia, sono il gruppo sociale più rappresentato.
Oggi l’astensionismo esprime massicciamente la protesta contro la gretta politica di difesaed accrescimento dei privilegi di pochi portata avanti dai governi che si sono succeduti.
L’indifferenza delle istituzioni nei confronti dei movimenti di protesta, dall’occupazione delle case alla lotta contro le grandi opere, dalla difesa dei diritti dei lavoratori alla difesa della libertà di manifestare e così via, accompagnata da una repressione sempre più brutale nei confronti degli oppositori, è la causa principale dell’astensionismo popolare; l’atteggiamento miope e arrogante del ceto politico non fa che esaltarne le potenzialità di rottura del sistema esistente, accelerando una presa di coscienza che altrimenti sarebbe molto più difficile.
Un altro risultato di queste elezioni ci consegna una rappresentazione migliore della coscienza popolare: la Lega Nord nonostante l’enorme visibilità mediatica e il netto ridimensionamento di Forza Italia non sfonda come ci si aspettava ed anzi perde in termini di voti complessivi, mentre il Movimento 5 Stelle perde quasi due milioni di voti rispetto alle elezioni politiche precedenti. Il tentativo  di convogliare il malcontento popolare nelle liste dell’opposizione è fallito.
Chi si è rifiutato, domenica 31 maggio, di dare fiducia ad un altro che risolva i suoi problemi, ora deve avere fiducia in se stesso e in chi gli sta accanto, deve avere fiducia nel suo diritto ad usare le case sfitte o abitate da pochissime persone, deve avere fiducia nel suo diritto ad usare dei mezzi di sussistenza di cui ha bisogno, ad usare la fabbrica, l’impianto, il campo che il proprietario lascia inutilizzato per produrre, liberamente associato agli altri, ciò che abbisogna a tutti; e una volta rivendicato questo diritto, necessita che si organizzi per difenderlo, con ogni mezzo, contro i tutori della proprietà privata.
Gli sfruttati non hanno bisogno di dimostrare a nessuno che sono capaci di prendere possesso dei mezzi di lavoro e quindi della direzione della produzioneeconomisti, banchieri, manager, governanti non hanno fatto niente per uscire dalla crisi, quel poco che è stato fatto è stato pagato a lacrime di sangue dalle lavoratrici e dai lavoratori. E’ ora che paghino i ricchi, è ora che paghino i politici .
La Commissione di Corrispondenza
della Federazione Anarchica Italiana