Documentario. «Vivere l’utopia » sulla Spagna libertaria del 1936/1939

Posted: marzo 8th, 2017 | Author: | Filed under: cinema | Commenti disabilitati su Documentario. «Vivere l’utopia » sulla Spagna libertaria del 1936/1939

Versione sottotitolata in italiano del documentario «Vivere l’utopia » sulla Spagna libertaria del 1936/1939, video scaricabile direttamente sul link :
http://anarchism.org/videos/it/Vivere_l_utopia.avi
o su Youtube : https://youtu.be/IpQOtbnYoOE


Rimini. Biblioteca Libertad

Posted: marzo 8th, 2017 | Author: | Filed under: libri | Commenti disabilitati su Rimini. Biblioteca Libertad

Su facebook:

https://www.facebook.com/bibliolibertad


Cesena. prossime allo spazio libertario “Sole e Baleno”

Posted: marzo 8th, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Cesena. prossime allo spazio libertario “Sole e Baleno”

…prossime allo spazio libertario “Sole e Baleno”

 GIOVEDì 9

ore 20.30 – Cena vegan

ore 21.30 – Presentazione del libro “Dimenticare Fukushima”.

La vera catastrofe nucleare non è che tutto si fermi, ma che tutto continui.

(Ed. Istrixistrix). Ne parleremo con il curatore.

VENERDì 17

ore 20.30 – Cena vegan

ore 21.30 – Presentazione del libro “Maria Nikiforova”.

La rivoluzione senza attesa. L’epopea di un’anarchica attraverso l’Ucraina.

1902-1919. Edizioni El Rùsac. Ne parleremo con il curatore.

MARTEDì 21 

ore 20.00 – Assemblea organizzativa dello spazio

MARTEDì 28

ore 21.00 – Proiezione di “Jimmy’s Hall”

per tutto il mese

mostra fotografica: “TEN YEARS ON STAGE” di Stefano Belacchi.

www.spazio-solebaleno.noblogs. org

spazio.solebaleno@bruttocaratt ere.org                      

in subb. Valzania 27 – Cesena (FC) zona porta Santi




NEWSCOMIDAD. IL VERO PADRE DI RENZI: MARIO DRAGHI

Posted: marzo 8th, 2017 | Author: | Filed under: comidad | Commenti disabilitati su NEWSCOMIDAD. IL VERO PADRE DI RENZI: MARIO DRAGHI

NEWSCOMIDAD

Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la voce “Commentario”.

IL VERO PADRE DI RENZI: MARIO DRAGHI

Le vicissitudini giudiziarie del padre di Renzi giungono opportunamente a creare un depistaggio rispetto al vero fallimento del Genio di Grignano, cioè le “riforme strutturali”. Il punto è che il fallimento di Renzi coinvolge il suo principale mallevadore e ispiratore, che non è stato Napolitano e nemmeno Tiziano, bensì Mario Draghi. Ancora nel settembre scorso il Super-Buffone di Francoforte non aveva esitato a riproporre la litania delle “riforme strutturali” all’uditorio europeo. (1)

La faccia tosta di Draghi assume dimensioni macroscopiche se si considera che la pioggia di miliardi del quantitative easing”, e la conseguente inflazione al 2% (un’inflazione enorme per gli standard deflazionistici di Maastricht), hanno comportato in Europa una ripresa economica molto contenuta, con il Paese più ligio al diktat delle “riforme strutturali”, cioè l’Italia, al penultimo posto della classifica europea, con un modesto 0,9 in più. Nel 2013 Draghi ci aveva rassicurato dicendo che non contavano i governi ma il suo “pilota automatico”. Nel caso italiano l’automatizzazione aveva prodotto appunto un Renzi.

Che Renzi sia un caratteropatico non vi è dubbio, ma la sua arroganza derivava in massima parte dal sentirsi alle spalle l’establishment europeo e l‘establishment italiano. Il “Jobs Act” ha rappresentato non solo precarizzazione e voucherizzazione del lavoro ma soprattutto un finanziamento di più di diciassette miliardi elargito alle imprese private. Nel 2008 Massimo D’Alema si lamentò del fatto che Confindustria, nonostante i sussidi governativi alle imprese private, avesse sempre tenuto un atteggiamento ostile nei confronti del secondo governo Prodi, contrapponendogli persino l’improbabile contro-candidatura di Luca di Montezemolo. Stavolta i soldi stanziati dal governo sono stati molti di più e l’appoggio confindustriale a Renzi è stato entusiastico. (2)

Sta di fatto che, nonostante i soldi pubblici, le imprese private sono state in grado di esibire un incremento di un miserrimo 0,9 del PIL, quindi interamente attribuibile al traino della piccola ripresa esterna. Se poi un transitorio aumento dell’occupazione vi è stato, ciò indica che il maggior numero di ore lavorate ha comportato comunque una caduta della produttività, quindi un regresso tecnologico. Per delimitare e chiarire i termini del fallimento draghi- renziano occorre tener presente che non si è mai trattato davvero di avviare una nuova fase di rilancio economico e neppure di ridurre significativamente la disoccupazione, obiettivi che sarebbero in contrasto con gli attuali business della povertà: finanziarizzazione dei consumi e  privatizzazione della previdenza e della sanità. Si tratta di business in cui Confindustria è largamente interessata, tanto da essere diventata molto più una lobby finanziaria che un’associazione industriale. Ciò che Draghi si proponeva non era affatto di avviare una reindustrializzazione, bensì di esibire la sua capacità di controllare il PIL attraverso immissioni di liquidità e, proprio su questo piano, il “quantitative easing” ed il “jobs act” hanno invece dimostrato la loro impotenza. A Renzi sarebbe bastato avvicinarsi ad un 2% di crescita per gettare il panico nelle opposizioni ed essere santificato a vita dai media; purtroppo neppure questo minimo obiettivo è stato centrato. La deflazione ha ormai regole sue che la Banca Centrale Europea non può gestire. La compressione salariale imposta dal vangelo FMI-UE comporta effetti depressivi di lungo periodo che i movimenti di capitale da soli non possono compensare.

L’ingranaggio deflazionistico europeo è stato messo in moto ma non si riesce a controllarne i movimenti. La dilettantistica risposta a tutto ciò è stata l’Europa “a più velocità” partorita dal vertice a quattro di Versailles. L’attuale illusione è quella di uno “sgretolamento controllato” dell’Unione Europea. Persino la sede scelta per il vertice è stata significativa: quella Versailles nella quale nel 1919 furono poste le basi della seconda guerra mondiale. (3)

9 marzo 2017

1)  http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2016/11/28/draghi-una-casa-costruita-meta-fragile_zCkepNxJkPsr5YMBNNuu0M.html

2)  http://formiche.net/2016/03/28/jobs-act-lavoro-governo-tiraboschi/

3)  http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/03/07/al-vertice-di-versailles-nasce-leuropa-a-piu-velocita_ab142b49-e66f-45cb-8a5e-49c1bac989f2.html


Bologna, Circolo anarchico Berneri

Posted: marzo 8th, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Bologna, Circolo anarchico Berneri
Attività settimanali permanenti
Ogni martedì dalle 18 : 30 alle 20 attività di catal o gazione e archiviazione del gruppo di lavoro biblioteca. Per assicurarsi della presenza mandare un sms allo 3246290406. Il gruppo di lavoro si occupa principalmente di conservare e organizzare il patrimonio librario e archivistico del circolo attraverso attività di catalogazione e digitalizzazione (porta il tuo pc!).
A martedì alterni, dal 15/11, prove autogestite HardCoro de Marchi ore 21, per conferma 3737457000
Ogni mercoledì H 13 Apertura dello Spazio – Coll ettivo Exarchia
Momento di socialità dall’ora di pranzo, con spazio per studiare, discutere di temi a scelta e attività in serigrafia.
Ogni giovedì                                 
H 16 Assemblea del Collettivo Exarchia, giovani, studenti e studentesse, precari e precarie il cui percorso vuole partire dal mondo dell’università e del lavoro. http://exarchia.indivia.net/
H 21 Assemblea di gestione del circolo                            
Tutti i progetti sono autogestiti ed autorganizzati in maniera orizzontale,le decisioni prese collettivamente in assemblea e col metodo del consenso.
Siamo aperti alle proposte e alla partecipazione: se sei interessato/a contattaci durante le giornate e le serate o scrivi una mail a berneri@indivia.it


Reggio Emilia. 8 MARZO SCIOPERO GENERALE SE TOCCANO UNA TOCCANO TUTTE

Posted: marzo 8th, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Reggio Emilia. 8 MARZO SCIOPERO GENERALE SE TOCCANO UNA TOCCANO TUTTE

8 MARZO
SCIOPERO GENERALE
SE TOCCANO UNA TOCCANO TUTTE

Per l’Otto Marzo l’Unione Sindacale Italiana, rispondendo all’appello del
movimento “Non Una di Meno”, ha indetto lo sciopero generale. L’Otto
Marzo è sempre stata una giornata di lotta che trova le sue radici negli
scioperi di inizio Novecento quando le donne lottavano per la propria
emancipazione, come lavoratrici e come donne.
Dopo un lungo percorso le lotte in tutto il ‘900 hanno portato al
definitivo riconoscimento formale dei diritti femminili anche nei
contesti più arretrati del mondo occidentale, ma ancora e’ lunga la
strada da percorrere: basti vedere il gap salariale tra salario maschile

e femminile, alla difficoltà  ad accedere alla maternità, alle violenze
e molestie sul posto di lavoro taciute per evitare di perdere il lavoro,
alla difficoltà ad accedere all’IVG, ai continui tagli che hanno colpito
consultori e centri anti violenza, alla violenza di genere, giustificata
dalla cultura patriarcale in cui viviamo. Inoltre alle donne è delegato
il lavoro della cura della prole a quella dell’ambiente domestico, non
retribuito ma fondamentale, lavoro che se rifiutato fa incorrere in un

forte stigma sociale.
Alla contraddizione dell’oppressione di genere la nostra società
risponde categorizzando le donne come vittime da aiutare, nell’ottica
paternalistica secondo cui la donna, oggetto di proprietà esclusivamente
maschile, non sa né scegliere né difendersi da sola. Come lavoratrici e
come lavoratori invece sappiamo che l’oppressione si combatte con
efficacia solo tramite la mobilitazione diretta, con il diventare
protagonisti della propria stessa vita.

Anche a Reggio Emilia riteniamo importante rilanciare la mobilitazione
dell’Otto Marzo scendendo in piazza come lavoratori, lavoratrici,
studentesse e studenti per la dignità di tutte le donne del mondo, per
il rifiuto alla violenza di genere in tutte le sue forme e per una
società libera, orizzontale e internazionalista.

L’appuntamento è l’8 marzo alle
ore 10.00 in Piazza Casotti
per una manifestazione che si concluderà con spettacoli e musica per
poi partecipare al corteo di “Non Una di Meno” del pomeriggio,
dalle ore 17.30 in Piazza Martiri del 7 luglio

Unione Sindacale Italiana – Sezione di Reggio Emilia

Via Don Minzoni 1/d – RE /// FB: Unione Sindacale Italiana – Reggio Emilia
///       usireggioemilia.noblogs.org        ///

usi-reggioemilia@inventati.org


Futuribili: distopie e utopie

Posted: febbraio 21st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Futuribili: distopie e utopie

Proiezioni immaginative, tendenze avveniristiche, progettazioni futuribili. Ricerca e viaggi negli spazi prossimi venturi, coi loro baratri, stimolazioni desideranti e precipizi esistenziali.

Dal sito di Andrea Papi:

http://www.libertandreapapi.it/futuribili–distopie-e-utopie.html


Arte e creatività

Posted: febbraio 21st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Arte e creatività

Sguardi, immagini, produzioni creative, critica, impressioni… Quando qualcosa ti colpisce e senti il bisogno di parlarne… per esaltare, criticare, rifiutare, per dire che ne sei affascinato, per esternare il bisogno di esternare…

Dal sito di Andrea Papi:

http://www.libertandreapapi.it/arte-e-creativita.html


“Se proprio mi volete bene, non desiderate che diventi il vostro tiranno…”

Posted: febbraio 1st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su “Se proprio mi volete bene, non desiderate che diventi il vostro tiranno…”
 post facebook di Stefano Depetris.
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Il 21 gennaio del 1924 morì il dittatore bolscevico Vladimir Lenin, a capo del Partito Comunista Russo e fautore del cosiddetto socialismo di stato a partire dall’assimilazione della dottrina marxista.
Oggi ricorre l’anniversario della sua morte, e lo voglio “ricordare” con un estratto del testo di Luigi Fabbri pubblicato post-mortem nel 1951: si tratta dell’edizione della vita di un rivoluzionario anarchico piuttosto amato e conosciuto, e si intitola “Malatesta, l’uomo e il pensiero” (Vida y pensamiento de Malatesta).
Di seguito la parte nella quale Errico Malatesta, nel 1920 (ovvero un anno dopo il ritorno in Italia), si ritrovò invitato da anarchici locali nel quel di Voghera, in un salone delle scuole elementari, a rispondere garbatamente all’azzardata presentazione di Aldo Aguzzi, militante da poco uscente dal partito socialista, che lo salutava come il “Lenin d’Italia”. Ecco quale fu la sua pronta risposta, descritta dallo stesso testimone di allora, nonché presentatore durante l’incontro:

«Il ragazzo che mi presento’ dev’essere sincero ed entusiasta e forse ha creduto di farmi piacere dicendo che sono il vostro Lenin. Credo ch’egli non sia anarchico, come non lo saranno di sicuro quanti di voi hanno raccolto il suo grido. Lui e voi siete dei rivoluzionari, capite che i vecchi metodi riformisti non valgono più, forse siete sfiduciati dei vostri capi socialisti, e allora cercate un uomo che vi ispiri fiducia e vi porti alla rivoluzione. Grazie tante per la fiducia, ma vi sbagliate. Ho tutto il desiderio di fare il bene vostro che è anche mio, però io sono un uomo come tutti gli altri, e se diventassi il vostro capo non sarei migliore di quelli che ora voi ripudiate. Tutti i capi sono uguali e se non fanno quel che voi desiderate, non è sempre perché non vogliono, ma anche perché non possono. Trattandosi poi della rivoluzione, questa non è uomo che può farla: dobbiamo farla tutti insieme. Io sono un anarchico, non voglio ubbidire, ma soprattutto non posso comandare. Se diventassi il vostro Lenin come quel «ragazzo» desidera, vi porterei al sacrificio, diventerei il vostro padrone, il vostro tiranno; tradirei la mia fede, perché non si farebbe l’anarchia, e tradirei voi, perché con una dittatura vi stanchereste di me, ed io, fatto ambizioso e magari convinto di compiere un dovere, mi circonderei di poliziotti, di burocrati, di parassiti, e darei vita ad una nuova casta di oppressori e privilegiati dalla quale voi sareste sfruttati e vessati quanto oggi lo siete dal governo e dalla borghesia. Se proprio mi volete bene, non desiderate che diventi il vostro tiranno. (…)
Ma molti dettagli e frasi sue ora mi sfuggono. Subito dopo spiegò come si doveva «fare» la rivoluzione. Ricordo fra l’altro che parlò di «occupare le fabbriche», di armamento del popolo, di costituzione di bande armate, ecc. esprimendosi calmo, più degli stessi riformisti del paese… A dir il vero, il pubblico restò alquanto deluso (e un po’ anch’io, lì per lì) perché Malatesta non rispondeva al «tipo» immaginatoci. Ma il fatto è che, dopo quella conferenza, io avevo capito cos’era l’anarchia e cosa vogliono gli anarchici, e lo ero diventato anch’io…»


Ancona, 7 febbraio. La solidarietà non si processa!

Posted: febbraio 1st, 2017 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Ancona, 7 febbraio. La solidarietà non si processa!

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